Pensiero del Giorno 12 luglio
« Guai a te Korazym! Guai a te Betsaida »
Un insegnamento che possiamo trarre dalle parole che Gesù rivolse alle tre città della sua terra (e che oggi sono rivolte a noi), mi sembra essere questo : ogni grazia che riceviamo dal Signore, è un aiuto e un invito alla nostra conversione e santificazione; più la grazia è grande, più esigente è la risposta che il Signore si attende dalla nostra vita.
Quando verrà il giorno del giudizio – prima quello personale e poi quello universale – tutto sarà considerato, anche la nostra risposta (o non-risposta) alle grazie ricevute (pensiamo anche alla parabola dei talenti).
Il Signore vuole metterci paura ? Certamente no. Egli vuole semplicemente la nostra salvezza e la nostra santificazione e, misericordiosamente, ci mette … sull’attenti !
Riflettiamo : sappiamo già che ci sarà un esame; sappiamo anche su cosa saremo esaminati; già sappiamo a cosa andremo incontro (premio o castigo). Cosa vogliamo di più ?
Il Maestro non può sostituirsi al discepolo nell’esame finale. Tuttavia l’Agnello si è immolato al posto di noi peccatori per redimerci, e nella Santa Messa ha perpetuato questo Sacrificio.
A ciascuno di noi il compito di non rendere vano tanto amore.
Pace e bene.