Pensiero del giorno 17 marzo 2025

Don Mario Proietti, C.PP.S.:

 Lunedì della II Settimana di Quaresima

 

Tema del giorno: “La luce che trasfigura il cuore attraverso la misericordia”

Letture del giorno: Dn 9,4-10 – Sal 78 – Lc 6,36-38

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Il cammino quaresimale ci invita oggi a immergerci nella luce che trasfigura il cuore, una luce che nasce dalla misericordia di Dio. Le letture di oggi – il sincero lamento di Daniele, la supplica del salmista e l’insegnamento radicale di Gesù nel Vangelo – ci offrono una visione integrata: riconoscere la nostra condizione di peccato, ricevere il perdono divino e metterlo in pratica quotidianamente, perché la misericordia che doniamo è la misura della luce che riceviamo dal Padre.

 

1. Riconoscere la Nostra Misera Condizione 

• Il Sincero Lamento di Daniele (Dn 9,4-10): Daniele si presenta davanti a Dio con umiltà e trasparenza, riconoscendo apertamente le colpe del popolo e la propria incapacità di raggiungere la perfezione morale. La sua confessione è un atto di fiducia: egli sa che ammettere la propria fragilità è il primo passo per ricevere la misericordia divina. 

• Il Significato della Confessione: Questo lamento ci insegna che, per essere trasfigurati dalla luce di Dio, dobbiamo prima riconoscere la nostra debolezza e il nostro bisogno di perdono. Non è solo un esercizio di pentimento, ma un atto di fiducia nella bontà del Signore, che si compiace di perdonare chi si rivolge a Lui con cuore sincero. 

 

2. Ricevere la Misericordia: Un Dono Incommensurabile

Il Richiamo del Salmo (Sal 78): Il salmista esprime con intensa emotività la necessità di non essere trattato secondo i nostri peccati, ma con la misericordia che scaturisce dalla grandezza dell’amore di Dio.

• L’Appello alla Misericordia: Il salmo è un inno che trasforma il lamento in speranza. Chiedere a Dio di non imputare a noi le colpe del passato è riconoscere che la nostra storia di peccato non definisce il nostro futuro. La luce del Signore è quella che rischiara le tenebre del passato, permettendoci di intraprendere un cammino di rinnovamento interiore. 

• La Misericordia come Trasformatrice: Ricevere il perdono divino non è un atto meccanico, ma una trasformazione profonda che inizia dal cuore. È attraverso questo perdono che la luce di Dio entra in noi, cancellando le ombre del giudizio e della condanna, e aprendo la via a una vita nuova, rinnovata dall’amore misericordioso del Padre.

 

3. Praticare la Misericordia: L’Insegnamento di Gesù

• L’Ordine di Gesù nel Vangelo (Lc 6,36-38): Gesù ci esorta a essere misericordiosi proprio come il Padre è misericordioso. Questo invito non si limita a un’ideale etico, ma è una chiamata concreta a trasformare il nostro modo di relazionarci con gli altri.

• Non Giudicare e Non Condannare: Gesù ci ammonisce di evitare giudizi frettolosi e condanne definitive. Questi atteggiamenti, che nascono da un cuore che non ha ancora ricevuto pienamente la luce del perdono, sono ostacoli alla nostra capacità di amare. La luce che trasfigura il cuore si manifesta nel lasciar andare il bisogno di giudicare e nel concentrarsi invece sul perdono e sulla riconciliazione.

• Perdonare e Donare Senza Misura: L’insegnamento di Gesù ci promette che, se perdoneremo, riceveremo in misura altrettanto generosa. Questo scambio divino ci spinge a estendere la misericordia anche quando il cuore è ferito, ricordando che il perdono è il mezzo attraverso cui il nostro essere si illumina e si trasforma. È una chiamata a rendere il perdono quotidiano, un atto rivoluzionario che spezza il ciclo del rancore e dell’odio.

 

4. Attualizzazione della Parola: Vivere la Misericordia Quotidianamente

• Meditazione e Preghiera Profonda: Dedichiamo momenti di preghiera per interiorizzare il messaggio delle Scritture. Chiediamo al Signore di trasformare il nostro cuore, affinché ogni giudizio, ogni condanna, sia sostituito dalla luce del perdono e dalla forza della misericordia.

• Agire con Consapevolezza nella Vita di Tutti i Giorni: Nel quotidiano, esercitiamo la misericordia evitando di formulare giudizi affrettati verso gli altri. Facciamo uno sforzo consapevole per perdonare, per assolvere le offese, per restituire a ciascuno il suo “debito” di amore. Questo atto pratico non solo trasforma i nostri rapporti, ma ci rende strumenti della luce che Dio diffonde nel mondo.

• Condividere il Cammino della Misericordia: La nostra comunità di fede diventa il luogo dove il perdono si pratica e si vive quotidianamente. Condividiamo le nostre esperienze, sosteniamoci nei momenti di difficoltà e ricordiamo che la misericordia che doniamo ritorna a noi in abbondanza, come una luce che non si spegne mai.

Oggi siamo chiamati a lasciare che la luce della misericordia trafigga il nostro cuore, affinché possiamo imitare il Padre celeste. Riconoscere la nostra miseria, ricevere il perdono di Dio e praticare il perdono verso gli altri sono passi essenziali per vivere una vita rinnovata. La luce che trasforma il cuore è quella che nasce dal perdono, un dono incommensurabile che Dio ci offre e ci invita a condividere senza riserve.

Preghiamo affinché il Signore, che illumina ogni angolo del nostro essere, ci doni la forza di vivere la misericordia in ogni gesto e parola, rendendo la nostra vita testimonianza della Sua luce trasformatrice e del Suo amore infinito.

 

Omelia

Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, il cammino quaresimale ci invita oggi a immergerci nella luce che trasfigura il cuore, una luce che nasce dalla misericordia di Dio. Le letture di oggi – il sincero lamento di Daniele, la supplica del salmista e l’insegnamento radicale di Gesù nel Vangelo – ci offrono una visione integrata: riconoscere la nostra condizione di peccato, ricevere il perdono divino e metterlo in pratica quotidianamente, perché la misericordia che doniamo è la misura della luce che riceviamo dal Padre.

Nel libro di Daniele, il profeta si presenta davanti a Dio con umiltà e trasparenza, riconoscendo apertamente le colpe del popolo e la propria incapacità di raggiungere la perfezione morale. La sua confessione è un atto di fiducia: egli sa che ammettere la propria fragilità è il primo passo per ricevere la misericordia divina. Questo lamento ci insegna che, per essere trasfigurati dalla luce di Dio, dobbiamo prima riconoscere la nostra debolezza e il nostro bisogno di perdono. Non è solo un esercizio di pentimento, ma un atto di fiducia nella bontà del Signore, che si compiace di perdonare chi si rivolge a Lui con cuore sincero. Daniele non si limita a elencare le colpe del popolo, ma le assume su di sé, facendosi voce di una supplica che non cerca giustificazioni, ma chiede la grazia della conversione.

Il Salmo 78 esprime con intensa emotività la necessità di non essere trattati secondo i nostri peccati, ma con la misericordia che scaturisce dalla grandezza dell’amore di Dio. Chiedere a Dio di non imputare a noi le colpe del passato è riconoscere che la nostra storia di peccato non definisce il nostro futuro. La luce del Signore è quella che rischiara le tenebre del passato, permettendoci di intraprendere un cammino di rinnovamento interiore. Ricevere il perdono divino non è un atto meccanico, ma una trasformazione profonda che inizia dal cuore. È attraverso questo perdono che la luce di Dio entra in noi, cancellando le ombre del giudizio e della condanna, e aprendo la via a una vita nuova, rinnovata dall’amore misericordioso del Padre. Ecco il senso più profondo della Quaresima: lasciarsi trasformare, permettere alla luce di Dio di agire nelle profondità del nostro essere.

Nel Vangelo di Luca, Gesù ci esorta a essere misericordiosi proprio come il Padre è misericordioso. Questo invito non si limita a un’ideale etico, ma è una chiamata concreta a trasformare il nostro modo di relazionarci con gli altri. Gesù ci ammonisce di evitare giudizi frettolosi e condanne definitive. Questi atteggiamenti, che nascono da un cuore che non ha ancora ricevuto pienamente la luce del perdono, sono ostacoli alla nostra capacità di amare. La luce che trasfigura il cuore si manifesta nel lasciar andare il bisogno di giudicare e nel concentrarsi invece sul perdono e sulla riconciliazione. L’insegnamento di Gesù ci promette che, se perdoneremo, riceveremo in misura altrettanto generosa. Questo scambio divino ci spinge a estendere la misericordia anche quando il cuore è ferito, ricordando che il perdono è il mezzo attraverso cui il nostro essere si illumina e si trasforma. È una chiamata a rendere il perdono quotidiano, un atto rivoluzionario che spezza il ciclo del rancore e dell’odio. La misericordia non è un sentimento passeggero, ma una scelta concreta, un modo di vivere che genera pace e riconciliazione.

Come possiamo vivere concretamente questa Parola? Innanzitutto, con una preghiera profonda. Dedichiamo momenti di silenzio e di ascolto, chiedendo al Signore di trasformare il nostro cuore, affinché ogni giudizio, ogni condanna, sia sostituito dalla luce del perdono e dalla forza della misericordia. Nel quotidiano, esercitiamo la misericordia evitando di formulare giudizi affrettati verso gli altri. Facciamo uno sforzo consapevole per perdonare, per assolvere le offese, per restituire a ciascuno il suo “debito” di amore. Questo atto pratico non solo trasforma i nostri rapporti, ma ci rende strumenti della luce che Dio diffonde nel mondo. La nostra comunità di fede diventa il luogo dove il perdono si pratica e si vive quotidianamente. Condividiamo le nostre esperienze, sosteniamoci nei momenti di difficoltà e ricordiamo che la misericordia che doniamo ritorna a noi in abbondanza, come una luce che non si spegne mai.

Fratelli e sorelle, oggi siamo chiamati a lasciare che la luce della misericordia trafigga il nostro cuore, affinché possiamo imitare il Padre celeste. Riconoscere la nostra miseria, ricevere il perdono di Dio e praticare il perdono verso gli altri sono passi essenziali per vivere una vita rinnovata. La luce che trasforma il cuore è quella che nasce dal perdono, un dono incommensurabile che Dio ci offre e ci invita a condividere senza riserve. Preghiamo affinché il Signore, che illumina ogni angolo del nostro essere, ci doni la forza di vivere la misericordia in ogni gesto e parola, rendendo la nostra vita testimonianza della Sua luce trasformatrice e del Suo amore infinito. La misericordia è l’essenza di Dio, ed Egli ci invita ad essere suoi strumenti nel mondo, capaci di illuminare le tenebre con la potenza dell’amore che perdona e salva. Amen.