Pensiero del giorno 7 ottobre 2026

Festa del SANTISSIMO ROSARIO DELLA BEATA VERGINE MARIA, istituita da san Pio V per celebrare il materno patrocinio della Vergine invocato dai cristiani e attestato nella memorabile vittoria di Lepanto a difesa della fede cattolica e della civiltà cristiana. In questo stesso giorno la Chiesa fa memoria di S. MARCO, PAPA E CONFESSORE, pastore solerte che guidò la sede romana edificando insigni basiliche e custodendo intatta la disciplina apostolica.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

 

O Signore Gesù, che nel raccoglimento orante riveli la profondità del tuo colloquio con il Padre e doni ai tuoi discepoli le parole stesse della confidenza filiale, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare la nostra mente dal vaniloquio delle formule vuote, dall’illusione di piegare la divina Provvidenza ai nostri calcoli terreni e dalla pretesa orgogliosa di bastare a noi stessi. Donaci la grazia di invocare il Padre con cuore sgombro da risentimenti, domandando il pane del necessario e offrendo a chi ci offende lo stesso perdono che imploriamo dalla tua misericordia. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo adempiere ai compiti lavorativi e ai vincoli familiari con generosa fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore di Dio incontro alla luce del tuo Regno. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 1-4) 

Un giorno, Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione”.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

La richiesta del discepolo nasce dalla contemplazione silenziosa del Maestro raccolto in orazione: non chiede una tecnica retorica o una formula magica di persuasione, domanda di essere introdotto nel medesimo segreto che sostiene la vita di Cristo. L’orazione lucana del Padre nostro spoglia il rapporto con Dio da ogni prolissità esteriore, riconducendo il credente all’essenziale della sua condizione di figlio e di pellegrino. Il primo movimento della preghiera non comincia dai bisogni contingenti dell’uomo, si rivolge alla sovranità assoluta del Padre, alla santificazione del suo nome nella storia e all’avvento del suo Regno di giustizia.

Soltanto dopo aver ordinato il desiderio interiore al primato di Dio, la supplica si china sulle necessità terrene, domandando il pane per la giornata presente e rifiutando l’accumulo ansioso che paralizza la mente nel timore del domani. Qui si manifesta la frattura insanabile con l’agnosticismo pratico, in cui l’uomo si comporta come unico artefice delle proprie fortune, confidando solo sulle proprie capacità di previdenza ed estromettendo la Provvidenza dalla vita attiva. L’orazione cristiana unisce inoltre con legame indissolubile l’accesso al perdono divino alla remissione effettiva dei debiti altrui: pretendere la misericordia di Dio mentre si coltiva rancore o rigidità verso il prossimo rende sterile e menzognera ogni formula di pietà.

Questo insegnamento tocca con profondità le nostre mansioni ordinarie e le relazioni di questo mercoledì consacrato alla Regina del Rosario. Con quale spirito gestiamo il lavoro e i contrattempi quotidiani? C’è l’insidia costante di misurare la giornata solo sull’efficienza delle nostre forze, conservando memorie amare di sgarbi subiti da collaboratori o colleghi. Vivere la consegna del Padre nostro esige una dedizione professionale accurata e onesta che sa riconoscere i limiti delle proprie forze, mantenendo un tratto nobile e perdonante verso chi commette scorrettezze, certi che la serenità dell’animo fiorisce solo quando deponiamo la pretesa di fare giustizia da noi stessi.

 

UNA PROPOSTA PER ...“VIVERE”… LA PAROLA!

La liturgia odierna ci esorta a tradurre l’orazione filiale nella limpidezza dei nostri doveri e nella generosità del perdono.

Oggi recita con particolare devozione e lentezza interiore le decine del Santo Rosario o il Padre nostro, soffermandoti sulle parole del perdono e chiedendo la grazia di estirpare un risentimento sordo verso una persona del tuo ambiente di lavoro o della tua cerchia familiare. Se nel corso della giornata un dovere o un imprevisto minaccia la tua tranquillità, affrontalo domandando a Dio la forza per il giorno presente senza lasciarti sopraffare da ansie per l’avvenire, compiendo la tua mansione con scrupolosa cura e discrezione. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sulla sincerità della tua preghiera, domandandoti se hai saputo condonare il debito a chi ti ha ferito o se hai preteso il rigore verso gli altri riservando a te stesso la sola misericordia.

 

BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.