Pensiero del giorno 21 ottobre 2026
Nel calendario romano liturgico ricorre la solenne festa di S. GASPARE DEL BUFALO, SACERDOTE E CONFESSORE, fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Formatosi nella Roma sconvolta dalla bufera napoleonica, seppe opporre un rifiuto netto e intrepido al giuramento di fedeltà preteso dal tiranno («Non debbo, non posso, non voglio»), affrontando con fermezza d’animo l’esilio e le carceri prima di spendersi senza sosta nelle missioni popolari tra i monti e le contrade d’Italia. Con la sua parola infuocata, intessuta di dottrina salda e di zelo ardente per il Sangue Redentore, risanò piaghe morali profonde, debellò il brigantaggio pacificando gli animi lacerati dall’odio e richiamò il clero e il popolo a una fedeltà incorrotta verso la Sede Apostolica.
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che chiedi ai tuoi ministri e a tutti i discepoli una fedeltà vigilante nell’amministrazione dei doni di grazia, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare la nostra coscienza dal sonno dell’infedeltà, dalla tentazione di abusare dell’autorità affidataci e dall’illusione perniciosa che il tuo giudizio sia lontano o privo di rigore. Donaci la fortezza invitta e l’ardore apostolico di san Gaspare del Bufalo, affinché sappiamo custodire con timore filiale i tesori redenti dal tuo Sangue preziosissimo, pronti a spendere le nostre energie migliori nel compimento esatto del dovere senza scendere a patti con lo spirito del secolo. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo adempiere ai compiti lavorativi e ai vincoli familiari con disinteressata lealtà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale purezza d’intenti incontro alla resa dei conti finale dinanzi al tuo trono sovrano. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12, 39-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”. Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”. Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore, assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.
UNA RIFLESSIONE PER TE
La domanda di Pietro spinge il Signore a chiarire la responsabilità speciale che grava su quanti sono costituiti in autorità: la parabola non ammette un’interpretazione indistinta, interpella con rigore chi ha ricevuto un mandato di governo o di custodia. L’amministratore saggio non è proprietario della casa né padrone dei compagni di servizio; il suo unico titolo risiede nella fedeltà con cui distribuisce la porzione di cibo a tempo debito, senza trattenere per sé ciò che appartiene al sostentamento della comunità. Il rischio morale comincia nel segreto del pensiero, quando l’assenza visibile del padrone induce a credere che il ritorno sia indefinitamente differito: l’illusione dell’impunità corrompe l’animo, portando il servo a sfogare la propria frustrazione con la violenza verso i sottoposti e a disperdere i beni nell’intemperanza.
In questa degenerazione si rivela l’aspetto più brutale dell’agnosticismo pratico, in cui chi detiene un ruolo di comando o una responsabilità sociale si comporta come se Dio non dovesse mai chiedergli conto dell’esercizio del potere. La dimenticanza del giudizio trasforma il dovere di servizio in arbitrio tirannico, dove i compiti vengono trascurati per assecondare la ricerca di privilegi e soddisfazioni egoistiche. Il monito conclusivo di Cristo ristabilisce la severità della divina giustizia: la misura della pena e dell’esigenza eterna è rigorosamente proporzionata alla chiarezza della luce ricevuta. Chi ha conosciuto la volontà del Signore e l’ha disattesa deliberatamente affronterà una condanna incomparabilmente più dura rispetto a chi ha errato per ignoranza. A chi ha ricevuto talenti, carichi e formazione morale non è concessa la scusante della leggerezza: il rigore del vaglio divino cresce con l’abbondanza dei doni concessi.
Questo severo ammonimento illumina le nostre responsabilità ordinarie e l’esercizio delle mansioni in questo mercoledì. Con quale animo gestiamo i ruoli decisionali, le direttive date ai collaboratori o l’autorità educativa nella famiglia? C’è l’insidia continua di approfittare della propria posizione per imporre pretese indebite, scaricare il lavoro faticoso sugli altri e concedersi licenze morali vietate a chi sta sotto di noi. Seguire l’esempio indomito di san Gaspare del Bufalo esige una condotta incorruttibile: compiere il proprio dovere con precisione scrupolosa e onestà intellettuale, distribuendo attenzione, equità e rispetto a quanti dipendono dal nostro operato, consapevoli che ogni nostra omissione o prepotenza sarà vagliata senza sconti davanti a Colui che ha versato il suo Sangue per riscattare l’anima dell’uomo.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
La memoria di san Gaspare e la parola evangelica ci esortano a verificare con lucidità spietata il nostro modo di esercitare l’autorità e di amministrare le responsabilità affidateci.
Oggi esercita la tua influenza, il tuo ruolo di coordinamento sul lavoro o la tua posizione in famiglia con una dedizione esemplare, mettendoti a servizio concreto di chi ti è subordinato e facilitandone il compito con pazienza e rispetto sincero. Se avverti l’impulso di alzare la voce, di imporre un ordine con durezza o di approfittare di una comodità a discapito di altri, ferma subito quella tentazione ricordando la risposta di san Gaspare e la misura severa che attende l’amministratore infedele. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con assoluta limpidezza su come hai impiegato i doni, il tempo e l’autorità ricevuti nelle ore trascorse, domandandoti se sei stato trovato vigile e dedito al tuo ufficio o se hai abusato della fiducia di Dio e del prossimo per un meschino tornaconto personale.
BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
