Pensiero del giorno 23 ottobre 2026

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù, che rimproveri l’ipocrisia di chi scruta con perizia i mutamenti del cielo restando cieco dinanzi ai segni della tua salvezza, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di strappare dal nostro animo la presunzione intellettuale, l’insensibilità spirituale e quella pigrizia morale che rimanda la conversione e la riconciliazione con il fratello. Donaci la chiarezza di giudizio di sant’Antonio Maria Claret e la saldezza interiore di san Severino Boezio, affinché sappiamo riconoscere l’urgenza dell’ora presente e conformare la nostra vita alla giustizia incorrotta. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo compiere i doveri lavorativi e i vincoli familiari con disinteressata lealtà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore filiale incontro alla pienezza del tuo Regno eterno. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12, 54-59)

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: “Quando vedete una nuvola salire a ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”. 

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

 

La severità del rimprovero di Cristo investe la scissione colpevole tra l’acume profano e la cecità della coscienza. L’uomo comune possiede una perizia mirabile nel decifrare i segnali atmosferici: osserva la nube all’orizzonte e prevede il temporale, avverte il vento del sud e riconosce l’arsura imminente; eppure, dinanzi all’avvento del Regno e alla chiamata morale della grazia, diventa improvvisamente ottuso e incapace di prendere posizione. Il Maestro non esita a qualificare questa condotta come ipocrisia: non è un difetto di facoltà cognitive, è un rifiuto deliberato di applicare l’intelligenza alle questioni che decidono del bene e del male.

L’immagine del debitore condotto in tribunale tocca il cuore dell’agnosticismo pratico, in cui l’uomo agisce come se il tempo a disposizione fosse infinito e il giudizio divino un’ipotesi remota. Si accumulano torti, si lasciano aperte liti con il prossimo, si rimandano i risarcimenti morali nella vana convinzione che ci sarà sempre un domani per mettere ordine nella propria vita. Cristo ammonisce che il cammino verso il tribunale è già iniziato: la vita presente è il solo spazio di clemenza in cui è possibile riconciliarsi lungo la via, estinguere il debito con la giustizia e deporre l’ostinazione prima che si aprano le porte del giudizio definitivo, dove la legge divina esigerà il conto fino all’ultimo spicciolo.

Questo severo richiamo si cala con esattezza nei nostri contesti lavorativi e nelle responsabilità di questo venerdì. Con quanta facilità, nell’esercizio della professione, applichiamo un’estrema lucidità tec

 

nica, analizziamo dati, anticipiamo tendenze economiche o problemi procedurali, e poi rimaniamo negligenti dinanzi ai nostri doveri morali verso un collaboratore offeso, un errore taciuto o una riparazione rimandata? Vivere l’integrità del Vangelo esige di riconoscere il tempo propizio: compiere il proprio dovere con meticolosa accuratezza e onestà intellettuale, pronti a fare il primo passo per sanare i contrasti senza attendere rivalse o compromessi tardivi, consapevoli che la verità non tollera dilazioni.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

La pagina lucana e la testimonianza dei santi ci esortano a un giudizio retto e a una riconciliazione sollecita lungo il cammino della giornata.

Oggi cerca di appianare senza indugio un contrasto, un malinteso o un debito morale verso un collega, un conoscente o un familiare con cui si è creata tensione, facendo tu per primo il passo necessario per ristabilire la pace prima che la giornata giunga al termine. Nel tuo lavoro professionale, non limitarti all’abilità tecnica o alla prudenza esteriore, ma interroga la tua coscienza sulla rettitudine delle scelte concrete che stai compiendo, rifiutando ogni leggerezza che possa danneggiare altri. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sulla lucidità del tuo operato nelle ore trascorse, domandandoti se hai saputo discernere la volontà di Dio e accordarti con la giustizia lungo la strada o se ti sei ostinato nell’inerzia di chi rimanda la resa dei conti eterna.

 

BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.