Pensiero del giorno 28 ottobre 2026

Festa dei SS. SIMONE E GIUDA TADDEO, APOSTOLI. Chiamati dal Signore tra le colonne del nascente collegio apostolico dopo una notte di preghiera sul monte, percorsero terre lontane per annunciare l’integrità del Vangelo: Simone detto il Cananeo o lo Zelota e Giuda Taddeo, autore della vigorosa epistola cattolica contro i falsi maestri e la corruzione morale, predicarono in Mesopotamia e in Persia, dove affrontarono con intrepida costanza il martirio, suggellando con l’effusione del sangue la fedeltà incorrotta a Cristo Redentore.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

 

O Signore Gesù, che prima di scegliere gli apostoli ti sei ritirato sulla montagna passando l’intera notte nell’orazione silenziosa col Padre, accogli la nostra supplica al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare il nostro animo dalla fretta sconsiderata, dall’arbitrio nelle decisioni e dalla presunzione di chi agisce confidando unicamente nelle proprie risorse intellettuali senza cercare la luce della grazia. Donaci la saldezza apostolica dei santi Simone e Giuda Taddeo, affinché sappiamo custodire intatto il deposito della verità nelle fatiche e nelle contraddizioni del secolo. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo adempiere ai compiti lavorativi e ai legami familiari con silenziosa fortezza, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore filiale incontro alla gloria del tuo Regno eterno. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 12-16) 

Avvenne che in quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

 

Il gesto con cui Cristo fonda la Chiesa chiamando i Dodici non nasce da un’assemblea strategica o da un compromesso umano, sgorga dalla solitudine della montagna e dalla veglia notturna trascorsa in preghiera al cospetto del Padre. La scelta degli uomini a cui affidare le sorti della rivelazione è preceduta dall’abbandono fiducioso alla volontà celeste, a indicare che ogni opera che intenda durare deve poggiare le radici nell’unione segreta con Dio. I discepoli scelti presentano caratteri eterogenei, temperamenti contrastanti, eppure vengono costituiti in un unico corpo con una missione che trascende le loro capacità naturali.

La conclusione del testo lucano («e Giuda Iscariota, che fu il traditore») proietta su questa elezione un’ombra severa, richiamando alla drammatica libertà della volontà umana. Essere chiamati, rivestiti di dignità, ammessi all’intimità con il Maestro non costituisce una garanzia automatica di salvezza: la grazia non sopprime il libero arbitrio, e chi comincia con fervore può lentamente deviare fino a rovesciare la vocazione in tradimento per via di ambizioni opache o avidità soffocate nel segreto del cuore. Qui si rivela l’insidia più sottile dell’agnosticismo pratico, in cui si mantengono il ruolo esterno, il titolo professionale e l’abitudine formale, mentre la coscienza interiore ha già ceduto al calcolo mondano e all’infedeltà.

Questo insegnamento penetra nel vivo delle nostre responsabilità e delle relazioni di questo mercoledì. Con quale spirito affrontiamo le decisioni professionali e le scelte familiari ordinarie? C’è il pericolo continuo di muoversi mossi dall’impulso del momento, dall’umoralità o dal solo tornaconto personale, trascurando quel raccoglimento austero che permette di distinguere la giustizia dal proprio comodo. Vivere la fedeltà apostolica esige di fondare ogni azione sul discernimento limpido: operare con meticolosa esattezza e onestà intellettuale incorrotta, custodendo la vigilanza sulla propria dirittura per non trovarsi, sotto la veste irreprensibile della rispettabilità, a tradire la verità e i doveri assunti verso il prossimo.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

 

La festa dei santi apostoli Simone e Giuda ci esorta a radicare le nostre scelte nel discernimento e a vegliare con rigore sulla nostra fedeltà.

Oggi, prima di assumere una determinazione lavorativa complessa, prima di compiere una scelta che coinvolge altri o di intervenire in un confronto domestico teso, fermati per un momento di silenzio orante, chiedendo la luce di Dio per agire secondo giustizia e non secondo l’insofferenza del momento. Nelle mansioni della giornata, esamina con severità la lealtà dei tuoi propositi verso colleghi e collaboratori, allontanando ogni doppiezza d’animo o calcolo sleale che possa ferire la fiducia riposta in te. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sullo stato della tua fedeltà nelle ore trascorse, domandandoti se hai camminato con la costanza limpida dei santi apostoli o se hai lasciato spazio ai primi cedimenti interiori che portano alla scissione tra il dovere professato e la condotta vissuta.

 

BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.