Pensiero del giorno 1 novembre 2026

Oggi la Chiesa celebra la solennità di TUTTI I SANTI. Nel calendario romano (sia nella forma antica che in quella rinnovata) la liturgia terrena si unisce al coro dei beati che contemplano per sempre il volto di Dio nella Gerusalemme celeste: patriarchi, profeti, apostoli, martiri, confessori, vergini e una moltitudine immensa di anime che nel nascondimento della vita ordinaria hanno lavato le loro vesti nel Sangue dell’Agnello. La Chiesa terrena alza lo sguardo alla patria incorruttibile per attingere speranza e fortezza nel compimento austero della propria vocazione quotidiana.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù Cristo, sorgente immacolata di ogni santità e corona imperitura dei tuoi eletti, che sul monte hai proclamato la via stretta delle Beatitudini per condurre gli uomini alla gloria del Padre, accogli la nostra preghiera al principio di questa domenica di festa solenne. Ti chiediamo di liberare il nostro animo dalla seduzione fallace delle felicità mondane, dall’attaccamento ai vantaggi della terra e dalla paura di soffrire o di essere contraddetti per la causa della giustizia. Guarda la moltitudine dei tuoi santi che ci hanno preceduto nel segno della fede: donaci la loro costanza incrollabile e la purezza della loro testimonianza. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo attendere ai doveri della nostra vocazione con disinteressata fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore filiale incontro alla ricompensa preparata nei cieli. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 1-12a) 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi». 

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

Il discorso della montagna non offre un programma di riforme esteriori né un manuale di saggezza conciliante; esso spalanca il ritratto vivente del Verbo fatto carne e traccia l’architettura interiore dell’uomo nuovo. Salendo sul monte per sedersi e ammaestrare i discepoli, Cristo promulga la legge fondamentale del Regno ribaltando radicalmente ogni misura mondana del successo e della riuscita umana. Il mondo proclama beati i ricchi, i prepotenti, coloro che dominano con l’astuzia o la forza bruta, quanti godono senza freni scansando ogni lacrima; il Signore smentisce queste certezze idolatriche dichiarando beata una condizione di svuotamento interiore, mitezza irreprensibile, desiderio implacabile di santità e capacità di perdonare senza riserve.

In questo paradosso luminoso si infrange la logica cinica dell’agnosticismo pratico, il quale induce a vivere cercando costantemente garanzie materiali, approvazioni effimere e compromessi con l’ingiustizia pur di preservare il proprio benessere e una comoda tranquillità. La povertà in spirito e la purezza del cuore non sono espressioni di debolezza, sono la manifestazione più alta della libertà spirituale: colui che non confida in se stesso e non fa dei propri calcoli l’idolo della propria vita apre lo spazio all’azione sovrana della grazia. Le beatitudini chiedono di rimanere saldi anche quando la fedeltà alla verità attira l’ostilità, la derisione o l’isolamento morale da parte di chi scambia la rettitudine per un pericolo, sapendo che l’esito ultimo della storia appartiene unicamente a Dio.

Questa solenne pagina tocca nel profondo il modo con cui intendiamo il nostro cammino umano e le responsabilità quotidiane. I santi che celebriamo oggi non furono figure astratte o immuni dalla fatica della carne: vissero tra le contraddizioni del proprio tempo, affrontarono le insidie della calunnia, sostennero il peso dei doveri familiari, civili o professionali mantenendo la bussola della coscienza orientata verso l’eterno. Vivere la festa di Tutti i Santi significa deporre ogni rassegnazione alla mediocrità morale: attendere ai compiti ordinari con precisione scrupolosa e onestà intellettuale incorrotta, testimoniando con la limpidezza dei fatti che è possibile operare nel mondo senza appartenere al mondo, con lo sguardo fisso sulla meta della comunione beata.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

 

La solennità di Tutti i Santi ci chiama a rinnovare con decisione il nostro cammino di santità ordinaria alla luce delle Beatitudini.

Oggi accogli con animo sereno e paziente un contrasto, un’incomprensione o una parola sgradita ricevuta in famiglia o nella cerchia delle relazioni, rinunciando alla replica vendicativa e scegliendo la via della mitezza che semina pace duratura. Nelle scelte di questa domenica consacrata al riposo e alla festa, riserva uno spazio autentico di silenzio orante per contemplare la moltitudine dei giusti che hanno compiuto il loro corso nella fedeltà a Dio, domandando a te stesso quale beatitudine evangelica hai più trascurato nell’adempimento dei tuoi doveri. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sullo stato del tuo cuore nelle ore trascorse, verificando se le tue ambizioni sono ancora prigioniere dei calcoli terreni o se hai saputo fissare il desiderio sulla grande ricompensa promessa da Cristo a chi vive e opera nella verità.

 

BUONA E SANTA FESTA DI TUTTI I SANTI, IL SIGNORE TI BENEDICA.