Pensiero del giorno 2 novembre 2026

 

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI. Sia nel rito antico che in quello rinnovato, la liturgia si veste a lutto e moltiplica il Sacrificio eucaristico per le anime trattenute nel fuoco purificatore del Purgatorio. Dopo la gloria trionfante della solennità di ieri, la Chiesa terrena volge lo sguardo alla Chiesa purgante con un’austera pietà intessuta di carità e di fede incorrotta: le nostre preghiere, le elemosine e i sacrifici offerti in espiazione dei debiti temporali contratti con la divina giustizia ottengono a queste anime sante il sollievo dalle pene e l’ingresso accelerato nella beatitudine eterna.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

 

O Signore Gesù Cristo, Redentore e Risurrezione nostra, che sei disceso dal cielo per compiere senza riserve la volontà del Padre affinché nulla vada perduto di quanto ti è stato affidato, accogli la nostra supplica al principio di questo nuovo giorno di preghiera e di suffragio. Ti offriamo le nostre fatiche, i doveri ordinari e le mortificazioni interiori per la liberazione di tutte le anime dei fedeli defunti, specialmente dei nostri congiunti, dei nostri benefattori e di coloro che nel mondo sono stati dimenticati dalla pietà terrena. Donaci di meditare con austero timore e ferma speranza sul mistero del nostro fine ultimo, sradicando dal nostro cuore la leggerezza con cui dissipiamo il tempo della misericordia. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo attendere ai compiti lavorativi e ai legami familiari con silenziosa compostezza e vigile fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale purezza d’intenti incontro alla risurrezione dell’ultimo giorno. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 37-40) 

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

 

La parola del Redentore custodita dal quarto evangelista spalanca il cuore del disegno provvidenziale: l’Incarnazione del Figlio non è un evento accidentale della storia, è la missione sovrana di salvezza voluta dal Padre per strappare l’uomo al baratro della perdizione e custodirlo per la vita incorruttibile. L’accoglienza promessa da Cristo a chiunque a lui si accosta è totale, immune dai mutevoli calcoli della convenienza umana, radicata com’è nella perfetta obbedienza filiale. La volontà divina non ammette dispersioni: l’Agnello immolato veglia sull’eredità ricevuta, con lo sguardo fermo sull’orizzonte ultimo della storia, quel compimento escatologico in cui la carne mortale sarà destata alla gloria della risurrezione.

In questa solenne certezza si consuma la condanna dell’agnosticismo pratico, il quale vive come se la morte rappresentasse la cessazione bruta dell’essere o una fatalità biologica da esorcizzare col silenzio, rimuovendo la realtà del giudizio e la responsabilità morale dei propri atti. La commemorazione odierna infrange l’illusione cieca di un presente autosufficiente, ricordando con severa lucidità che il tempo terreno è l’unico spazio concesso per aderire alla fede e che la giustizia divina esige una purificazione integra da ogni scoria prima che l’anima sia ammessa a sostenere il fulgore della santità celeste. Ricordare i defunti significa confessare la gravità del peccato, riconoscere il rigore della santità di Dio e professare la comunione reale che lega i vivi a coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede, uniti nel dovere austero della preghiera e del suffragio.

Questa meditazione illumina con gravità e nobiltà la ripresa dei nostri impegni professionali e familiari in questo lunedì.

 

Di fronte al ricordo di chi ha terminato il proprio corso terreno, come possiamo attardarci in vanità futili, in rivalità meschine sul lavoro o in risentimenti che consumano la pace della casa? Vivere la verità della commemorazione dei defunti esige una serietà incorrotta: compiere ogni dovere ordinario con meticolosa esattezza e onestà intellettuale, lavorando con purezza d’intenti e distacco dalle lusinghe passeggere del secolo, consapevoli che ogni nostra giornata prepara la nostra resa dei conti dinanzi al tribunale di Cristo e che l’unico bene che oltrepassa la tomba è la fedeltà della carità vissuta nell’obbedienza a Dio.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

 

La commemorazione di tutti i fedeli defunti ci chiama a compiere atti concreti di suffragio e a ordinare la nostra vita alla luce dell’eternità.

Oggi offri un’azione di carità austera, una rinuncia volontaria a una soddisfazione lecita o l’esecuzione accurata e paziente di una mansione lavorativa particolarmente ingrata e faticosa, applicandone il merito spirituale a sollievo delle anime del Purgatorio, specialmente di quelle più abbandonate. Se ti è possibile, recati con raccoglimento in chiesa o presso il camposanto per elevare una preghiera di suffragio, allontanando ogni dissipazione mondana e custodendo una nobile compostezza nel tratto e nei discorsi con quanti incontri. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sulla brevità del tempo che ti resta e sull’orientamento della tua anima nelle ore trascorse, domandandoti se stai spendendo le tue energie nei miraggi del secolo o se operi ogni giorno nella luce di quella volontà divina che chiama alla risurrezione dell’ultimo giorno.

 

BUONA GIORNATA, IL SIGNORE CONCEDA L’ETERNO RIPOSO A TUTTI I NOSTRI CARI DEFUNTI E TI BENEDICA.