Pensiero del giorno 15 gennaio 2026

 

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù, che davanti alla sofferenza del lebbroso non ti sei tirato indietro, ma hai teso la tua mano per toccare l’intoccabile, ti preghiamo. Insegnaci la fiducia di quell’uomo che ha saputo dire: “Se vuoi, puoi”. Libera i nostri cuori dalla lebbra dell’indifferenza e del giudizio, affinché possiamo accostarci a chi è solo ed emarginato con la stessa tua compassione. Trasforma le nostre ferite in occasioni per proclamare la tua infinita misericordia. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: “Se vuoi, puoi guarirmi!”. Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, guarisci!”. Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: “Guarda di non dir niente a nessuno, ma va’, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro”. Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

L’incontro tra Gesù e il lebbroso è un’icona di straordinaria potenza. La lebbra, al tempo di Gesù, non era solo una malattia terribile, ma una condanna sociale e religiosa: il lebbroso era considerato impuro, “morto che cammina”, obbligato a vivere lontano da tutti. L’audacia della fede: Il lebbroso rompe la legge che lo voleva a distanza e si avvicina a Gesù. La sua preghiera è perfetta: “Se vuoi, puoi guarirmi!”. Non pretende, ma si affida totalmente alla volontà e alla potenza di Cristo. Egli sa che Gesù ha il potere, ora chiede se ci sia la volontà d’amore. Il tocco che guarisce: Gesù reagisce con un sentimento viscerale: la compassione. Egli fa l’impensabile: stende la mano e lo tocca. Secondo la mentalità dell’epoca, toccando un lebbroso Gesù sarebbe dovuto diventare impuro; invece, accade il contrario: è la purezza di Gesù che invade il lebbroso e lo risana. Dio non ha paura delle nostre “impurità” o dei nostri peccati; Egli vuole toccare proprio ciò che noi vorremmo nascondere. Lo scambio di ruoli: Alla fine del brano notiamo un dettaglio commovente. Il lebbroso, guarito, torna nella società e inizia a parlare. Gesù, invece, a causa della folla e del clamore, “non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti”. Gesù ha preso su di sé la condizione del lebbroso (l’isolamento, il deserto) per donare a lui la libertà e la vita.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno. Oggi il Vangelo ti invita a presentarti davanti a Gesù con la stessa umile audacia del lebbroso. Mostra la tua “lebbra”: Tutti portiamo una ferita, un peccato o una fragilità che ci fa sentire inadeguati o “impuri”. Oggi non nasconderla. In ginocchio, nel segreto del tuo cuore, di’ a Gesù: “Signore, se vuoi, puoi guarirmi da questo mio peso”. Tocca con carità: Gesù ha toccato il lebbroso. C’è una persona “difficile”, un po’ “lebbra” per te, che eviti o che giudichi? Prova oggi a fare un passo verso di lei, offrendo un gesto di vicinanza, un sorriso o un ascolto che rompa il suo isolamento. Divulga la gioia: Se senti che il Signore ha fatto qualcosa di buono per te, non tenerlo solo per te. Lascia che la tua gioia sia contagiosa, proprio come quella del lebbroso guarito. Qual è la parte più “ferita” della tua vita che oggi vuoi far toccare dalla mano misericordiosa di Gesù?

 

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.