Pensiero del giorno 10 aprile 2026
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che attendi i tuoi discepoli sulla riva del mare al sorgere dell’alba, ti preghiamo. In questo venerdì dell’Ottava di Pasqua, scendi nelle nostre barche spesso vuote e stanche. Quando la notte del nostro impegno non produce frutto e ci sentiamo nudi e delusi, facci udire la tua voce che ci invita a gettare di nuovo le reti. Donaci lo sguardo limpido del discepolo amato per riconoscerti e l’entusiasmo di Pietro per tuffarci verso di Te. Preparaci il pane e il pesce della tua grazia, affinché rifocillati dal tuo amore possiamo riprendere il largo nel mondo. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21, 1-14)
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. […] Disse loro Simon Pietro: “Io vado a pescare”. Gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. Allora uscirono… ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?”. Gli risposero: “No”. Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!”. Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste… e si gettò in mare. […] Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: “Portate un po’ del pesce che avete preso or ora”. […] Gesù disse loro: “Venite a mangiare”. E nessuno dei discepoli osava domandargli: “Chi sei?”, poiché sapevano bene che era il Signore.
UNA RIFLESSIONE PER TE
Il brano di oggi ci riporta in Galilea, nel quotidiano dei discepoli. È una scena carica di simbolismo e di una tenerezza infinita.
• La notte del fallimento e la parola che feconda: Pietro decide di tornare al suo antico mestiere. Non è una fuga, ma il bisogno di ritrovare una normalità dopo lo shock della Passione. Eppure, senza Gesù, la barca resta vuota. La notte è il simbolo dei nostri sforzi umani fatti senza la grazia. Gesù appare all’alba, sulla riva, cioè nel limite tra la terra ferma di Dio e il mare agitato della nostra vita. Non rimprovera, ma suggerisce: “Gettate dalla parte destra”. La fecondità del nostro lavoro non dipende dalla nostra bravura, ma dall’obbedienza a quella Parola che ci invita a ricominciare proprio quando vorremmo arrenderci.
• L’intuizione dell’amore e l’impeto della fede: Giovanni, il discepolo che ama, è il primo a capire: “È il Signore!”. L’amore ha occhi più acuti della logica. Pietro, d’altro canto, è l’uomo del gesto immediato: si copre per rispetto e si tuffa, non può aspettare i cento metri della barca. Questo incontro ci dice che la fede è un equilibrio tra l’intuizione del cuore che riconosce Dio e il coraggio della volontà che corre verso di Lui, senza curarsi delle apparenze o della fatica.
• La colazione con il Risorto: Sulla riva c’è già un fuoco pronto. Gesù non ha bisogno dei nostri pesci, eppure chiede: “Portatene un po’”. Egli desidera integrare la nostra fatica nel Suo banchetto. Quel fuoco di brace ricorda quello del cortile dove Pietro lo aveva rinnegato; ora, quel calore non serve più a nascondersi, ma a riconciliarsi. Invitandoli a mangiare, Gesù ripristina la comunione ferita: la Pasqua diventa un pasto feriale, un Dio che cucina per i Suoi amici stanchi per dire loro che non li ha mai lasciati soli.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
Carissima amica ed amico, buongiorno.
Oggi il Signore ti aspetta sulla riva della tua giornata per trasformare i tuoi vuoti in abbondanza.
• Getta la rete “a destra”: Se c’è una situazione che oggi ti sembra bloccata o un impegno che non sta portando frutti, prova a cambiare prospettiva. Chiedi a Gesù: “Signore, dove devo gettare la rete oggi?”. Magari si tratta di cambiare atteggiamento, di usare più pazienza o di fidarsi di un’intuizion
e che viene dalla preghiera invece che dal calcolo.
• Tuffati verso di Lui: Non restare a guardare il Signore da lontano. Se senti un’ispirazione buona, se riconosci la Sua voce in un consiglio o in un avvenimento, non aspettare che tutto sia perfetto. Prendi l’iniziativa, fai un passo deciso verso di Lui attraverso un atto di carità o una preghiera più intensa.
• Offri il tuo “pesce”: Anche se ti sembra poco, porta al Signore la tua fatica di oggi. OffriGli i tuoi successi e i tuoi fallimenti. Senti che Egli apprezza il tuo contributo e che vuole sedersi a tavola con te. Vivi ogni momento di ristoro come un invito del Risorto che ti dice: “Vieni a mangiare, riprendi forza”.
In quale “notte” di stanchezza o di insuccesso ti senti immerso in questo momento, e come puoi oggi prestare ascolto a quel Forestiero sulla riva che ti invita a tentare ancora una volta, certo che con Lui la rete non si spezzerà nonostante il peso della fatica?
BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
