Pensiero del Giorno 3 maggio

Ave Maria

EMILIO NEUBERT
IL MIO IDEALE: GESÙ FIGLIO DI MARIA
LIBRO I
L’IDEALE

I. «VI HO DATO L’ESEMPIO»
1. Gesù: Fratello mio, tu ami mia Madre e nell’amarla ti senti felice. Ma sei ancora ben lontano
dall’amarla come vorrei. Tu l’ami perché si ama tutto ciò che è puro e bello, ed ella è purezza e
bellezza ideale. Tu l’ami perché si amano coloro che sono buoni e premurosi, e nessuno è buono e
premuroso come lei. Tu l’ami perché la consideri come tua madre, e ogni figlio ama la propria
madre. Tu l’ami perché hai sperimentato il suo amore e hai capito che con lei ti riesce più facile
rimanere puro e fervente. Tu l’ami perché hai imparato dai libri e dai predicatori che la devozione
verso di lei è il mezzo più facile per assicurarti la salvezza eterna e raggiungere la perfezione; ora tu
vuoi salvarti e santificarti.
2. Tutti questi motivi sono buoni e possono ispirarti un tenero affetto verso mia Madre; non possono
però costituire il fondamento di quella devozione che io desidero vederti praticare. La devozione
verso mia Madre è qualche cosa di così grande, di così benefico, di così gradito a lei e a me, da
rendere inadeguato ogni tuo tentativo di praticarla in maniera ordinaria, o alta, o anche altissima:
devi cercare la devozione più perfetta possibile.
3. Ebbene, sai qual è la devozione più perfetta verso Maria? Cerca nei libri, consulta i teologi,
interroga i santi, domanda il loro segreto ai più insigni servi di Maria che la terra abbia mai
conosciuto; non troverai una devozione più perfetta di quella che ti voglio insegnare io: la
partecipazione, cioè, alla mia stessa pietà filiale verso mia Madre. La perfezione, per i miei
discepoli, non consiste forse nell’essere simili al loro Maestro? Non ho dato loro l’esempio affinché
facessero ciò che ho fatto io per primo? Il mio apostolo Paolo non ha ripetuto che per un cristiano
tutto sta nell’imitare Cristo, nel rivestirsi di Cristo, nell’assumere i sentimenti di Cristo, nel vivere
non più della propria vita, ma della vita stessa di Cristo? Ora dimmi, puoi tu concepire disposizioni
più perfette verso mia Madre di quelle che ho avute io stesso?
Anima: O Gesù, quale magnifico ideale è questo che mi proponi: partecipare alla tua pietà filiale
verso la Madre tua! Ma, povero peccatore qual sono, come potrò raggiungerlo? Come potrò anche
solo comprenderlo?

II. SONO FIGLIO DI MARIA PERCHÉ COSI HO VOLUTO

1. Gesù: Fratello mio, se vuoi comprendere i miei sentimenti di pietà filiale verso Maria, devi
comprendere anzitutto che se sono suo figlio è perché così ho voluto. Non ho fatto nulla per forza,
né per caso, né senza scopo. Quando decisi di venire a rendere al Padre mio la gloria che gli è
dovuta e a salvare l’umanità, una infinità di vie mi si aprivano dinanzi a tutte preferii quella di
Maria. Liberamente e deliberatamente creai Maria perché divenisse un giorno mia Madre, così che
ella non esisterebbe se non avessi voluto affidarle tale compito; l’ho fatta quale è, affinché a sua
volta mi facesse quale sono. Sono suo Figlio in tutta verità: ho voluto essere tratto, come ogni altro
figlio, dalla sostanza di mia Madre; ho voluto nutrirmi del suo latte; ho voluto essere curato e
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allevato da lei; ho voluto esserle sottomesso. Anzi, sono suo Figlio assai più di quanto tu non sia
figlio di tua madre, poiché da lei sola ho voluto ricevere tutta la mia umanità. Sono suo Figlio in
tutto il mio essere, come Dio e come Uomo, perché colui al quale ella ha dato la vita terrena è una
sola e medesima persona col Verbo.
2. Ora sappi che se ho voluto essere suo Figlio, l’ho voluto per amore. Per amore di mio Padre
anzitutto, pensando che avrei potuto glorificarlo meglio e che gli uomini lo avrebbero conosciuto ed
amato meglio a motivo di lei. Poi per amore della stessa Madre mia, che mi avrebbe dato più gioia
di quanta non me ne diano tutti gli angeli e tutti gli uomini insieme. Ma anche per amore degli
uomini… e per amore tuo, mio caro fratello.
Anima: Invito al colloquio: Ave, verum Corpus natum de Maria Virgine!

SANTA GIORNATA!