Pensiero del giorno 10 gennaio 2024

 

MERCOLEDI’ 10 GENNAIO secondo il calendario romano antico si festeggia il BEATO GREGORIO X, PAPA

PREGHIERA DEL MATTINO

Gesù, in questo giorno della settimana in cui tu hai amato i tuoi che erano nel mondo fino all’estremo, io vengo a confessarti la mia mancanza di amore, la mia imperfezione nell’amore per gli uomini, che mi fa scegliere uno invece di un altro. Poiché alla sera della vita saremo giudicati sull’amore, fa’ che io ti ami, mio Dio, per non essere trattato da mentitore. Il tuo amore penetri in quelle dimore dell’anima in cui possa riconoscere il mio Dio in tutti gli uomini e amarlo in quanto tale. Affretta il momento di baciare il lebbroso che è Cristo. Amen.

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: “Tutti ti cercano!”. Egli disse loro: “Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”. E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l’umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, dopo l’episodio dell’indemoniato, l’evangelista Marco ci narra di Gesù che entra nella casa di Simone, che era quasi accorpata alla sinagoga. Il primo atto di Gesù è ancora una guarigione: ad essere risanata è la suocera di Pietro. Gesù si accosta, la prende per mano, la solleva e la guarisce all’istante. Bello e significativo questo gesto del Signore di prendere per mano e sollevare. Quante volte con accenti diversi abbiamo desiderato e gli abbiamo chiesto la stessa cosa per noi. È sera, ma la giornata di Gesù non è ancora terminata: «dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni». Così egli adempie alla sua missione, così si manifesta al mondo: Gesù è colui che guarisce e che salva, colui che si cala dentro la nostra storia per redimerla. Questa città riunita dinanzi alla porta della Casa di Pietro ci fa pensare a quella parte di umanità, che pur non essendo dentro la chiesa, da essa si attende gesti concreti di salvezza, per la potenza del suo fondatore, Cristo Gesù. Anche ai nostri giorni molti rimangono ai margini della nostra chiesa, magari la contestano per le sue umane debolezze, ma non smettono di sperare un aiuto, un soccorso, un orientamento dal vangelo, da Cristo stesso, dai suoi testimoni, da ciascuno di noi.

 

UNA PROPOSTA PER …”VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno. Che tu ne sia consapevole o no, il tuo cuore va in cerca di ciò che è vero, giusto, buono e bello; cerca ciò che ti permette di essere nella felicità e nella gioia di amare e di essere amato. Fondamentalmente ogni uomo è un cercatore di Assoluto, di ciò che è vero, giusto, buono e bello, ma deve pagare scotto alla caducità, alla corruzione e alla morte. Questa mattina ti invito a considerare come stai rispondendo a questa ricerca del cuore? Può capitare che il peccato induca a soddisfare la ricerca della felicità nell’effimero e in tutto ciò che è abbrutito dal vizio fino a vivere una vita non più da uomo, ma da animale. Hai questa consapevolezza? Nella preghiera, rivolgiti al Signore invocando: “”Tutti ti cercano”. Anch’io cerco te, Signore! Cerco Te, mia salvezza. Tu salvami dal non senso, dallo squilibrio. Che al primo posto io metta la preghiera nella mia giornata: proprio perché il cuore sia sensibile al dolore e alla fatica. Proprio perché sia vera, efficace la mia missione. Amen”.

Don Mario

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.