Pensiero del giorno 11 marzo 2025
Don Mario
Martedì della I Settimana di Quaresima
Tema del giorno: “La fiducia nella Parola di Dio e nella preghiera”
Letture del giorno: Is 55,10-11 – Sal 33 (34) – Mt 6,7-15
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Il nostro cammino quaresimale prosegue e oggi la Parola di Dio ci offre due importanti insegnamenti: da un lato, ci invita a fidarci della potenza trasformante della Parola divina, dall’altro, ci insegna a pregare con semplicità e fiducia, come figli amati.
1. “La mia Parola non ritornerà a me senza aver operato ciò per cui l’ho mandata” (Is 55,10-11)
Il profeta Isaia usa l’immagine della pioggia e della neve che irrigano la terra e la rendono feconda, per descrivere l’efficacia della Parola di Dio. Ogni volta che ascoltiamo e accogliamo questa Parola, qualcosa in noi cambia, anche se non ce ne rendiamo conto subito. Dio agisce nel tempo, e la sua Parola opera nel cuore di chi la custodisce con fiducia.
2. “Voi dunque pregate così: Padre nostro…” (Mt 6,7-15)
Gesù ci dona la preghiera del “Padre nostro”, che racchiude tutto ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro cammino di fede: la relazione filiale con Dio, l’accoglienza della sua volontà, la richiesta del necessario per vivere, il perdono e la liberazione dal male. Gesù ci insegna a pregare senza moltiplicare parole inutili, ma con cuore semplice, sapendo che Dio già conosce le nostre necessità.
In particolare, il perdono diventa un punto essenziale: “Se voi perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi.” Il perdono ricevuto da Dio non può rimanere solo per noi, ma deve diventare un dono che offriamo agli altri, senza rancori o riserve.
Attualizzazione della Parola: Che cosa possiamo fare concretamente?
1. Accogliere la Parola di Dio con fiducia: Possiamo scegliere un versetto della Scrittura che ci colpisce e ripeterlo più volte durante la giornata, lasciando che nutra il nostro cuore e ci accompagni nelle nostre attività quotidiane.
2. Pregare il Padre nostro con attenzione: Troppo spesso lo recitiamo in modo automatico. Oggi possiamo provare a dirlo lentamente, riflettendo su ogni parola e lasciando che diventi un vero dialogo con Dio.
3. Esercitare il perdono: Se c’è qualcuno verso cui nutriamo risentimento, chiediamo a Dio la grazia di un cuore riconciliato. Possiamo anche fare un gesto concreto di riconciliazione: una parola gentile, una chiamata, un atto di attenzione.
4. Testimoniare la fiducia in Dio: Nella nostra vita quotidiana, possiamo diventare strumenti della Parola, diffondendo incoraggiamento e speranza, attraverso piccoli gesti di gentilezza e parole di conforto verso chi ci sta accanto.
Cari fratelli e sorelle, oggi il Signore ci invita a fidarci della sua Parola e a vivere la preghiera come figli che si rivolgono a un Padre amorevole. Se ci affidiamo a Lui con cuore sincero, la nostra Quaresima diventerà un tempo di vera crescita e trasformazione. Che il Signore ci conceda di accogliere la sua Parola con docilità e di pregare con fede, certi che Egli è vicino a chi lo invoca.
Omelia
Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, il nostro cammino quaresimale continua e oggi il Signore ci invita a due atti fondamentali della vita cristiana: fidarci della sua Parola e vivere la preghiera con cuore sincero. La Quaresima non è solo un tempo di penitenza, ma un’opportunità per riscoprire quanto la Parola di Dio possa trasformare la nostra vita e come la preghiera possa aprirci all’incontro autentico con il Padre. Questo tempo di grazia ci chiama a fermarci, ad ascoltare profondamente e a lasciarci rinnovare dal dialogo intimo con il Signore.
Il profeta Isaia ci offre un’immagine potente: la Parola di Dio è come la pioggia che scende dal cielo e non ritorna senza aver reso feconda la terra. Questo ci ricorda che ogni volta che ascoltiamo, meditiamo e viviamo la Parola, essa porta frutto, anche se non sempre vediamo subito i risultati. Dio opera nel tempo, nel silenzio del nostro cuore, con una forza che spesso non comprendiamo immediatamente. Fidarsi della Parola significa accoglierla con docilità, lasciarla lavorare dentro di noi, permettendole di guidare le nostre scelte, le nostre azioni, il nostro cammino. Spesso siamo impazienti, vorremmo risposte immediate, cambiamenti visibili, ma Dio ci insegna a seminare con fiducia e a credere che il tempo della maturazione dei frutti è nelle sue mani.
Nel Vangelo, Gesù ci insegna come pregare e ci dona il Padre nostro, la preghiera per eccellenza. Non servono parole vane, non servono ripetizioni meccaniche: Dio già conosce ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo. Gesù ci invita a un dialogo sincero, a rivolgerci a Dio con la semplicità e la fiducia di un figlio che sa di essere amato. Il Padre nostro ci insegna a riconoscere Dio come nostro Padre, a desiderare che il suo regno venga nel nostro cuore e nel mondo, a chiedere il necessario per vivere, a saper perdonare come siamo stati perdonati. Ogni frase di questa preghiera è un impegno a vivere secondo lo stile del Vangelo, ad affidarci alla provvidenza di Dio e a camminare nella via dell’amore e della misericordia. Quante volte recitiamo il Padre nostro in modo frettoloso, senza fermarci a riflettere sul suo significato profondo? Oggi proviamo a pregarlo con attenzione, a lasciare che ogni parola ci parli e ci trasformi.
Un aspetto centrale che Gesù sottolinea è il perdono. Non possiamo pregare il Padre senza essere disposti a perdonare i nostri fratelli. Il perdono che riceviamo da Dio deve trasformarsi in un dono che offriamo agli altri. Troppo spesso tratteniamo rancori, ferite, giudizi che appesantiscono il nostro cuore. La Quaresima è il tempo favorevole per liberarci di questi pesi e per riconciliarci, perché solo un cuore libero può veramente accogliere la grazia di Dio. Perdonare non significa dimenticare il male subito, ma scegliere di non lasciare che l’odio e il risentimento avvelenino la nostra vita. Ogni giorno possiamo fare piccoli passi di riconciliazione, aprendoci alla pace che solo Dio sa donare.
Come possiamo mettere in pratica questa Parola oggi? Innanzitutto, possiamo accogliere la Parola di Dio con fiducia. Prendiamoci un momento nella giornata per leggere e meditare un versetto della Scrittura, lasciandolo risuonare dentro di noi. Poi, possiamo pregare il Padre nostro con attenzione, senza fretta, riflettendo su ogni parola e facendo sì che non sia solo una formula ripetuta, ma una vera professione di fede. Se in noi ci sono rancori o divisioni, chiediamo la grazia del perdono: possiamo fare un passo concreto, una chiamata, un gesto di riconciliazione. Infine, testimoniamo la fiducia in Dio con le nostre azioni: un gesto di gentilezza, una parola di speranza, un aiuto concreto a chi ci sta accanto.
Inoltre, possiamo esercitarci nella perseveranza della preghiera. Non sempre vediamo subito i frutti della nostra supplica, ma Dio ascolta sempre. Egli ci chiede di essere costanti, di affidarci a Lui senza scoraggiarci. A volte, nella nostra fragilità, pensiamo che Dio sia distante, che non risponda, ma ogni preghiera fatta con sincerità apre il nostro cuore alla sua presenza. Nella nostra vita quotidiana, nei momenti di fatica o di gioia, impariamo a rivolgerci a Dio con fiducia filiale, sapendo che il suo amore è sempre presente e operante.
Fratelli e sorelle, oggi il Signore ci chiede di riscoprire la potenza della sua Parola e la bellezza della preghiera. Lasciamoci guidare dallo Spirito, preghiamo con cuore sincero, e la nostra Quaresima diventerà un tempo di vera crescita spirituale. Il Signore è vicino a chi lo invoca con fede: accogliamolo nel nostro cuore e affidiamoci a Lui con fiducia. Amen.