Pensiero del giorno 12 marzo 2025
Don Mario
12 marzo 2025 Mercoledì della I Settimana di Quaresima
Tema del giorno: “La scelta di fidarsi di Dio attraverso il mistero della croce”
Letture del giorno: Gio 3,1-10 – Sal 50 – Gl 2,12-13 – Lc 11,29-32
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Il cammino quaresimale ci chiama oggi a riconoscere che la scelta di fidarsi di Dio è alla base di ogni vera trasformazione. Le letture proposte – la chiamata al pentimento e alla conversione di Ninive nel libro di Giona, l’invito al cuore contrito del Salmo, il canto di lode che proclama la gloria di Cristo e il Vangelo che richiama a un segno profondo – si integrano in un messaggio unico: fidarsi di Dio, anche quando la via sembra difficile o paradossale, è il primo passo per interiorizzare il mistero della croce.
1. Fiducia che Trasforma e Guida
• Dal Libro di Giona: La conversione dei Niniviti (Gio 3,1-10) ci insegna che anche i cuori più induriti possono essere aperti al cambiamento se si scelgono di fidarsi del messaggio divino. Questa fiducia, messa in atto con umiltà, è il seme della rinascita spirituale.
• Il Cuore Contrito: Il Salmo 50 ci invita a una confessione sincera e a una fiducia totale nella misericordia di Dio. In questo invito, riconosciamo che il vero potere di Dio si manifesta quando ci affidiamo a Lui con cuore aperto, sapendo che ogni nostra debolezza trova consolazione nel Suo perdono.
2. Il Mistero della Croce: Fede e Rinnovamento
• Il Canto di Lode: Il canto del Gl 2,12-13 ci ricorda che la nostra fiducia in Dio è celebrata nella lode e nella gioia che nascono dal riconoscere la Sua presenza. È un invito a guardare oltre le apparenze, ad abbracciare un mistero che, pur apparendo “follia” agli occhi del mondo, è la via della vita.
• Il Segno di Giona nel Vangelo: Nel Vangelo di Luca (Lc 11,29-32), Gesù richiama l’attenzione su un segno profondo, quello di Giona, che prefigura la croce. La nostra scelta di fidarci di Dio ci conduce a comprendere che il vero segno della fede non risiede in miracoli esteriori, ma nel coraggio di affrontare la sofferenza con la speranza della risurrezione.
3. Attualizzazione della Parola: Vivere la Fiducia Quotidianamente
• Meditare per Interiorizzare: Prendiamoci del tempo per meditare sul messaggio integrato di queste letture. Chiediamoci come possiamo, nel quotidiano, tradurre la conversione dei Niniviti, il cuore contrito del Salmo e il segno di Giona in atti di fede concreti.
• Affrontare le Difficoltà con Fiducia: Quando le prove della vita ci mettono alla prova, ricordiamo che la croce, pur rappresentando sofferenza, è anche il simbolo del rinnovamento. Fidarsi di Dio significa scegliere di vedere in ogni difficoltà l’occasione per rafforzare la nostra fede.
• Testimoniare la Fiducia nel Servizio: Ogni gesto di carità, ogni parola di riconciliazione, diventa il segno visibile di una fiducia profonda. Lasciamo che il nostro cammino, illuminato dalla croce, diventi testimonianza dell’amore misericordioso che ci trasforma.
Oggi siamo chiamati a fare una scelta coraggiosa: fidarci di Dio anche quando la via sembra oscura o incomprensibile. Attraverso il mistero della croce, come testimoniato in queste letture, impariamo che la vera trasformazione nasce dall’abbandono di ogni resistenza e dall’accoglienza del perdono divino. Che la nostra fede, ispirata dalla conversione, dal cuore contrito e dal segno di Giona, ci spinga a rinnovare costantemente la nostra fiducia nel Padre.
Preghiamo affinché il Signore rinnovi in noi la forza di fidarci sempre di Lui, illuminando il nostro cammino con il Suo amore e guidandoci verso una vita di misericordia e rinnovamento.
Omelia
Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, oggi il nostro cammino quaresimale ci chiama a una scelta essenziale: fidarci di Dio, anche quando la via appare oscura, anche quando il peso della croce sembra insostenibile. La fede non è un esercizio astratto, ma una relazione viva che si manifesta nel coraggio di lasciarsi guidare dal Signore, anche quando il cammino è segnato dalla prova. Le letture di oggi ci ricordano che la vera conversione nasce dalla fiducia e che questa fiducia diventa il punto di partenza per una trasformazione autentica.
Il libro di Giona ci presenta la conversione dei Niniviti: un popolo lontano dalla via del Signore che, di fronte alla chiamata alla penitenza, risponde con umiltà. Questo episodio ci insegna che nessuno è escluso dalla misericordia divina e che ogni cuore può aprirsi alla grazia se sceglie di fidarsi di Dio. La risposta dei Niniviti è immediata e radicale: non cercano giustificazioni, non rimandano, ma si lasciano toccare dalla Parola del Signore. Anche noi, nella nostra vita, possiamo domandarci: siamo capaci di ascoltare la voce di Dio e rispondere con fede? Sappiamo riconoscere il bisogno di conversione che ci chiama a cambiare mentalità, a rivedere le nostre scelte, a lasciare ciò che ci separa dal Signore?
Il Salmo 50, con il suo grido di supplica e pentimento, ci ricorda che Dio non disprezza un cuore contrito e umiliato. È nel riconoscere la nostra fragilità che troviamo la via della vera libertà. Spesso la tentazione è quella di nascondere le nostre debolezze, di voler apparire forti davanti agli altri, ma la vera forza sta nell’affidarci senza riserve all’amore misericordioso del Padre. Quando ci affidiamo a Dio con cuore sincero, Egli opera in noi una trasformazione profonda, rinnova il nostro spirito, ci fa rinascere alla vita nuova. Questa Quaresima è il tempo per accogliere il Suo perdono, per permettergli di ricreare in noi un cuore puro e rinnovato.
Nel Vangelo, Gesù parla del segno di Giona, riferendosi a se stesso come il segno supremo della presenza di Dio tra gli uomini. Giona rimase tre giorni nel ventre del pesce, come Gesù rimarrà tre giorni nel sepolcro prima della sua gloriosa risurrezione. Questo ci indica che la croce non è il punto finale, ma il passaggio alla vita nuova. La logica del mondo ci porta a cercare segni eclatanti, prove tangibili dell’azione di Dio, ma Gesù ci invita a guardare oltre, a scoprire il vero segno della sua presenza nella croce e nella risurrezione. La nostra fede è chiamata a maturare nella fiducia, a non fermarsi alle difficoltà del presente, ma a guardare con speranza al compimento della promessa divina.
Come possiamo tradurre questo messaggio nella nostra vita quotidiana? Innanzitutto, siamo chiamati a meditare profondamente sulla nostra fiducia in Dio. Quanto siamo disposti ad affidarci a Lui nelle difficoltà? Quando le prove della vita ci scoraggiano, ricordiamo che la croce, pur rappresentando sofferenza, è anche il simbolo del rinnovamento. La nostra fiducia in Dio non deve essere condizionata dai successi o dagli insuccessi, ma radicata nella certezza del Suo amore che ci sostiene sempre.
In secondo luogo, possiamo tradurre la nostra fiducia in gesti concreti. Ogni atto di carità, ogni parola di perdono, ogni sacrificio offerto con amore diventa testimonianza viva della nostra fede. Lasciamo che il nostro cammino, illuminato dalla croce, sia segno di speranza per chi ci circonda. La Quaresima è il tempo favorevole per riconciliarci, per riallacciare rapporti spezzati, per servire chi è nel bisogno senza aspettarci nulla in cambio. Affrontiamo le difficoltà non come ostacoli insuperabili, ma come occasioni per crescere nella fiducia e nell’amore.
Fratelli e sorelle, oggi siamo chiamati a una scelta coraggiosa: fidarci di Dio anche quando la strada sembra difficile, anche quando il mistero della croce ci interroga e ci sfida. La vera conversione non è solo un cambiamento esteriore, ma una trasformazione del cuore che ci rende capaci di abbracciare la volontà di Dio senza paura. Preghiamo affinché il Signore rinnovi in noi la forza di fidarci sempre di Lui, illuminando il nostro cammino con il Suo amore e guidandoci verso una vita di misericordia e rinnovamento. Amen.