Pensiero del giorno 13 febbraio 2026

 

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù, che con un sospiro d’amore hai aperto gli orecchi e sciolto la lingua del sordomuto, ti preghiamo. Vieni anche oggi a visitarci nelle nostre chiusure e nelle nostre incapacità di comunicare. Pronuncia il tuo potente “Effatà” sul nostro cuore, affinché sappiamo ascoltare la tua voce nel silenzio e annunciare con gioia le tue meraviglie. Liberaci dal mutismo dell’indifferenza e rendici strumenti di ascolto e di lode per la gloria del Padre. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, di ritorno dalla regione di Tiro, Gesù passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: “Effatà” cioè: “Apriti!”. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!”.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

Il miracolo del sordomuto ci svela la missione profonda di Gesù: ristabilire la comunicazione tra l’uomo e Dio, e tra gli uomini tra loro. L’importanza del “disparte”: Gesù non compie il miracolo in modo spettacolare davanti a tutti. Porta l’uomo “in disparte, lontano dalla folla”. Dio ci guarisce nell’intimità, nel segreto di un incontro personale dove non contano le apparenze ma la verità del nostro bisogno. Per guarire la nostra incapacità di ascoltare, dobbiamo prima di tutto uscire dal rumore del mondo. Un Dio che “tocca”: Colpiscono i gesti fisici di Gesù: le dita negli orecchi, la saliva sulla lingua. Gesù non è un guaritore distante; Egli entra in contatto con la nostra carne ferita, con i nostri limiti. Quel “sospiro” rivolto al cielo ci dice che ogni guarigione è un parto doloroso, una partecipazione di Dio alla fatica dell’uomo. Effatà – Apriti: L’ordine di Gesù non è rivolto solo agli orecchi, ma a tutta la persona. Essere “sordi” spiritualmente significa non percepire più la Parola di Dio; essere “muti” significa non saper più dire parole di bene, di ringraziamento o di verità. Quando Gesù ci apre, la conseguenza è che iniziamo a parlare “correttamente”, cioè con il linguaggio dell’amore e della lode.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno. Oggi lascia che il Signore tocchi le tue chiusure per renderti capace di un nuovo ascolto. Cerca il tuo “In disparte”: Oggi, prova a regalarti cinque minuti di silenzio assoluto. Non per riflettere sui problemi, ma per presentare i tuoi “orecchi chiusi” a Gesù. Di’ a Lui: “Signore, portami lontano dalla folla dei miei pensieri e parlami al cuore”. Pratica l’ascolto “corretto”: Spesso siamo sordi verso chi ci sta accanto perché ascoltiamo solo per rispondere, non per comprendere. Prova oggi ad ascoltare qualcuno con totale attenzione, cercando di sentire non solo le parole, ma il sospiro che ci sta dietro. Sii tu l'”Effatà” per il suo isolamento. Sciogli il nodo della lingua: Se c’è una parola di incoraggiamento, di scusa o di gratitudine che tieni chiusa in te per orgoglio o timidezza, oggi è il giorno giusto per pronunciarla. Lascia che la grazia sciolga il nodo e parla con la verità del cuore. Qual è la “sordità” (un pregiudizio, una distrazione, una chiusura verso qualcuno) da cui oggi vorresti essere liberato dal soffio di Gesù?

 

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.