Pensiero del giorno 13 gennaio 2024

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli l’ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Egli, alzatosi, lo seguì. Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?”. Avendo udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.

UNA RIFLESSIONE PER TE

L’evangelista Luca, con il suo linguaggio pittorico, semplice, essenziale, pone oggi sotto i nostri occhi una scena viva e significativa: Levi, seduto al banco, intento al suo lavoro di chiedere, riscuotere e magari estorcere, le imposte ai passanti. Un mestiere ingrato e che forse produce ricchezza, ma che genera sempre tante antipatie, come tutti quelli, che per ragioni diverse, hanno il compito di esigere tasse, multe, dazi e denaro dagli altri. Chi ci tocca il portafoglio, a torto o a ragione, non ci è mai simpatico. Proprio questo personaggio, con questo mestiere, con queste credenziali, non tra le migliori, suscita invece l’interesse e la simpatia di Gesù. Gli dice semplicemente: «Seguimi!». Egli evidentemente, quando assume il suo ruolo di salvatore dell’uomo, stravolge le nostre stime e i nostri giudizi: egli comincia dagli ultimi, dai più lontani, dai più bisognosi. Si rivolge in modo preferenziale a coloro che, pur immersi nel male o invischiati nelle cose del mondo, o sedotti dal Dio denaro, anelano a qualcosa di diverso e di migliore, anche se non sono ancora in grado di vedere da dove, da che cosa, da chi potranno ricevere quanto desiderano. Quell’anelito è l’embrione della fede, che il Signore Gesù sapientemente riesce a far crescere. Così fa con Levi, così fa ancora con tanti del nostro tempo.

UNA PROPOSTA PER …”VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno e buon fine settimana. Gesù vede Levi e lo chiama, e subito Levi abbandona tutto e si mette al seguito di Gesù. Le due caratteristiche importanti per una vocazione sono in primo luogo la chiamata e poi subito in secondo luogo la risposta o accettazione di essa. In questa dinamica si nota come ogni vocazione ha un duplice aspetto: la chiamata da parte di Dio e la concreta realizzazione da parte del chiamato. In questo anche consiste la felicità e la gioia di ogni chiamato: mettersi a disposizione di Dio, perché lo rende suo collaboratore nella storia della salvezza personale e comunitaria. Questa mattina ti invito a domandare al Signore il dono di essere strumento della sua letizia, della sua pace, dello scambio lieto di notizie positive quando siedi a mensa. Nella preghiera, invoca il Signore dicendo: “O Signore, rendimi consapevole della grandezza di ogni vocazione e dammi la forza per realizzarla. Amen”.

Don Mario

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.