Pensiero del giorno 14 settembre 2026
LUNEDÌ 14 SETTEMBRE. Nel calendario liturgico (sia Novus che Vetus Ordo) ricorre la festa dell’ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE. Celebrata fin dall’antichità per commemorare il ritrovamento del sacro legno da parte di sant’Elena e la dedicazione delle basiliche a Gerusalemme, questa festa contempla il legno del supplizio trasformato in trono glorioso del Redentore e sorgente feconda di vita eterna. Al mistero della croce si unisce la memoria di S. CORNELIO, PAPA, E S. CIPRIANO, VESCOVO, MARTIRI, che testimoniarono l’incrollabile fedeltà alla Chiesa cattolica e alla purezza della fede affrontando con animo saldo la persecuzione e il martirio.
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che nel colloquio notturno con Nicodemo hai svelato l’abisso della carità del Padre annunciando la tua elevazione sulla croce per la salvezza del mondo, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di purificare il nostro sguardo da ogni illusione mondana e dallo smarrimento interiore, affinché sappiamo volgere gli occhi a te, nostro unico rimedio contro il veleno del peccato. Liberaci dalla tentazione di dubitare dell’amore provvidente di Dio nelle fatiche e nelle prove ordinarie. Il tuo Santo Spirito renda rette le nostre intenzioni e sincere le nostre parole, affinché sappiamo abitare i nostri compiti professionali e i doveri familiari con operosa fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo pacificato e cuore puro incontro alla luce della tua gloria. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
UNA RIFLESSIONE PER TE
Il dialogo con Nicodemo raggiunge la sua vetta teologica nel richiamo all’episodio dell’Esodo: il serpente bronzeo innalzato sull’asta per guarire i morsi mortali nel deserto diventa figura profetica del Figlio dell’uomo innalzato sulla croce. La salvezza non è il risultato di un’ascesa intellettuale autonoma o di una presunzione morale con cui l’uomo scalerebbe il cielo con le proprie forze; discende dall’alto come dono purissimo di un Dio che ama fino a consegnare l’Unigenito per strappare le creature alla corruzione definitiva.
Questo mistero scardina alla radice l’agnosticismo pratico, che riduce la fede a un’etica esteriore priva di Redentore o a una sequela priva del peso salvifico del sacrificio. L’innalzamento di Cristo rovescia la logica della condanna: Dio non invia il Figlio per schiacciare un’umanità ribelle, lo offre come unica via di guarigione offerta alla libertà di chiunque accetti di guardare a lui con umiltà sincera. Guardare il Crocifisso esige il riconoscimento lucido della propria ferita mortale, abbandonando ogni autosufficienza presuntuosa per lasciarsi rigenerare dalla grazia che scaturisce dal legno della salvezza.
Questo insegnamento tocca con precisione le nostre mansioni lavorative e le responsabilità di questo lunedì. Quante volte ci lasciamo avvelenare dai morsi dello sconforto, delle amarezze professionali o delle contrarietà quotidiane, reagendo con cinismo o con una condotta sciatta e disincantata? Vivere l’Esaltazione della Croce significa sollevare lo sguardo oltre i calcoli angusti del tornaconto immediato, compiendo ogni singolo dovere con onestà intellettuale, accuratezza e dedizione limpida, testimoniando nei fatti che ogni fatica vissuta nella giustizia partecipa dell’opera risanatrice di Cristo nel mondo.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
La festa odierna ci invita a volgere lo sguardo al Crocifisso come sorgente viva di fortezza per le scelte quotidiane.
Oggi, prima di iniziare il tuo lavoro o quando avverti il peso della stanchezza e di una contrarietà imprevista, sosta per un breve istante in silenzio rivolgendo il pensiero a Cristo innalzato per te, offrendo la fatica di quel momento con animo saldo e sereno. Nei rapporti con colleghi e familiari, bandisci ogni parola di condanna affrettata o di giudizio sprezzante, mostrando quella medesima pazienza benevola che il Signore usa costantemente verso di noi. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza su dove hai cercato la tua sicurezza nel corso della giornata, domandandoti se hai confidato nelle tue sole forze o se hai saputo accogliere la salvezza che scaturisce dalla croce del Signore.
BUONA GIORNATA E BUON INIZIO DI SETTIMANA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
