Pensiero del giorno 16 dicembre 2025
PREGHIERA DEL MATTINO
O Padre, che non guardi alle promesse, ma alla conversione del cuore, ti preghiamo. Fa’ che le nostre parole non siano vuote, ma che la nostra vita sia un’obbedienza operosa alla tua volontà. Donaci la grazia del pentimento, che ci fa riconoscere i nostri rifiuti e tornare a lavorare nella tua vigna con amore e umiltà. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Dicono: “L’ultimo”. E Gesù disse loro: “In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”.
UNA RIFLESSIONE PER TE
Gesù, in questo Vangelo, racconta una parabola mirata ai capi religiosi del popolo. La storia dei due figli e della vigna illustra in modo lampante che la vera obbedienza non è verbale, ma si manifesta nell’azione e nella conversione. Il primo figlio (i capi religiosi): Dice un pronto “Sì, signore”, ma non va. La sua risposta è formale, di facciata, ma non è seguita dai fatti. L’obbedienza senza azione è un’ipocrisia che rende sterile la religiosità. Il secondo figlio (i peccatori, i pubblicani e le prostitute): Inizialmente risponde un netto “Non ne ho voglia”, esprimendo la debolezza e il rifiuto. Ma poi si pente e va a lavorare. Il suo pentimento e l’azione finale (andare a lavorare) lo giustificano. La sua obbedienza finale vale infinitamente di più del rifiuto iniziale. Gesù costringe i suoi interlocutori a giudicare da sé e poi li scuote con la verità: “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”. Queste persone, che avevano detto un “No” con la loro vita di peccato, ma che poi si sono umiliate e hanno creduto alla predicazione di Giovanni il Battista, sono più vicine al Regno di coloro che, pur dicendo “Sì” con le labbra e osservando esteriormente la Legge, non hanno creduto, non si sono pentiti e non hanno cambiato cuore. Il vero ostacolo al Regno non è il peccato commesso, ma l’orgoglio che impedisce il pentimento.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
Carissima amica ed amico, buongiorno. Il Vangelo di oggi ci spinge a guardare alla nostra fede non in base a quante volte diciamo “Sì” con le labbra, ma in base alla nostra capacità di pentirci e agire. Tutti siamo un po’ il primo e un po’ il secondo figlio. Ti invito a fare un esame di coscienza sull’autenticità della tua risposta a Dio: Riconosci il tuo “No”: C’è un ambito della tua vita in cui stai dicendo “No” a Dio (magari procrastinando un perdono, un servizio, o una scelta difficile)? Ammetti la tua resistenza. Agisci il “Sì” del pentimento: Non accontentarti del pentimento interiore. Scegli un’azione concreta che dimostri il tuo “Sì” al Padre. Se hai promesso di essere paziente e hai fallito, fai oggi uno sforzo maggiore. Se devi scusarti con qualcuno, fallo. Quale azione concreta vuoi compiere oggi per dimostrare che, dopo il tuo “No” o la tua pigrizia, ti sei pentito e sei andato a lavorare nella vigna del Signore?
BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.
Inizio della Novena di Natale.
Quest anno vi consiglio di meditare le precedenti novene pubblicate negli anni trascorsi.
