Pensiero del giorno 16 febbraio 2025

 

PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, che vedi come noi non abbiamo fiducia in nessuna delle nostre risorse: concedi benigno, che siamo difesi contro tutte le avversità dalla protezione del Dottore delle Genti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

UNA RIFLESSIONE PER TE

In questo testo del vangelo Gesù annuncia l’arrivo della salvezza promessa da Dio. Egli proclama il mondo dei valori di Dio, capovolge la scala dei valori dell’uomo e annuncia il modo con il quale Dio salva. Le beatitudini per i poveri e le lamentazioni per i ricchi non vanno lette in chiave moralistica, cioè non dicono che cosa deve fare l’uomo. Manifestano invece che cosa fa Dio in Gesù e rivelano come agisce Dio nella storia umana. Nella discesa di Mosè dal monte Dio, per mezzo dei dieci comandamenti, rivelò all’uomo cosa doveva fare; nella discesa di Gesù dal monte Dio rivela che cosa fa lui. L’intento di questo proclama è di rivelarci il volto di Dio in Cristo. In lui vediamo come Dio dona a noi il suo regno. Il verbo al presente della prima beatitudine e della prima lamentazione (v.20:è, v.24: avete) significa che il regno di Dio è già ora dei poveri e che già ora i ricchi se ne escludono con un surrogato di consolazione. Le beatitudini si possono comprendere solo conoscendo che Dio è amore per tutti. Per questo la sua giustizia è togliere a chi ha abusivamente e dare a chi non ha ingiustamente. Il nostro concetto di giustizia “a ciascuno il suo”, più che sulla giustizia di Dio che è amore, si fonda sull’ingiustizia umana e ne codifica l’egoismo da cui trae origine. La distinzione poveri-ricchi è di facile attribuzione all’esterno, ma di difficilissima lettura all’interno della coscienza dell’uomo. Solo la parola di Dio che penetra nel profondo dell’uomo ci fa capire se siamo dei poveri-beati o dei ricchi-infelici. Gesù proclama felici i poveri non perché sono bravi o hanno dei meriti speciali, ma perché Dio ama ciascuno secondo il suo bisogno, e il povero è colui che ha più bisogno. Più povero del povero di beni materiali è il povero che è povero di Dio. A costui è rivolta, allora la beatitudine che ricorda che Dio si è fatto carne, ora è visibile, è l’Emmanuele, il Dio con noi. L’unico che veramente ha abolito la più triste delle povertà: la mancanza di Dio.

UNA PROPOSTA PER …”VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, cosa significa seguire Gesù? Cosa significa essere suoi discepoli? L’evangelista Luca ci istruisce su tutto questo. Ricorda che il vero discepolo di Gesù è coraggioso; è disposto ad abbandonare tutto, a rinunciare agli agi, ad essere detestato, ad allontanati dalle cerchie del potere, dai soldi e dall’onore. Non è credibile un credente che riesca dappertutto, che riceva dal mondo ossequi e considerazione, che si metta a tremare e si inquieti. Se esiste un discepolo così, deve fare molta attenzione, poiché quando meno se lo aspetta sarà inghiottito e digerito dal mondo che ama possedere. Il discepolo è messo in guardia riguardo l’abbondanza dei beni, la ricerca insaziabile del piacere, il desiderio del successo e dell’applauso. Tutte queste pretese producono la vanità, perché danno una falsa sicurezza; rendono orgogliosi, perché convincono che si è più importanti degli altri; divinizzano, perché sono molte le persone che adorano coloro che posseggono e si prostrano davanti a loro; induriscono il cuore, perché lo rendono incomprensivo e privo di solidarietà; corrompono i costumi, perché alla fine si finisce con l’opprimere gli altri e, cosa assai più grave, si è disposti a credere che lo si possa fare con la benedizione di Dio. Questa domenica ti invito, allora, a riflettere su come tu sei discepolo di Gesù e cosa c’è in te che richiama la gioia promessa dalle beatitudini.

 

BUONA DOMENICA. IL SIGNORE TI BENEDICA SEMPRE.