Pensiero del giorno 18 marzo 2025
Don Mario
18 marzo 2025 Martedì della II Settimana di Quaresima
Tema del giorno: “La luce che trasfigura il cuore attraverso l’umiltà e la rinuncia all’approvazione degli uomini”
Letture del giorno: Is 1,10.16-20 – Sal 49 – Mt 23,1-12
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filatteri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbi” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbi”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Il messaggio di oggi ci invita a mettere da parte l’ego e a riscoprire il valore dell’umiltà come via per essere trasfigurati dalla luce di Dio. Sin dall’inizio della Quaresima, Gesù ci esorta a compiere atti di carità, preghiera e digiuno non per l’approvazione degli uomini, ma esclusivamente per il Padre. La nostra lotta interiore per abbandonare l’orgoglio e per accogliere le umiliazioni – come insegnato dall’esempio di Maria, umile serva del Signore – ci apre alla misericordia che trasforma il cuore e ci conduce a una vera vita in Cristo.
1. Rinunciare all’Ego per Abbracciare il Vero Amore
• La Ricerca dell’Approvazione del Padre: Il nostro io è spesso assetato di lusinghe e di riconoscimenti, desideroso di essere messo in mostra. Ma Gesù ci invita a morire a questo io, affinché il nostro cuore possa risuscitare in Lui. Non si tratta di cercare la gloria personale, bensì di abbracciare un amore puro, quello del Padre che ci chiama a seguire l’esempio della sua umiltà.
• L’Esempio di Maria: Guardando Maria, vediamo la logica misteriosa dell’umiltà: chi si abbassa sarà innalzato. Anche se immacolata, in lei la luce divina si manifesta immediatamente nella sua capacità di riconoscere la propria debolezza e di accettare la grazia del Signore.
2. L’Umiliazione come Scuola per la Trasfigurazione
• Una Grazia da Accogliere: L’umiliazione, per quanto difficile da accettare, è una grazia che ci abbassa e ci immerge nella misericordia del cuore di Gesù. Non dobbiamo cercarla per vanità, ma chiederla come strumento per purificare il nostro spirito e renderci capaci di perdonare e amare senza riserve.
• Il Valore delle Umiliazioni: Spesso il nostro cuore resiste all’umiliazione, temendo di essere sminuito. Tuttavia, se accettiamo con gioia quelle umiliazioni necessarie, essi diventano una scuola preziosa che ci trasforma e ci prepara a ricevere l’amore che il Padre ci elargisce in misura infinita.
3. Imparare dall’Esempio del Profeta e del Maestro
• Il Richiamo di Isaia (Is 1,10.16-20): Il profeta ci esorta a purificarci, a lavare via il male e a imparare a fare il bene. Queste parole ci invitano a rivedere noi stessi, a riconoscere i nostri difetti e a convertirci per ottenere la giustizia e la misericordia di Dio. La luce che trasfigura il cuore si accende quando ci allontaniamo dal giudizio e abbracciamo il pentimento.
• Il Vangelo di Matteo (Mt 23,1-12): Gesù denuncia gli scribi e i farisei che praticano l’ipocrisia, compiendo opere per essere ammirati dagli uomini. Egli ci chiama a non imitare tali comportamenti, ma a servirci del vero Maestro, riconoscendo che la grandezza si trova nel servizio e nell’umiltà. Il contrasto tra l’apparenza e la realtà ci guida a scoprire la luce autentica che proviene da un cuore sincero.
• Il Salmo 49 come Preghiera di Riconoscenza: Il salmista ci ricorda che chi cammina per la retta via trova in Dio la salvezza, senza cercare approvazione esterna. La nostra sicurezza non risiede nel giudizio degli uomini, ma nella luce del Signore che illumina il cammino dei giusti.
4. Attualizzazione della Parola: Vivere l’Umiltà e la Misericordia Ogni Giorno
• Meditare e Rinnovarsi: Dedichiamo tempo alla preghiera per chiedere allo Spirito Santo di trasformare il nostro cuore, rendendolo capace di accettare le umiliazioni necessarie e di amare senza condizioni. La nostra vita quotidiana diventa così un cammino di conversione, dove ogni gesto di umiltà è un passo verso la trasfigurazione interiore.
• Agire con Consapevolezza: Impegniamoci a praticare atti di carità e perdono, evitando di cercare l’approvazione degli uomini. Che il nostro comportamento quotidiano rifletta la luce del Padre, dimostrando che la vera grandezza nasce dal servire con cuore umile e sincero.
• Condividere il Cammino: Sosteniamoci nella comunità di fede, condividendo le sfide e le gioie del percorso quaresimale. Il sostegno reciproco è fondamentale per rimanere fermi nella nostra scelta di fidarci del Padre e di vivere secondo la luce che trasfigura.
Oggi siamo chiamati a far morire il nostro io per risuscitare con Gesù, abbracciando la grazia dell’umiltà e la trasformazione della misericordia. Le Scritture ci mostrano che la luce che trasfigura il cuore si manifesta quando rinunciamo alla ricerca dell’approvazione degli uomini e ci affidiamo interamente al Padre.
Preghiamo affinché il Signore, illuminando il nostro cammino, ci doni la forza di accettare le umiliazioni necessarie e di vivere una vita di sincero amore e misericordia, affinché il nostro cuore si trasfiguri nella luce della Sua gloria.
Omelia
Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, il cammino della Quaresima ci conduce oggi davanti a una verità che scuote il nostro cuore e lo porta a misurarsi con la logica del Vangelo, una logica che non cerca la gloria degli uomini ma la luce del Padre, una logica che non innalza l’orgoglio ma lo umilia per trasfigurarlo nell’amore, una logica che ci chiede di distaccarci dal bisogno di essere visti, lodati, riconosciuti per imparare a vivere nascosti nel cuore di Dio. È la logica del Sangue di Cristo versato in silenzio, senza clamore, senza ricompensa umana eppure capace di redimere il mondo. Gesù ci mette in guardia contro il desiderio di apparire, di cercare i primi posti, di esigere titoli e onori. Ci avverte che il rischio più grande è vivere una religiosità fatta di esteriorità, un culto che non è per Dio ma per l’ego. Gli scribi e i farisei sono il riflesso di ogni cuore che si lascia affascinare dall’apparenza e che dimentica la sostanza. Ma il Signore non guarda l’apparenza, Egli scruta il cuore ed è lì che si compie la vera trasfigurazione.
Il profeta Isaia ci richiama alla conversione, ci invita a lavarci, a purificarci, a smettere di compiere il male, a imparare a fare il bene. È un cammino di verità, perché solo riconoscendo la nostra fragilità possiamo accogliere la misericordia che salva. Non basta dire: “Signore, Signore”, se il cuore è gonfio di superbia e di ricerca di riconoscimento. Non basta compiere opere di bene se in esse cerchiamo solo il consenso degli uomini. Il cuore si trasfigura solo quando si svuota di sé stesso, quando smette di difendersi, quando non teme più le umiliazioni perché ha trovato la sua sicurezza nell’amore del Padre. È la via dell’umiltà, la via di Maria, la via del Sangue sparso in dono. Maria, la piccola, l’umile, la serva, è il riflesso più puro di questa luce. Lei non ha cercato grandezze, non ha preteso nulla, ha solo accolto e lasciato che Dio fosse tutto in lei. Ecco la vera trasfigurazione del cuore, quella che nasce non dall’orgoglio di essere giusti ma dalla gioia di essere perdonati, quella che non si nutre di conferme umane ma di abbandono fiducioso nelle mani di Dio.
Ma come vivere tutto questo nella concretezza del nostro cammino quotidiano? Come imparare ad accogliere l’umiliazione senza ribellarci? Come spegnere il bisogno di apparire e lasciare spazio alla luce autentica che viene dall’alto? La risposta non è nella teoria ma nell’esperienza. È necessario allenare il cuore a scegliere il nascondimento, a rifiutare la tentazione di esibirsi, a compiere il bene in segreto, a servire senza aspettarsi nulla in cambio. È necessario accogliere le umiliazioni come una grazia, non con masochismo, ma con la consapevolezza che ogni ferita vissuta con Cristo diventa feritoia di luce. È necessario imparare a dire grazie per ogni occasione in cui ci viene tolto qualcosa, per ogni volta in cui il nostro nome non viene citato, per ogni volta in cui il nostro merito non viene riconosciuto. Perché proprio lì si nasconde la vera libertà, la libertà di non essere schiavi dell’approvazione altrui ma di essere figli amati dal Padre. E allora la nostra vita diventa un sacrificio gradito a Dio, un’offerta pura, un dono che si perde nel Sangue di Cristo e lì trova la sua gloria.
Oggi il Signore ci invita a far morire il nostro io per risorgere in Lui. Non è una morte che spegne, è una morte che accende, è una morte che genera vita. È la morte dell’orgoglio, della vanità, dell’apparenza, per lasciare spazio alla luce vera, quella che non abbaglia ma illumina, quella che non cerca il plauso ma risplende nella discrezione di chi sa che tutto viene da Dio e a Lui tutto ritorna. Il nostro cuore è chiamato a questa trasfigurazione, a questa trasformazione interiore che ci rende davvero figli della luce. Accogliamo questa chiamata, affidiamoci a Maria, chiediamo il coraggio di percorrere la via stretta dell’umiltà. E se il cammino ci sembrerà faticoso, alziamo lo sguardo verso il Crocifisso. È lì che il Sangue di Gesù parla più forte di ogni parola. È lì che il dono totale di sé diventa la vera grandezza. È lì che impariamo che chi si abbassa sarà innalzato e chi si fa servo sarà il più grande nel Regno dei cieli. Che il Signore ci conceda di camminare in questa luce, con cuore libero e gioioso, fino al giorno in cui saremo trasfigurati nella pienezza della Sua gloria.
Ma per intraprendere questa via è necessario un cuore disposto a spogliarsi di ogni vanità, un cuore che non cerca il proprio interesse ma si lascia attrarre dall’umiltà di Cristo. Il nostro mondo ci spinge continuamente a ricercare successo, affermazione, visibilità, ma la Parola di Dio ci ricorda che la vera grandezza non sta nell’essere visti ma nel servire, non sta nell’essere riconosciuti ma nel donarsi senza riserve. Ogni gesto di umiltà, ogni scelta di nascondimento, ogni sacrificio fatto per amore è un seme di vita eterna, un raggio di quella luce che trasfigura. Il Sangue di Cristo non è stato versato per chi cercava la gloria, ma per coloro che sapevano di essere poveri e bisognosi di misericordia. Ecco perché siamo chiamati a lasciarci lavare da questo Sangue, a permettere che esso ci purifichi dalle nostre pretese, dai nostri desideri di grandezza, dalle nostre false sicurezze. Solo chi si lascia lavare dal Sangue dell’Agnello può veramente risplendere della luce che viene dall’alto e prepararsi alla gioia della Risurrezione.