Pensiero del giorno 19 marzo 2025

 

Don Mario Proietti, C.PP.S.:

Solennità di San Giuseppe

Tema del giorno: “La luce che trasfigura il cuore con l’obbedienza silenziosa di S. Giuseppe”

Letture del giorno: 2 Sam 7,4-5.12-14.16 – Sal 88 – Rm 4,13.16-18.22 – Mt 1,16.18-21.24

Dal Vangelo secondo Matteo

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

In questo giorno, la Parola di Dio ci conduce a meditare sulla figura di San Giuseppe, custode silenzioso della Parola, che ha saputo incarnare l’obbedienza e l’amore senza pretese, affidando la sua vita al mistero dell’Incarnazione. Pur non avendo lasciato traccia di una parola propria, il suo esempio parla più forte di mille discorsi: egli ha servito con umiltà, ascoltando la voce del Signore rivelata negli angeli e vivendo la sua missione con una fede incrollabile. La sua vita è la luce che trasfigura il cuore, invitandoci a seguire la via della totale sottomissione alla volontà di Dio.

1. La Promessa di Dio e la Luce dell’Alleanza (2 Sam 7,4-5.12-14.16)

• La Casa di Davide e la Prossimità della Luce: Nella prima lettura, Dio promette a Davide un regno eterno, un segno della Sua fedeltà che trasforma la storia. Anche se San Giuseppe non appare come protagonista in questo testo, la promessa di Dio che stabilizza il trono di Davide ci parla di una continuità, in cui la luce divina si manifesta nella realizzazione dei piani del Padre.

• Il Legame con la Missione Redentrice: Come la promessa di Dio ad Abram e a Davide, anche la vita di San Giuseppe è stata strumentale al compimento del mistero dell’Incarnazione. La sua obbedienza, pur silenziosa, ha permesso a Gesù di nascere e di crescere in un contesto familiare che testimonia l’amore e la protezione del Padre.

2. La Luce della Fedeltà e del Perdono (Sal 88)

• Un Inno alla Fedeltà di Dio: Il Salmo 88 ci ricorda l’amore eterno del Signore, che stabilisce alleanze per sempre e rinnova la Sua fedeltà di generazione in generazione.

• La Vita di San Giuseppe come Testimonianza Viva: Pur non essendo un oratore, la vita di San Giuseppe è un inno silenzioso di fedeltà e dedizione. La sua esistenza, offerta interamente al Verbo, risuona come un segno tangibile della luce che trasfigura: una luce che, pur nel silenzio, è capace di illuminare le tenebre del nostro vissuto, guidandoci nella speranza e nel perdono.

3. La Fede che Trasforma Attraverso l’Eredità di Abramo (Rm 4,13.16-18.22)

• Abramo, Padre di Tutti Noi: La seconda lettura di San Paolo ci ricorda come la promessa fatta ad Abramo si realizzi nella fede, trasformando il peccato in speranza e dando vita a una discendenza che va oltre i confini della legge.

• Il Modello di San Giuseppe nella Prospettiva della Fede: San Giuseppe, pur essendo un uomo comune, ha incarnato quella fede che va oltre ogni ragione: egli ha creduto in ciò che Dio ha annunciato, senza esitazione, e ha custodito il mistero dell’Incarnazione con un silenzio colmo di significato. La sua vita è un invito a vivere con la fiducia che, attraverso l’obbedienza e la speranza, il Signore trasforma anche le vite più ordinarie in testimonianze di luce eterna.

4. L’Obbedienza Silenziosa: Il Vangelo di San Matteo (Mt 1,16.18-21.24)

• Il Consenso di Giuseppe alla Volontà di Dio: Il Vangelo ci narra come Giuseppe, sposo di Maria, abbia ricevuto in sogno l’ordine divino di prendere con sé la giovane sposa, accettando senza riserve il mistero della gravidanza miracolosa. La sua reazione, fatta di silenziosa obbedienza, testimonia una fede profonda che supera ogni logica umana.

• Il Custode Silenzioso della Parola: San Giuseppe diventa così il custode della parola, non attraverso proclami o insegnamenti, ma con la sua vita. Egli ha dato a Gesù tutto ciò che un padre umano può offrire: amore, protezione, un nome, una casa. In questo, la sua esistenza si trasfigura in luce, poiché il suo silenzio parla della forza dell’obbedienza e della completa fiducia nel disegno del Padre.

 

5. Attualizzazione della Parola: Vivere l’Obbedienza Silenziosa nella Quotidianità

• Rinnovare la Propria Vita nella Preghiera: Dedichiamo momenti quotidiani di preghiera per chiedere al Signore, per l’intercessione di San Giuseppe, di donare al nostro cuore la luce dell’obbedienza. Meditiamo su come possiamo essere più attenti alle richieste del Padre e pronti a servire senza cercare l’approvazione degli uomini.

• Agire con Umiltà e Silenzio: Impegniamoci a praticare, nella vita di tutti i giorni, quell’obbedienza che non cerca il clamore, ma che si manifesta in atti concreti di amore e protezione verso i nostri fratelli. Che il nostro comportamento, anche nelle piccole cose, rifletta la fiducia totale in Dio.

• Condividere il Cammino di Fede: Nella comunità, sosteniamoci a vicenda nel cammino della fede, scambiandoci testimonianze di come l’esempio di San Giuseppe ci ispiri a vivere con semplicità, fedeltà e una profonda obbedienza al disegno divino. Ogni gesto di cura e ogni silenzioso atto d’amore diventa un riflesso della luce che trasfigura il nostro cuore.

San Giuseppe ci insegna che la luce che trasfigura il cuore si manifesta spesso nel silenzio dell’obbedienza e nell’umile accettazione della volontà di Dio. La sua vita, offerta interamente al Verbo, ci invita a non cercare parole altisonanti, ma a lasciare che il nostro vivere quotidiano sia un segno di fedeltà e amore incondizionato.

Preghiamo affinché il Signore, attraverso l’intercessione di San Giuseppe, ci guidi nella nostra vocazione, illuminando i nostri cuori con la Sua luce e trasformando la nostra vita in un perpetuo atto di amore e obbedienza al Padre celeste.

 

Omelia

Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, oggi, nella solennità di San Giuseppe, ci fermiamo a contemplare la figura di questo grande santo, umile e silenzioso custode del mistero dell’Incarnazione. Giuseppe non ha lasciato parole incise nella Scrittura, ma la sua vita è stata un Vangelo vissuto, una testimonianza silenziosa di obbedienza e amore. Egli ha accolto la volontà di Dio senza esitazioni, ha fatto della sua vita un dono nascosto, ha permesso che la luce divina trasfigurasse il suo cuore attraverso il servizio, il sacrificio, l’amore discreto che non cerca riconoscimenti. Nel suo silenzio si cela una forza immensa, la forza di chi si affida totalmente a Dio, di chi sa che il vero amore non ha bisogno di apparire, di chi vive la fede come un abbandono fiducioso nelle mani del Padre

Nella prima lettura Dio promette a Davide un regno eterno, una discendenza stabile, un segno di fedeltà che attraversa i secoli. Giuseppe, figlio di Davide, si inserisce in questa promessa come l’anello che collega l’antica alleanza alla nuova, il giusto che permette alla salvezza di entrare nella storia attraverso il suo sì. Non con parole, non con proclami, ma con la sua vita interamente offerta al disegno divino. La sua missione è quella di custodire la vita del Figlio di Dio, di proteggerlo, di accompagnarlo nel silenzio della quotidianità. In lui vediamo l’umiltà di chi non cerca nulla per sé, ma si lascia condurre dalla luce del Padre. La fedeltà di Dio, celebrata nel Salmo, trova in Giuseppe una risposta piena, totale, definitiva. Egli è l’uomo giusto, non perché perfetto, ma perché interamente affidato alla grazia San Paolo ci ricorda la fede di Abramo, una fede che si fida, che spera contro ogni speranza, che crede anche quando le circostanze sembrano impossibili. Anche Giuseppe ha vissuto questa fede. Ha accolto il mistero di Maria senza comprenderlo fino in fondo, ha creduto alle parole dell’angelo, ha preso con sé la sua sposa e il bambino che non era suo, ha lasciato la propria terra per proteggere la vita del Figlio di Dio. In ogni sua scelta c’è l’eco di quella fiducia assoluta che permette alla luce di Dio di trasformare il cuore e di trasfigurare la vita. Il suo silenzio non è assenza, ma pienezza. Non è passività, ma adesione profonda alla volontà di Dio. Giuseppe ci insegna che la vera grandezza non sta nelle parole, nei ruoli, nei riconoscimenti, ma nella capacità di lasciarsi guidare, di accogliere, di proteggere con amore

Il Vangelo di Matteo ci mostra Giuseppe nel momento decisivo della sua vita. Egli è posto davanti a una scelta difficile: restare o allontanarsi. Eppure, nel sogno, la voce dell’angelo lo rassicura, lo invita a fidarsi, gli svela il disegno di Dio. Giuseppe non discute, non cerca spiegazioni, non mette condizioni. Si alza e obbedisce. È questa l’obbedienza che trasfigura, quella che non nasce dalla paura, ma dall’amore. Giuseppe non si sente protagonista, ma servo di un’opera più grande di lui. Accoglie Maria nella sua casa, accoglie il bambino che nascerà, accoglie il mistero di una vita che non gli appartiene e che tuttavia gli è affidata. È il custode della Parola fatta carne, non con discorsi, ma con la sua presenza, con il suo lavoro, con il suo amore discreto e forte. La sua vita è luce, una luce che non abbaglia, ma illumina il cammino con la fedeltà quotidiana, con il sacrificio nascosto, con la fiducia che Dio compie sempre le sue promesse e noi, come possiamo accogliere questa luce nella nostra vita? Come possiamo lasciarci trasfigurare dall’obbedienza silenziosa di Giuseppe? Innanzitutto, imparando a fidarci. Troppe volte vogliamo avere tutto sotto controllo, vogliamo certezze, vogliamo capire prima di affidarci. Giuseppe ci insegna che la vera fede è affidarsi anche quando non comprendiamo. Poi, vivendo con umiltà. Il mondo ci spinge a cercare il primo posto, a farci notare, a dimostrare il nostro valore. Giuseppe ci insegna che la vera grandezza è servire, è proteggere senza possedere, è amare senza pretendere. Infine, imparando il valore del silenzio. In un tempo in cui si parla troppo e si ascolta poco, Giuseppe ci mostra la bellezza di una vita che parla senza parole, di un amore che si esprime nei gesti, di una fede che non ha bisogno di clamore per essere autentica

San Giuseppe ci accompagni nel nostro cammino, ci aiuti a essere uomini e donne di fede, di silenzio, di servizio. Che la sua luce trasfiguri anche il nostro cuore, rendendolo docile, umile, capace di accogliere e custodire il mistero di Dio. Chiediamo la sua intercessione, perché anche noi possiamo dire il nostro sì, senza riserve, senza condizioni, con la certezza che chi si affida a Dio non resta mai deluso. Che il Signore ci conceda di vivere con la sua stessa fede, con il suo stesso amore, con la sua stessa obbedienza silenziosa, fino al giorno in cui saremo trasfigurati nella pienezza della Sua gloria.