Pensiero del giorno 2 aprile 2025
Don Mario
2 Aprile 2025 Mercoledì della IV Settimana di Quaresima
Tema del giorno: “Chiamati alla conversione: vivere la legge di Dio nel quotidiano”
Letture del giorno: Is 49,8-15 – Sal 144 (145) – Gv 5,17-30
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù rispose ai Giudei: “Il Padre mio opera sempre e anch’io opero”. Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse: “In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.
Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene, per una risurrezione di vita e quanti fecero il male, per una risurrezione di condanna. Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato”.
Nel cammino quaresimale ci avviciniamo sempre più alla Pasqua, il grande mistero della nostra salvezza. Oggi la Parola di Dio ci offre una certezza che può dare speranza anche nei momenti più difficili: Dio non si dimentica di noi, Egli è fedele e continua a operare per la nostra salvezza.
1. “Io non ti dimenticherò mai” (Is 49,8-15)
La prima lettura è un canto di consolazione. Il popolo d’Israele si sente abbandonato, pensa che Dio lo abbia dimenticato. Ma il Signore risponde con parole meravigliose: può forse una madre dimenticare il proprio bambino? Anche se ciò accadesse, io non ti dimenticherò mai! Questo brano ci ricorda che, anche nei momenti di prova, anche quando ci sentiamo soli, Dio non ci abbandona mai. Egli è il Dio fedele, che ci guida verso la libertà e la vita.
2. “Il Padre opera sempre e anch’io opero” (Gv 5,17-30)
Nel Vangelo, Gesù si rivolge ai Giudei che lo accusano di violare il sabato perché opera guarigioni e compie segni di vita. Egli risponde con una verità sconvolgente: il Padre opera sempre, e anch’io opero. In altre parole, Dio non smette mai di amare, di salvare, di prendersi cura di noi. Gesù, il Figlio, compie le stesse opere del Padre: dona la vita, rialza chi è caduto, guarisce chi è ferito. Inoltre, Egli ha ricevuto dal Padre il compito di giudicare, ma non con la logica della condanna, bensì con il desiderio di portare ogni persona alla vita eterna.
La vera questione che il Vangelo ci pone è questa: crediamo che Dio stia ancora operando nella nostra vita? Sappiamo riconoscere la sua azione nei piccoli segni quotidiani? Il rischio è di essere ciechi davanti alla sua presenza e di chiudere il cuore alla sua misericordia.
3. Attualizzazione della Parola. Che cosa possiamo fare concretamente?
1. Riconoscere la fedeltà di Dio nella nostra vita: Oggi possiamo fermarci un momento per ricordare le occasioni in cui abbiamo sperimentato la vicinanza di Dio. Anche nelle difficoltà, il Signore non ci ha lasciati soli.
2. Affidarci a Dio con fiducia: Se stiamo vivendo un momento di fatica, possiamo ripetere nel cuore la parola di Isaia: “Io non ti dimenticherò mai.” Facciamo un atto di abbandono nelle mani del Padre, certi che Egli continua a operare per il nostro bene.
3. Essere segno della presenza di Dio per gli altri: Dio agisce anche attraverso di noi. Possiamo compiere un gesto di consolazione e incoraggiamento verso una persona che sta attraversando una prova, diventando strumento della tenerezza del Signore.
4. Accogliere la vita nuova che Cristo ci offre: Il Vangelo ci invita a passare dalla morte alla vita attraverso la fede in Cristo. Possiamo rinnovare il nostro impegno a vivere questa Quaresima come un tempo di conversione, lasciando che la Parola di Dio trasformi il nostro cuore.
Oggi il Signore ci ricorda che non siamo mai dimenticati. Anche quando tutto sembra buio, anche quando ci sentiamo lontani da Lui, Dio continua a operare con amore nella nostra vita. Accogliamo questa Parola di speranza e lasciamo che essa ci accompagni nel nostro cammino verso la Pasqua.
Padre buono, supplichiamo la tua misericordia perché, purificati dalla penitenza e santificati dalle buone opere, possiamo camminare fedelmente nella via dei tuoi precetti e giungere rinnovati alle feste pasquali. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Omelia
Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, nel cammino quaresimale ci avviciniamo sempre più alla Pasqua, il grande mistero della nostra salvezza. Oggi la Parola di Dio ci offre una certezza che può dare speranza anche nei momenti più difficili: Dio non si dimentica di noi, Egli è fedele e continua a operare per la nostra salvezza. Il popolo di Israele, nel tempo della prova e della lontananza, si sente abbandonato, crede che il Signore si sia dimenticato di lui, eppure Dio risponde con parole di una dolcezza infinita, paragonando il suo amore a quello di una madre per il proprio figlio. Anche se una madre potesse dimenticare la propria creatura, Egli non dimenticherà mai i suoi figli. È una promessa che attraversa tutta la Scrittura e che oggi risuona per noi con particolare intensità: siamo nelle mani di un Dio che non ci lascia soli, che continua a chiamarci, a cercarci, a rialzarci quando cadiamo. Spesso, nelle difficoltà, ci chiudiamo in noi stessi, perdiamo la fiducia, ma il Signore ci invita a rialzare lo sguardo, a credere nella sua fedeltà che non viene mai meno.
Nel Vangelo, Gesù si trova davanti a chi lo accusa di violare il sabato, perché guarisce e dona la vita. Egli risponde rivelando la verità più profonda: il Padre opera sempre e anch’io opero. Il Dio della Scrittura non è un Dio distante, statico, indifferente, ma un Dio che agisce, che lavora instancabilmente per la nostra salvezza. Gesù, che è una cosa sola con il Padre, porta avanti questa opera d’amore, liberando l’uomo dalle sue infermità, dalla schiavitù del peccato e della morte. La sua azione non è un semplice gesto di compassione umana, ma il segno visibile di un Dio che vuole la vita per ogni suo figlio. E proprio perché è Figlio, Gesù ha ricevuto il potere di giudicare, non secondo la logica della condanna, ma con il desiderio di portare ciascuno alla vita eterna. Egli non si accontenta di salvarci da una sofferenza momentanea, ma ci chiama a una trasformazione profonda, a una conversione autentica che ci permette di passare dalla morte alla vita. Accogliere Cristo significa entrare in questo dinamismo di vita, riconoscere la sua presenza nelle nostre esistenze e lasciarci guidare dalla sua voce. Non è sufficiente assistere ai segni e ai miracoli: occorre ascoltare, accogliere, vivere la sua Parola.
La Quaresima è il tempo favorevole per riscoprire la fedeltà di Dio e rispondere con una vita che testimoni la sua presenza. Se crediamo veramente che Dio non ci dimentica, possiamo anche noi diventare segno della sua vicinanza per chi ci sta accanto. Quante volte nella nostra quotidianità ci capita di incontrare persone scoraggiate, affaticate, provate dalla vita! Dio opera nel mondo anche attraverso di noi: con una parola di conforto, con un gesto di attenzione, con la pazienza di chi sa ascoltare, possiamo essere strumenti della sua misericordia. La legge di Dio non è un insieme di norme sterili, ma una legge che dona vita, che si manifesta nell’amore concreto verso il prossimo, nel perdono, nella condivisione. Se il Signore continua a operare, anche noi siamo chiamati a non restare fermi, a non chiuderci nella nostra indifferenza, ma a diventare strumenti della sua opera di salvezza.
Carissimi, avvicinandoci alla Pasqua, rinnoviamo la nostra fiducia in un Dio che “non si dimentica” di noi, che continua a operare per il nostro bene e ci dona, in Gesù, la legge suprema dell’amore. Lasciamo che la Parola di oggi ci apra il cuore a una conversione sincera: ogni istante vissuto nel dono di sé e nell’ascolto attento delle necessità altrui rende visibile la bontà del Padre e ci prepara alla gioia della Risurrezione. Non lasciamo passare invano questo tempo di grazia, ma accogliamo con fede l’invito di Cristo a passare dalla morte alla vita, dall’indifferenza all’amore, dalla paura alla fiducia. Così facendo, il nostro cammino quaresimale non sarà solo un percorso di rinunce, ma diventerà una vera esperienza di incontro con Dio che ci rialza, ci trasforma e ci dona la sua vita eterna. Amen.