Pensiero del giorno 2 settembre 2026

 

MERCOLEDÌ 2 SETTEMBRE. Nel calendario romano antico (Vetus Ordo) ricorre la festa di S. STEFANO, RE D’UNGHERIA E CONFESSORE. Primo sovrano cattolico della sua nazione, seppe governare il popolo unendo la fermezza della giustizia a una carità instancabile verso gli indigenti, impiegando l’autorità regale per diffondere la fede e custodire la pace della Chiesa. La sua sollecitudine nel servire il bene comune e nel promuovere il Vangelo si accorda profondamente con l’esempio di dedizione operosa e instancabile testimoniato da Cristo nella pagina odierna.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

 

O Signore Gesù, che entrando nella casa di Simone hai risanato la suocera dalla febbre e ti sei chinato sulle infermità di quanti cercavano la tua salvezza, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare il nostro animo dal torpore dell’egoismo, dalla tentazione di trattenerci nelle nostre comodità e dall’illusione di considerare i tuoi doni come un possesso esclusivo. Donaci la prontezza di alzarci per servire con cuore generoso chi ci sta accanto, senza attendere ricompense umane. Il tuo Santo Spirito renda rette le nostre intenzioni e sincere le nostre parole, affinché sappiamo abitare i nostri compiti professionali e i doveri familiari con operosa fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo disponibile e cuore saldo lungo la via della tua missione. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4, 38-44) 

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demoni gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!”. Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. Egli però disse: “Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato”. E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea. 

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

 

Il passaggio di Cristo dalla solennità della sinagoga alla concretezza della casa di Simone mostra come la redenzione tocchi la carne e le fatiche ordinarie della vita quotidiana. La guarigione della suocera dalla febbre non si esaurisce nel ripristino della salute fisica, trova il suo compimento immediato nella prontezza del servizio: guarita dalla grazia, la donna si alza senza indugio per attendere alle necessità dei commensali. La liberazione dal male acquista senso reale quando rimette in moto la carità, superando l’inganno di un agnosticismo pratico che consuma i favori di Dio ripiegandosi su se stessi o crogiolandosi in una comoda convalescenza spirituale.

Al calar del sole, la casa diventa il rifugio di ogni sofferenza umana, e Gesù risponde imponendo le mani su ciascuno con una cura personale che non conosce fretta o stanchezza. Nel silenzio dell’alba successiva, il Maestro cerca il luogo deserto per custodire il primato del colloquio con il Padre, vincendo il tentativo della folla di trattenerlo per goderne in esclusiva la presenza e i prodigi. La risposta di Gesù ,«Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città», rivela la libertà sovrana di chi non si lascia imprigionare dai consensi immediati o dalle aspettative altrui, ma obbedisce con fedeltà assoluta al mandato ricevuto.

Questo insegnamento tocca con precisione le nostre attività professionali e i rapporti di questo mercoledì. Siamo chiamati a vincere la tentazione di rinchiuderci nei nostri spazi sicuri o di gestire le competenze come privilegi da difendere. Vivere la sequela nell’ordinario significa considerare le proprie energie e capacità come strumenti di servizio a disposizione del bene comune, affrontando le responsabilità di lavoro con accuratezza e disponibilità generosa, parlando con trasparenza e mantenendo una condotta libera da ogni attaccamento di comodo.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

La pagina evangelica odierna ci sprona a tradurre la grazia ricevuta in una dedizione pronta e disinteressata verso il prossimo.

Oggi impegnati a metterti a servizio di un collega, di un collaboratore o di un familiare che si trova in un momento di fatica, assumendo una mansione pratica o offrendo un sostegno concreto senza farglielo pesare. Se avverti la tentazione di sottrarti a un dovere impegnativo per difendere la tua tranquillità personale, vinci la pigrizia e porta a termine il compito con scrupolosa cura e animo sereno. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza su come hai impiegato le tue forze nella giornata, domandandoti se ti sei lasciato guidare dalla ricerca del tuo tornaconto o dalla prontezza nel servire la volontà del Signore.

 

BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.