Pensiero del giorno 22 marzo 2025

 

Don Mario

Sabato della II Settimana di Quaresima

 

Tema del giorno: “La luce che trasfigura il cuore: il viaggio della conversione verso il Padre”

Letture del giorno: Mi 7,14-15.18-20 – Sal 102 – Lc 15,1-3.11-32

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola:

«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Le letture di oggi ci invitano a intraprendere un viaggio interiore, un percorso di conversione che consiste nell’abbandonare il peccato e la miseria in cui esso ci getta per tornare all’amore del Padre. Gesù ci offre, attraverso la parabola del figliol prodigo, l’immagine di ciascuno di noi: un figlio allontanato, che però viene accolto con un amore travolgente non appena decide di ritrovare la via di casa. In questo messaggio, il profeta Michèa e il salmista ci ricordano che il nostro Dio è misericordioso e pronto a perdonare, se solo il nostro cuore si apre a Lui.

1. Il Viaggio della Conversione: Abbandonare il Peccato e Tornare a Casa

• Il Richiamo di Michèa (Mi 7,14-15.18-20): Il profeta ci esorta a cercare il bene e a lasciare alle spalle il male. Egli ci ricorda che, nonostante il peccato abbia oscurato il nostro cammino, Dio si compiace nel manifestare il Suo amore perdonatore. Questo passo ci spinge a riconoscere che la conversione è possibile: basta abbandonare la nostra condizione di estranei al Padre per ricevere la Sua misericordia.

• Il Percorso Interiore: La conversione non è solo un atto intellettuale, ma un vero e proprio viaggio del cuore, un percorso in cui lasciamo cadere gli ostacoli che ci allontanano da Dio per riscoprire la nostra identità di figli amati.

2. La Misericordia di Dio che Guarisce: Il Salmo come Invito alla Trasformazione (Sal 102)

• La Luce della Misericordia: Il Salmo 102 ci presenta un Dio che, pur non trattandoci secondo le nostre colpe, ci circonda di bontà e misericordia. Le parole del salmista ci invitano a non dimenticare i benefici del Signore, a riconoscere che la Sua tenerezza è capace di allontanare le nostre colpe, così come la luce dissipa le tenebre.

• Una Guida per il Cuore: Meditando su questo salmo, siamo chiamati a lasciare che la misericordia divina penetri in ogni angolo del nostro essere, purificando il cuore e preparandolo ad accogliere il perdono e la redenzione del Padre.

3. Il Ritorno a Casa: La Parabola del Figliol Prodigo (Lc 15,1-3.11-32)

• Il Cuore Spezzato che Ritrova la Speranza: Nel Vangelo di Luca, Gesù racconta la parabola del figliol prodigo, in cui un figlio, dopo aver sprecato il suo patrimonio, decide di tornare dal Padre. Quello che colpisce è la reazione del Padre, che non solo lo accoglie, ma lo abbraccia con un amore incondizionato, simboleggiato dalla festa per il suo ritorno.

• Una Prospettiva di Rinnovamento: Questa parabola ci offre una potente immagine della conversione: non sono i nostri peccati a impedirci di essere accolti, ma il nostro orgoglio a separarci dall’amore del Padre. Il Padre, commosso dal nostro ritorno, ci perdona e ci restituisce la nostra dignità, trasformando il nostro dolore in gioia e il peccato in un’opportunità di rinascita.

4. Attualizzazione della Parola: Vivere il Viaggio della Conversione

• Meditare sulla Propria Condizione: Dedichiamo momenti quotidiani di preghiera per riconoscere le nostre debolezze e chiedere al Signore di trasformare il nostro cuore. Concediamoci il tempo di riflettere sul messaggio di Michèa, sul conforto del Salmo e sulla potenza redentrice del Vangelo, affinché la nostra conversione diventi un’esperienza quotidiana.

• Lasciarsi Perdonare e Perdonare: Accettiamo che il nostro Padre ci attenda sempre, pronto a perdonarci, e impegniamoci a estendere lo stesso perdono agli altri. Che ogni gesto di carità, ogni atto di misericordia verso il prossimo, diventi un modo per testimoniare il nostro ritorno alla casa del Padre.

• Condividere il Cammino con la Comunità: Sosteniamoci a vicenda nella nostra comunità di fede, celebrando ogni conversione e ogni gesto di perdono. La gioia del Padre si manifesta quando vediamo i nostri fratelli ritrovare la luce e abbracciare una vita nuova, piena di speranza e di amore.

La parabola del figliol prodigo ci mostra che, nonostante ci siamo allontanati, il Padre ci attende sempre con un amore che non conosce limiti. La conversione è il viaggio del cuore che ci porta a lasciare il peccato e la miseria per abbracciare la misericordia infinita del Signore.

Preghiamo affinché il Signore illumini il nostro cammino, trasformando il nostro cuore con la Sua luce e guidandoci, giorno dopo giorno, verso una vita di autentico amore e perdono, testimoniando la gioia di essere ritrovati e amati dal Padre.

Omelia

Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, oggi la Parola ci invita a compiere un viaggio interiore, un cammino di ritorno verso il Padre che ci attende con braccia aperte. È il viaggio della conversione, un cammino che parte dalla consapevolezza del nostro peccato, passa attraverso la misericordia divina e si compie nell’abbraccio del Padre che ci restituisce la dignità perduta. La parabola del figliol prodigo ci mostra l’amore senza limiti del Padre, la sua capacità di perdonare senza condizioni, il suo desiderio di vedere i suoi figli tornare alla casa della gioia. Ogni volta che ci allontaniamo, ogni volta che scegliamo di vivere lontano da Lui, Egli non ci abbandona, ma attende il nostro ritorno, pronto a rivestirci della veste nuova della grazia.

Il profeta Michea ci ricorda che il Signore è un Dio di misericordia, un Dio che non serba rancore per sempre, ma si compiace nell’amore. Il nostro peccato non è più grande della sua compassione, la nostra infedeltà non può spegnere la fedeltà del suo cuore. Egli perdona, getta in fondo al mare le nostre colpe, ci guida con il suo bastone e ci fa pascolare nella sua eredità. Queste parole ci donano speranza: non importa quanto ci siamo allontanati, il Signore è pronto a riprenderci con sé, a guarire le nostre ferite, a donarci un cuore nuovo.

Il Salmo 102 è un canto di lode alla misericordia di Dio. Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe, ma è lento all’ira e grande nell’amore. Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di noi. Questo ci insegna che il perdono non è un peso, ma una gioia, non è una punizione, ma una liberazione. Siamo chiamati a lasciarci avvolgere dalla sua misericordia, a permettere che la sua luce trasfiguri il nostro cuore, a vivere nella libertà dei figli amati.

Nel Vangelo di Luca, Gesù ci offre l’immagine del Padre che corre incontro al figlio perduto. Non attende che sia il figlio a giungere alla soglia della casa, ma si precipita verso di lui, lo abbraccia, lo bacia, lo riveste di dignità. Questa è la verità più grande della nostra fede: Dio non ci aspetta con il dito puntato, ma con il cuore spalancato. La conversione non è un ritorno a un giudizio, ma un ritorno all’amore. Il figlio pensava di essere perduto, pensava di dover lavorare per meritarsi un posto nella casa paterna, ma il Padre gli dimostra che l’amore non si merita, si accoglie. Egli non è interessato ai nostri errori, ma alla nostra volontà di tornare. È questa la bellezza del perdono di Dio: non si basa sul nostro passato, ma sul nostro desiderio di ricominciare.

E noi, siamo pronti a compiere questo viaggio di ritorno? Siamo disposti a riconoscere il nostro bisogno di misericordia? Siamo capaci di lasciarci amare dal Padre senza riserve? La Quaresima è il tempo della conversione, il tempo per fermarsi e guardare dentro di noi, il tempo per riscoprire la bellezza di essere figli. Non lasciamo che il peccato ci trattenga lontani, non permettiamo che la paura del giudizio ci impedisca di tornare a Dio. Egli ci attende, desidera la nostra gioia, vuole per noi la pienezza della vita.

Come possiamo tradurre questa Parola nella nostra quotidianità? Innanzitutto, riconoscendo le nostre fragilità senza paura. Nessuno di noi è perfetto, nessuno può camminare senza inciampare, ma il Signore ci invita a non rimanere a terra, a rialzarci, a riprendere il cammino verso di Lui. Poi, vivendo il perdono nella nostra vita. Così come siamo perdonati, siamo chiamati a perdonare. Non possiamo ricevere l’abbraccio del Padre e negarlo ai nostri fratelli. Perdonare non significa dimenticare, ma scegliere di non rimanere prigionieri del rancore. Infine, testimoniando la misericordia di Dio. Se abbiamo sperimentato il suo amore, non possiamo tenerlo per noi, dobbiamo donarlo, farlo arrivare a chi è ancora lontano, a chi si sente perduto, a chi ha paura di tornare.

Oggi il Signore ci invita a tornare a Lui con tutto il cuore. Non importa quanto ci siamo allontanati, non importa quante volte abbiamo sbagliato, non importa quanto ci sentiamo indegni: Egli ci aspetta. Ci corre incontro, ci stringe a sé, ci dice che siamo ancora suoi figli. Accogliamo questa grazia, lasciamo che il nostro cuore si trasfiguri nella luce del suo perdono, e camminiamo con gioia verso la casa del Padre, dove ci attende una festa che non avrà mai fine.