Pensiero del giorno 23 giugno 2023

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignuola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignuola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!”.

UNA RIFLESSIONE PER TE

Tutto ciò che ci appaga o crediamo che ci appaghi, finiamo poi per amarlo e, quando riteniamo di aver trovato il bene migliore, secondo le nostre personali valutazioni, quello diventa il nostro tesoro, il nostro piccolo idolo, che si annida poi nelle profondità del nostro cuore, ma quante illusioni, quante delusioni! Quanti falsi tesori che si dissolvono in un batter d’occhio e tramutano il momentaneo godimento nella più amara tristezza. Il Signore conosce bene questa nostra umana debolezza e per questo ci ammonisce a non accumulare falsi tesori sulla terra. “Quae sursun sunt sapite”- afferma S. Paolo. “cercate (gustate) le cose di lassù”, eleviamo cioè il nostro spirito verso i beni che non periscono, che durano oltre il tempo e non riguardano solo il nostro corpo e le vicende che viviamo su questa terra, ma rimangono sempre integri e diventano fonte di felicità eterna. L’uomo d’oggi è spesso prostrato, avvinto e disorientato dai beni di consumo, che vengono proposti con la migliore seduzione pubblicitaria come motivi di benessere e fonti di felicità. Occorre umana saggezza e divina sapienza per sapersi difendere da questi continui assalti. Deve essere molto triste dopo tanti inutili affanni ritrovarsi al termine della vita a mani vuote e spogli di ogni merito dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini. L’ultima parte del vangelo di oggi ci parla della vera purezza dell’anima, parla dell’occhio che ne è lo specchio. O siamo illuminati dallo Spirito e di conseguenza tutto vediamo nella sua luce, o il nostro sguardo diventa tenebroso, cioè sempre orientato verso il buio e il male con tutte le sue brutture.

UNA PROPOSTA PER …”VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno. L’immagine della luce non è nuova nella Bibbia e rimanda a Colui che della luce è la sorgente. Non a caso la Genesi si apre proprio con la creazione di questo indispensabile elemento: “Dio disse: «Sia la luce» e la luce fu”. La storia, anche quella personale, si snoda in ambiente divino e quindi, pur nei suoi risvolti tenebrosi, non può sfuggire al confronto con la luce. Un conflitto e un conseguente giudizio che si realizza nel cuore del mondo e dell’uomo e che vede fronteggiarsi luce e tenebre, bene e male. Dov’è il nostro cuore? Immerso nella pacificante unione con Dio oppure avviluppato nei lacci di una asfissiante ricerca egoistica? Cos’è a primeggiare in noi: la luce o le tenebre? Una spia inconfutabile è il nostro occhio. In esso si riflette e da esso si riverbera la luce di Dio o la sua negazione. La stessa realtà esterna ne resta illuminata od offuscata, così che un occhio moralmente limpido percepisce immediatamente il bene, riesce a coglierne anche i più piccoli frammenti e a metterli in evidenza; un occhio torbido vede solo male e ne diffonde il fetore. Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, ma di lasciare spazio nella nostra vita alla luminosa presenza di Dio, assumerne il modo di accostarsi alla realtà e di valutarla. Lo sguardo di Dio, che pu-re ben conosce la malizia umana, è sempre alla ricerca di quel germe di bene seppellito anche nel cuore più traviato per farlo germogliare. Se il nostro sguardo si ferma di preferenza a scovare il negativo è molto, molto lontano dal suo: è ancora immerso nelle tenebre. Un sano realismo ci porta allora a rivedere le nostre posizioni e a collaborare con la grazia perché la luce trionfi in noi, e da noi si diffonda nell’ambiente in cui viviamo. Questa mattina ti invito a cogliere la qualità del tuo sguardo su persone e situazioni: è carico di luce o di ombra? I giudizi, anche non verbali, che sei pronto a formulare sono strali che uccidono o ali che sollevano nella limpidezza di un cielo il cui sole è l’amore? Nela preghiera, rivolgiti al Signore dicendo: “Padre buono, tu conosci bene le tenebre che ancora appesantiscono il mio passo, eppure continui a darmi fiducia, a mandarmi ai fratelli tenendo alta la lampada che tu stesso hai posto nel mio cuore e continui ad alimentare con l’olio dello Spirito. Sostienimi nell’impegno di spegnere in me, fin dal suo primo accennarsi, ogni giudizio negativo, per cogliere e valorizzare solo quanto di bene tu stesso hai seminato nel cuore dei fratelli. Amen”.

Don Mario

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.