Pensiero del giorno 3 febbraio 2026

BIAGIO, VESCOVO E MARTIRE

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù, Medico delle anime e dei corpi, che oggi ci fai incontrare la sofferenza di un padre e il dolore di una donna sola, ti preghiamo. Per intercessione di San Biagio, custode della nostra salute, proteggi la nostra vita e sciogli i nodi che stringono la nostra gola e il nostro cuore. Donaci la fede di toccare il tuo mantello nelle prove di ogni giorno e la forza di ascoltare la tua voce che ci ripete: “Alzati!”. Fa’ che la nostra vita, risanata dal tuo amore, diventi un dono di pace per chi ci sta accanto. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla… Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: “La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”. Gesù andò con lui. Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia… udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”. E all’istante le si fermò il flusso di sangue… Gesù rispose: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”. Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: “Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?”. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: “Non temere, continua solo ad aver fede!”… Giunsero alla casa… Presa la mano della bambina, le disse: “Talità kum”, che significa: “Fanciulla, io ti dico, alzati!”. Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

Oggi la liturgia ci regala due miracoli intrecciati che parlano di una vita che rinasce quando sembrava perduta. In questa festa di San Biagio, tradizionalmente invocato per i mali della gola, il Vangelo ci ricorda che Dio ha cura di ogni nostra fragilità. Il tocco della fede: La donna emorroissa è una donna “invisibile”, consumata dalla malattia e dalla solitudine. Non osa parlare, vuole solo toccare un lembo del mantello. Gesù però non permette che la guarigione resti un fatto magico e anonimo: Egli cerca il suo sguardo, la chiama “figlia” e le restituisce non solo la salute, ma la sua dignità e il suo posto nella comunità. La fede è questo contatto che trasforma la nostra sofferenza in una relazione d’amore. La parola che risuscita: Giàiro riceve la notizia peggiore mentre è in cammino con Gesù: “Tua figlia è morta”. In quel momento di buio assoluto, Gesù interviene con un comando che è una colonna per ogni nostra prova: “Non temere, continua solo ad aver fede!”. Gesù entra nel pianto e nel trambusto della casa e con una tenerezza infinita prende per mano la bambina. Il suo “Talità kum” è il grido della Risurrezione che entra nel nostro quotidiano: non è mai troppo tardi per Dio. La cura del quotidiano: Dopo il miracolo, Gesù ordina di “darle da mangiare”. È un dettaglio bellissimo. Dio compie lo straordinario, ma poi ci affida l’ordinario. La vita restituita va nutrita con la cura, con l’affetto e con i gesti semplici di ogni giorno.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno. In questa giornata dedicata alla protezione della salute e alla memoria di San Biagio, lasciamoci toccare dalla mano di Gesù. Tocca il Suo mantello: Inizia la giornata con un atto di fede profonda. Qual è la ferita o la “perdita di vita” che ti affligge da tempo? Avvicinati a Gesù nella preghiera silenziosa e di’: “Signore, mi basta un tocco della tua grazia per ricominciare”. Non temere il “rumore” del mondo: Se intorno a te senti voci di pessimismo, di morte o di sconfitta (come chi diceva a Giàiro di non disturbare il Maestro), ascolta solo la voce di Gesù. Ripeti a te stesso: “Non temo, perché Lui è con me”. Offri da mangiare alla vita: Compi un gesto di cura concreta verso qualcuno che è “caduto” o scoraggiato. Aiutalo a rialzarsi non con grandi discorsi, ma con la tua presenza e con un piccolo aiuto pratico, nutrendo la sua speranza. Qual è la situazione “senza speranza” che oggi vuoi mettere nelle mani di Gesù, chiedendogli di pronunciarvi sopra il Suo potente “Alzati”?

 

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.