Pensiero del Giorno 3 marzo

3  Marzo

 

 S A N  G I U S E P P E  PADRE  PUTATIVO  DI  GESÙ

Molte le accuse e calunnie contro San Giuseppe da parte di eretici, di atei,  di agnostici e anche di catto-comunisti-massoni-new age… Oggi, purtroppo, si fa molto presto ad accusare, calunniare, infangare anche le persone o cose più nobili, attraverso i mass-media che sono a servizio di tutti, senza più nessun criterio di valutazione morale o religiosa.

San Giuseppe sarebbe stato, per alcuni, già sposato, con altri figli, prima di sposare Maria da anziano vedovo; per altri, invece, sarebbe stato non sposato, prima di sposare Maria,  ma avrebbe avuto anche altri figli e figlie da Maria. Tutte affermazioni inventate e false.

Dai Vangeli, invece, sappiamo che San Giuseppe, secondo le usanze del tempo, potrebbe essersi di certo sposato ventenne, ancora vergine, con Maria di Nazareth, vergine quindicenne. Ambedue i fidanzati, ispirati da Dio, fecero voto o promessa, sposandosi, di vivere vergini per sempre, e così vissero, di fatto, a servizio completo del mistero divino dell’Incarnazione redentrice.

La certezza del suo matrimonio verginale è testimoniata dal Vangelo di san Matteo che così scrisse dell’Angelo del Signore che apparve in sogno a san Giuseppe e gli disse: «Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere conte Maria, tua sposa, perché ciò che è generato in lei è opera dello Spirito Santo. Ciò è avvenuto perchè si adempisse la parola del profeta: “La vergine concepirà e partorirà un figlio» (Mt 1, 2°; vedi pure Lc 2, 25).

Il Papa Leone XIII ha ben scritto che «Il matrimonio di Maria e Giuseppe fu consumato con Gesù. Maria e Giuseppe si unirono con Gesù; Mari e Giuseppe non pensarono ad altro che a Gesù. Amore più profondo non c’è mai stato né ci sarà mai più su questa terra. San Giuseppe rinunciò alla paternità del sangue, ma la ritrovò nello spirito, perché fu padre verginale di Gesù. La Vergine rinunciò alla maternità e la ritrovò nella propria verginità».

San Giuseppe è chiamato, Padre di Gesù  – «Padre di lui» (Pater eius), dice San Luca (2, 33) –.  E’, quindi, padre verginale, putativo o nutrizio  di Gesù: ma questi nomi non possono affatto esprimere la relazione misteriosa di grazia che dal Cuore di Dio Padre discendeva nel cuore di San Giuseppe affinchè facesse da Padre al  Figlio divino, il Verbo Incarnato, su questa terra della Palestina, contribuendo anche alla sua educazione e maturazione umana per lo svolgimento e il compimento della grande missione salvifica dell’Incarnazione Redentrice dell’universo intero.

E chi può dire con quale amore san Giuseppe amasse Gesù fin dal suo nascere dal grembo  sempre vergine della divina Mamma? Specialmente quando Gesù era Bambino, come pensare alla gioia di San Giuseppe nel tenerlo in braccio, magari per ore intere, santificandosi sempre più di ora in ora? E che cosa dire dei baci e degli abbracci di Gesù Bambino al suo caro Papà tutto vergine come la Mamma?…

Anche la grande arte della pittura di Michelangelo e Rubens, ad esempio, ha saputo farci vedere San Giuseppe che, impegnato nel suo lavoro di falegname, si sofferma a contemplare amorevolmente e piamente il divino Infante lì presente. E, in un altro quadro del Gagliardi si vede san Giuseppe che insegna al piccolo Gesù qualcosa del suo mestiere di falegname, mentre la santa Vergine, seduta vicino, lavora nel cucire vesti tenendo spesso gli sguardi amorosi rivolti a loro due, che costituivano il suo Paradiso in terra.

S a n t’ A g o s t i n o

Se è vero che San Giuseppe non ha partecipato in nulla alla concezione di Gesù, ossia non seminò nella sua vergine terra (Maria), Sant’Agostino spiega che proprio questa sua astensione fece sì che lo Spirito Santo operasse in Maria; e per questo si deve ritenere che san Giuseppe precisamente con la sua verginità illibata concorse alla generazione di Gesù.

«Egli ne fu tanto più padre   –  scrive il grande sant’Agostino –  quanto più vergine» (“Tanto firmius pater, quanto castius pater!). Questo è davvero un pensiero di luminosità ardente sulla verginale  paternità  di San Giuseppe.

                                               S a n t a   M a r g h e r i t a   d a   Cortona  

Santa Margherita da Cortona, per devozione, era solita recitare cento Pater in onore di san Giuseppe come padre nutrizio del Salvatore, e ne recitava cento altri per l’ubbidienza di Gesù nei suoi riguardi.

S a n   P i o   da   P i e t r e l c i n a

Si sapeva da tutti che Padre Pio amava e venerava molto San Giuseppe, e voleva che fosse amato e venerato dai suoi numerosissimi figli spirituali, presenti su tutta la terra. Per molti anni, infatti, ogni sera, l’intera comunità religiosa dei cappuccini, a San Giovanni Rotondo, recitava la devota Coroncina al Sacro Cuore di Gesù, che terminava con questa  particolare invocazione:  “San Giuseppe, amico del Sacro Cuore di Gesù, pregate per noi”.  Ma l’attributo “amico” a Padre Pio non piaceva, e lo diceva anche apertamente all’intera comunità dei frati cappuccini.

Una sera, infatti, i suoi frati gli domandarono: “Ma come dovremmo chiamarlo, allora, San Giuseppe?… Con quale nome, secondo voi, Padre?”… «Secondo me?… – rispose subito Padre Pio –  Bisogna chiamarlo secondo la Sacra Scrittura… E secondo la Sacra Scrittura san Giuseppe è il padre putativo di Gesù, è colui che ha fatto da padre a Gesù», disse con forza Padre Pio, e continuò, subito dopo, a citare un altro passo della Sacra Scrittura, ricordando il testo evangelico nel quale è scritto che «La Madonna ha detto a Gesù:  “T u o  p a d r e  e io angosciati ti abbiamo cercato” (Lc 2, 48)».  Quale  “t u o  p a d r e ”?… E’ appunto il padre “putativo”, San Giuseppe.

Dopo questo colloquio con i frati, per l’intervento di Padre Pio, da quella sera si cambiò l’invocazione a San Giuseppe, dicendo: «San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi». E Padre Pio si commuoveva.

B e a t o   B a r t o l o   L o n g o

Commovente è il Beato Bartolo Longo quando cerca di esprimere i suoi sentimenti più teneri a riguardo di San Giuseppe nei suoi comportamenti di Padre con Gesù, rivolgendosi direttamente a San Giuseppe con grande afflato:

«Chi saprebbe dirci, o beatissimo Giuseppe, quale era la dolcezza dei tuoi pensieri, l’umiltà del tuo spirito, quando Gesù ti chiamava suo Padre, e tu lo chiamavi  mio caro Figlio?…  Da quali celesti ardori non doveva esser presa la tua anima quando ti toccava condurre al passeggio, servire o portare tra le braccia Gesù, il tuo tutto?… E quel divino Fanciullo ti restituiva mille baci, ti accarezzava con sue manine, ti sorrideva amorosamente.

… Quali erano i tuoi pensieri quando insegnavi a camminare a Colui he era disceso dal cielo sulla terra a passi di gigante per visitare gli uomini? Quale la prima parola che insegnasti a pronunciare alla Parola sostanziale ed eterna?…  Questi sono solo un saggio dei sentimenti del Beato Bartolo Longo.

 

Impariamo tutti da S. Agostino e da Santa Margherita da Cortona, da Padre Pio e dal Beato Bartolo Longo a venerare San Giuseppe con la loro grande devozione e amore, per essere anche noi assistiti sempre da Lui e aiutati paternamente a crescere di continuo nell’unione d’amore a Gesù e alla Madonna, così come visse Lui nella santa Casa di Nazaret.

Santa Giornata!