Pensiero del giorno 18 agosto 2026
Memoria di S. ELENA IMPERATRICE, VEDOVA, madre dell’imperatore Costantino. Donna di fede limpida e di instancabile generosità, impiegò le risorse della sua alta condizione per soccorrere gli indigenti ed erigere basiliche nei luoghi santi, recandosi a Gerusalemme per ritrovare la vera Croce del Salvatore. La sua figura testimonia che il possesso di beni temporali non costituisce un ostacolo insormontabile quando il cuore rimane libero dall’avidità ed è interamente consacrato al servizio di Dio.
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che ai tuoi apostoli hai mostrato come la salvezza sia dono gratuito della grazia divina e non conquista delle forze umane, accogli la nostra preghiera al sorgere di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare il nostro animo dall’inganno delle ricchezze terrene e dall’ansia di accumulare garanzie esteriori per il nostro domani. Quando lo smarrimento di fronte alle esigenze del Vangelo ci rende incerti, fissi su di noi il tuo sguardo di misericordia. Il tuo Santo Spirito renda le nostre intenzioni rette e disinteressate, affinché sappiamo abitare i nostri compiti professionali e i doveri familiari con operosa semplicità, camminando con linguaggio chiaro e fede salda sulla via che conduce alla vita eterna. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19, 23-30)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: “Chi si potrà dunque salvare?”. E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: “Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile”. Allora Pietro prendendo la parola disse: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?”. E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.
UNA RIFLESSIONE PER TE
L’immagine tagliente del cammello e della cruna dell’ago mette a nudo l’incompatibilità radicale tra l’attaccamento ai beni terreni e l’ingresso nel Regno di Dio, gettando i discepoli in un profondo sconcerto. La ricchezza, infatti, tende a occupare lo spazio interiore, generando l’illusione di un’autosufficienza che esclude la necessità del Creatore. Lo sguardo di Gesù che attraversa lo smarrimento dei suoi non abbassa l’esigenza evangelica, ma sposta l’asse della questione: la salvezza rimane un’opera umanamente impossibile, un prodigio che solo l’onnipotenza della Grazia può compiere piegando l’orgoglio del cuore umano.
L’uscita di Pietro riflette quella tendenza a trasformare la sequela in un accordo a prestazioni corrispettive, domandando quale sia il tornaconto per le rinunce affrontate. La promessa del centuplo e della vita eterna risponde a questa fragilità rivelando la sovrabbondanza divina, che supera ogni misura senza mai piegarsi a calcoli mercantili. Il rovesciamento conclusivo tra primi e ultimi ammonisce severamente quanti presumono di vantare crediti o primati morali, ricordando che davanti a Dio la grandezza si misura unicamente sull’umiltà e sulla sincerità del dono.
Questo insegnamento scende con precisione nella realtà delle nostre occupazioni e responsabilità di questo martedì. Siamo chiamati a vigilare sull’uso delle risorse e sulle motivazioni profonde che guidano il nostro lavoro ordinario. Svolgere le mansioni affidateci con onestà intellettuale e rigore significa rifiutare ogni logica di sopraffazione o di opportunismo, mettendo le nostre competenze a servizio del bene reale senza la pretesa di ricavarne un plauso immediato, ma confidando nella Provvidenza con rettitudine assoluta.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
Il Vangelo di oggi ci sprona a purificare il nostro agire da ogni aspettativa di guadagno personale o di prestigio.
Oggi impegnati a svolgere un compito professionale o un servizio in famiglia con massima cura e discrezione, senza attendere elogi o riconoscimenti da parte di chi ti circonda. Di fronte a decisioni che comportano la gestione di beni o di interessi, mantieni una linea di condotta limpida ed equa, rinunciando a piccoli vantaggi egoistici per favorire il bene comune con un linguaggio privo di ambiguità. Dedica un momento della serata a verificare se le fatiche affrontate nella giornata sono state mosse dalla ricerca di sicurezza materiale o dalla fiducia nel Signore, riordinando i tuoi desideri alla luce dell’eternità.
BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
