Pensiero del giorno 13 ottobre 2026
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che scruti l’abisso della coscienza e smascheri l’ipocrisia di chi ripone la santità in vane pratiche esteriori lasciando il cuore nell’iniquità, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di mondare il nostro animo dall’inganno della rispettabilità apparente, dalla premura ansiosa di salvare la facciata sociale e dalla doppiezza di chi cura l’onore del piatto mentre trattiene nell’intimo la rapina e il calcolo egoistico. Donaci la virtù limpida di san Edoardo, capace di governare le occupazioni terrene con mani innocenti e cuore puro. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo adempiere ai compiti professionali e ai doveri familiari con operosa giustizia, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore filiale incontro alla luce della tua verità. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 37-41)
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo”.
UNA RIFLESSIONE PER TE
L’invito a mensa rivolto al Maestro diviene subito il teatro di una censura interiore: il fariseo si scandalizza non per una mancanza morale, bensì per l’omissione di un rito purificatorio prescritto dalla tradizione rabbinica prima di toccare il cibo. La risposta del Salvatore è immediata, tagliente, diretta a squarciare l’illusione ottica di un perbenismo meticoloso che lava la superficie ma lascia imputridire il fondo del vaso. È l’eterna tentazione di ridurre la rettitudine a una questione di conformità cerimoniale o di etichetta sociale, eludendo la verità del proprio stato interiore.
In questa scissione tra forma e sostanza si annida l’essenza dell’agnosticismo pratico, in cui l’uomo si premura di apparire irreprensibile agli occhi del consesso civile, cura la reputazione e ostenta correttezza formale, mentre nel segreto dei pensieri e dei negoziati coltiva l’avidità, l’invidia e la rapina. Pensare che Colui che ha creato l’esterno ignori o trascuri la sfera invisibile della coscienza è la vera stoltezza. Il rimedio indicato da Cristo scuote le fondamenta dell’avarizia morale: dare in elemosina ciò che sta dentro, spogliarsi dell’egoismo predatorio per aprirsi alla condivisione leale e alla misericordia fattiva. Solo la carità che costa e che intacca le comodità private possiede la forza di purificare l’intera persona, rendendo mondo ciò che il semplice rito esteriore lasciava intatto nel suo disordine.
Questo insegnamento tocca con profondità il lavoro e le relazioni di questo martedì. Quante volte, nell’ambito professionale o nelle dinamiche familiari, siamo tentati di salvare la forma attraverso procedure ineccepibili, burocrazie formali o sorrisi di circostanza, covando poi risentimenti sordi, ambizioni voraci o disprezzo per i collaboratori? Custodire l’integrità del Vangelo richiede il coraggio dell’autenticità: svolgere i compiti affidati con meticolosa esattezza e one
stà intellettuale, accompagnando la precisione esteriore con un animo generoso, pronto a donare tempo, ascolto e aiuto sincero a chi divide con noi la fatica quotidiana.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
La pagina lucana e la testimonianza dei santi ci esortano a purificare il cuore attraverso la concretezza del dono di sé.
Oggi vigila sulla coerenza tra le tue manifestazioni esteriori di cortesia e i moti segreti del tuo animo, astenendoti dal mostrare approvazione a un collega o a un familiare se poi nel segreto coltivi giudizi malevoli o sentimenti di rivalsa. Compi un gesto concreto e discreto di soccorso o di generosità materiale verso una persona bisognosa, offrendo qualcosa che ti costa realmente e non soltanto ciò che ti avanza o che serve a metterti a posto la coscienza. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sulla pulizia della tua coppa interiore, domandandoti se hai curato la sola facciata della rispettabilità mondana o se hai saputo offrire a Dio e ai fratelli la purezza di un cuore sgombro da rapina e da iniquità.
BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
