Pensiero del giorno 17 gennaio 2026

 

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù, che lungo la strada della vita ci guardi con amore e ci chiami per nome, ti preghiamo. Oggi, mentre ricordiamo Sant’Antonio Abate, che ha lasciato tutto per cercarti nel silenzio del deserto, donaci lo stesso coraggio di Levi. Liberaci dal banco delle nostre sicurezze materiali e dalle etichette che ci imprigionano. Rendici capaci di sederci alla tua mensa con umiltà, riconoscendoci bisognosi della tua cura, perché solo Tu sei il Medico che risana e salva. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli l’ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Egli, alzatosi, lo seguì. Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?”. Avendo udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

Oggi la Chiesa celebra la memoria di Sant’Antonio Abate, un gigante della fede che, colpito dalla Parola di Dio, distribuì i suoi beni ai poveri e si ritirò nel deserto per combattere il male con la preghiera. Il Vangelo che leggiamo oggi ci presenta un’altra forma di “distacco” e di guarigione: la chiamata di Levi (Matteo). Lo sguardo che libera: Levi è seduto al banco delle imposte, un luogo che simboleggia non solo il denaro, ma anche l’esclusione sociale e il peccato (i pubblicani erano odiati perché collaboratori degli occupanti romani). Gesù non lo guarda come un traditore, ma come un uomo. La chiamata è immediata: “Seguimi”. Levi non risponde a parole, ma con un’azione: si alza e lo segue. È la vittoria della Grazia sulla paralisi del guadagno. La mensa della misericordia: La prima cosa che Levi fa è invitare Gesù a casa sua, aprendo la porta ai suoi amici “peccatori”. Gesù accetta di mangiare con loro, un gesto che per la mentalità del tempo era scandaloso perché comunicava comunione e approvazione. Gesù rompe le barriere del pregiudizio religioso: la Sua presenza non è un premio per i perfetti, ma una medicina per chi soffre. Il Medico delle anime: Alle critiche dei farisei, Gesù risponde con una logica divina: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”. Definirsi “giusti” è la vera malattia, perché chiude la porta al perdono. Riconoscersi peccatori è, paradossalmente, la via della guarigione, perché permette a Gesù di agire come medico.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno e buon fine di settimana. In questa festa di Sant’Antonio, protettore anche degli animali e del mondo rurale, siamo invitati a ritrovare l’essenziale e a lasciarci curare da Gesù. Alzati dal tuo “banco”: Qual è l’attaccamento o l’abitudine che oggi ti tiene “seduto” e ti impedisce di seguire Gesù con gioia? (Potrebbe essere il desiderio di controllo, il risentimento o un’eccessiva preoccupazione per l’immagine). Scegli di “alzarti” oggi, compiendo un gesto di distacco. Siediti a mensa con chi è escluso: Gesù ha mangiato con i pubblicani. C’è qualcuno che di solito eviti o giudichi come “peccatore” o “non degno”? Prova oggi a cambiare sguardo, offrendo una parola gentile o un gesto di accoglienza a chi si sente lontano o ai margini. Affida la tua malattia: Non aver paura di mostrare a Gesù le tue ferite spirituali. Nella preghiera di oggi di’: “Signore, sono io quel malato che ha bisogno di Te. Vieni e guariscimi”. Quale parte della tua vita, che forse consideri “peccatrice” o indegna, vuoi presentare oggi a Gesù perché Egli possa sedersi a mensa con te e risanarti?

 

BUONA GIORNATA, BUON FINE SETTIMANA E IL SIGNORE TI BENEDICA.