Pensiero del giorno 10 ottobre 2026
S. FRANCESCO BORGIA, CONFESSORE. Duca di Gandia e viceré di Catalogna, dopo la morte della consorte e di fronte alla caducità della bellezza mondana spogliata dalla tomba dell’imperatrice Isabella, rinunciò al fasto delle corti terrene per entrare nella Compagnia di Gesù. Sacerdote umile e instancabile nella preghiera austera, divenne preposito generale dell’Ordine, promuovendo con zelo ardente le missioni apostoliche e la formazione del clero, anteponendo in ogni scelta la gloria di Dio al rango illustre della propria stirpe.
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che all’entusiasmo della folla ricordi che la vera beatitudine risiede nell’obbedienza sincera alla Parola di Dio, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare il nostro animo dall’inganno delle lodi superficiali, dalla compiacenza per i riconoscimenti umani e da quella devozione vana che si ferma alle esclamazioni della bocca senza mutare la sostanza delle nostre azioni. Donaci la disposizione limpida di san Francesco Borgia, capace di riconoscere l’effimera vanità del plauso del mondo per radicare il cuore nella sola volontà del Padre celeste. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo attendere ai compiti lavorativi e ai legami familiari con discreta fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore di Dio incontro alla beatitudine del tuo Regno. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 27-28)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.
UNA RIFLESSIONE PER TE
L’esclamazione improvvisa della donna che si leva tra la folla nasce da un’ammirazione spontanea, comprensibile sul piano della pura sensibilità umana: ella proclama beata la madre terrena di un maestro così autorevole, misurando la grandezza di Cristo attraverso le categorie biologiche della carne e dell’onore familiare. La risposta del Salvatore non respinge la venerazione per la Vergine sua Madre, ne svela il motivo profondo: Maria è beata non per il solo vincolo fisico della maternità, ma perché per prima ha accolto la Parola nell’intimo della fede, custodendola con obbedienza totale fino alla croce.
La rettifica perentoria di Cristo disarma sul nascere la seduzione dell’agnosticismo pratico, il quale trova facile rifugio nell’entusiasmo emotivo, nelle formule di elogio verbale e nelle manifestazioni esteriori di consenso che non costano nulla alla condotta personale. L’uomo si accontenta sovente di applaudire la bellezza dei princìpi morali o di esaltare la nobiltà del Vangelo, eludendo con astuzia il vincolo concreto dell’osservanza quotidiana. Il Maestro sposta senza esitazione la santità dall’ambito del sentimento a quello dell’adesione effettiva, stabilendo che la comunione vera con Dio si forgia unicamente nella coerenza silenziosa con cui la sua legge viene impressa nella vita operosa.
Questo severo criterio illumina il compimento dei nostri doveri e i rapporti ordinari di questo sabato. Quante volte, nell’ambito professionale o nelle relazioni di casa, spendiamo parole di ammirazione per la rettitudine altrui o promettiamo fedeltà a grandi ideali, per poi sottrarci alla fatica minuta delle responsabilità affidateci? Vivere la beatitudine annunciata dal Signore esige di superare l’inconsistenza delle dichiarazioni d’intenti: compiere il proprio dovere con onestà intellettuale incorrotta e meticolosa precisione, parlando con sobrietà e mostrando nei fatti che l’unica stima che conta dinanzi a Dio scaturisce dalla fedeltà con cui mettiamo in pratica la sua verità nel segreto del nostro lavoro ordinario.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
La pagina lucana e la testimonianza di san Francesco Borgia ci esortano a purificare le nostre manifestazioni di fede dalla vacuità delle sole parole.
Oggi metti in pratica con scrupolosa cura una disposizione, un impegno o un dovere lavorativo e familiare che avevi approvato a parole ma che hai trascurato di realizzare nei fatti, portandolo a compimento senza cercare plausi o ringraziamenti esteriori. Nelle conversazioni con colleghi e conoscenti, astieniti da elogi cerimoniosi o da affermazioni magniloquenti usate solo per fare buona figura, mantenendo un tratto misurato in cui la verità sia testimoniata dalla serietà del tuo contegno. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sul valore delle tue professioni di fede nella giornata trascorsa, domandandoti se sei rimasto tra coloro che si limitano a lodare a parole il Maestro o se hai saputo meritare la beatitudine di chi custodisce la Parola e la traduce in opere salde.
BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
