Pensiero del giorno 16 ottobre 2026

S. EDVIGE, DUCHESSA DI SLESIA E RELIGIOSA. Nobile consorte e madre irreprensibile, dopo la morte del duca Enrico visse nell’austerità del monastero cistercense di Trebnitz, spendendosi senza riserve nel riscatto dei prigionieri, nella costruzione di ospedali e nel soccorso discreto ai poveri, anteponendo l’umiltà evangelica e la preghiera continua alla gloria effimera del rango sovrano. A questa memoria la pietà cattolica unisce il ricordo di S. GERARDO MAIELLA, RELIGIOSO, converso redentorista che seppe compiere i doveri più modesti e le fatiche più ordinarie con eroica carità, custode limpido della volontà di Dio e consolatore solerte delle madri e dei tribolati.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

 

O Signore Gesù, che sveli l’inconsistenza di ogni doppiezza e chiami i tuoi amici a camminare nella verità senza timore del giudizio mondano, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di liberare il nostro animo dal lievito corrotto dell’ipocrisia, dalla paura servile degli uomini che uccide la libertà della coscienza e dall’illusione sciocca di poter celare al tuo sguardo ciò che tramiamo nel segreto. Donaci la fortezza austera di santa Edvige e la confidenza pura di san Gerardo Maiella, affinché sappiamo rimettere la nostra esistenza nelle mani del Padre provvidente, certi che neppure un capello del nostro capo va perduto dinanzi alla sua divina maestà. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo adempiere ai compiti lavorativi e ai vincoli familiari con disinteressata fedeltà, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore di Dio incontro alla luce del tuo Regno. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12, 1-7) 

In quel tempo, radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti. A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri”. 

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

La calca soffocante delle migliaia di persone non distrae il Signore dall’avvertimento essenziale rivolto anzitutto alla cerchia dei suoi intimi: guardarsi dal lievito dei farisei, ossia da quell’infezione morale invisibile e pervasiva che è la finzione. Il lievito agisce nell’ombra, penetra l’intera pasta senza clamore e ne altera la sostanza; così l’ipocrisia si insinua nei pensieri più reconditi, inducendo l’uomo a recitare una parte retta all’esterno mentre cova calcoli abietti nel segreto. Il monito di Cristo taglia netto ogni illusione di impunità: la storia e la coscienza sono destinate a una totale trasparenza; ciò che oggi viene bisbigliato nel buio delle stanze interne sarà proclamato alla luce del sole sul tetto del mondo.

Qui si smaschera la radice codarda dell’agnosticismo pratico, il quale vive dominato dal rispetto umano e dal terrore dell’altrui giudizio, modulando parole e condotte sulla convenienza dell’uditorio anziché sulla verità oggettiva. Si finisce così per temere chi ha soltanto il potere di colpire la carne, di danneggiare la carriera o di compromettere una reputazione sociale, dimenticando il solo timore doveroso e liberante: quello verso Dio, arbitro supremo del destino eterno dell’anima. La liberazione dalla paura terrena non nasce da un vacuo stoicismo, riposa nella certezza della paternità divina: Colui che conta persino i fili del nostro capo e non dimentica il passero da due soldi custodisce con sovrana premura chiunque non scende a patti con la menzogna.

Questo insegnamento tocca con profondità le nostre occupazioni di questo venerdì. Con quanta facilità, negli uffici, nelle riunioni di lavoro o nei confronti di casa, diciamo cose diverse a seconda di chi abbiamo davanti, assumendo toni compiacenti con i potenti e scaricando frustrazioni sui più deboli, illudendoci che la doppiezza resti senza conseguenze? Vivere la dignità evangelica esige di parlare e operare come se ogni nostra azione fosse esposta in piena luce: svolgere la propria attività con onestà intellettuale incorrotta e precisione scrupolosa, liberi dall’ansia di compiacere gli uomini, poggiando la serenità interiore sulla consapevolezza che il Padre conosce ogni nostro passo e chiede solo la lealtà di un animo indiviso.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

La pagina lucana ci chiama a una totale purificazione dalla doppiezza e a una rinnovata confidenza filiale.

Oggi vigila attentamente sulle tue parole, evitando ogni commento a mezza voce, ogni allusione malevola o confidenza opaca pronunciata alle spalle di un collega o di un conoscente, dicendo apertamente e con carità discreta ciò che ritieni giusto o scegliendo un dignitoso silenzio. Se sul lavoro sei tentato di tacere un dato reale o di avallare una decisione ingiusta per timore di ritorsioni o per non scontentare qualcuno, rimani fermo nella correttezza morale senza cedere al ricatto della paura umana. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza sulla sincerità della tua condotta nelle ore trascorse, domandandoti se ti sei lasciato guidare dal lievito dell’ipocrisia o se hai saputo agire con la libertà trasparente di chi confida nella custodia fedele di Dio.

 

BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.