Pensiero del giorno 20 settembre 2023

 

Mercoledì 20 settembre

“Ecco un mangione e beone, amico dei pubblicani e dei peccatori”

Lc 7,31-35

La parola «è uno dei doni più preziosi che l’uomo abbia ricevuto da Dio, dono bellissimo per esprimere altri pensieri d’amore e di amicizia per il Signore e per le sue creature». E non possiamo utilizzarla in modo frivolo, vuoto o avventato, come succede ai chiacchieroni, e meno ancora per mancare alla verità o alla carità. Infatti, la lingua- come afferma l’apostolo Giacomo -si può trasformare in un «mondo di iniquità», facendo molto danno intorno a noi: sterili discussioni, prese in giro, ironie, maldicenza, calunnie. Quanti affetti spezzati, amicizie perdute, perché non si è saputo stare zitti in tempo! 

Gesù ha tenuto in alta considerazione la parola e la conversazione: «Io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio». Parola infondata è quella che non procura vantaggio, né a colui che la pronuncia, né a colui che la ascolta, e viene da un cuore vuoto e impoverito. L’intemperanza nel parlare, i modi difficilmente compatibili con una persona che cerca la presenza di Dio lì dove si trova, sono solitamente sintomi di tiepidezza, di mancanza di contenuto interiore. 

«L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive». 

Il Signore ci chiederà conto delle conversazioni che avrebbero potuto essere occasioni di fare il bene, e non lo sono state.

 

«Dopo aver visto a che cosa si dedicano- interamente- molte vite mi sembra più necessario e più amabile il silenzio. E comprendo molto bene che tu chieda conto, Signore, della parola oziosa». Da una conversazione vana e superficiale alla mormorazione, al pettegolezzo, alla bugia, alla maldicenza o alla calunnia la strada di solito è breve. È difficile controllare la lingua se non si ha la presenza di Dio, di noi, di ogni Cristiano che vuole seguire Cristo, si dovrebbe poter dire che non ci hanno mai sentito parlare male di qualcuno. 

 

Anzi di ciascuno si dovrebbe poter affermare che è passato per la vita, come Cristo, «beneficando». Anche con la parola, con una semplice conversazione piena di interesse e di sollecitudine per gli altri. Persino il saluto deve augurare il bene alle persone che incontriamo ogni giorno. Come dir loro: che Gioia averti incontrato sulla mia strada! 

Estratto da: Parlare con Dio, Vol V, F. Fernandez- CArvajal

SANTA GIORNATA!