Pensiero del giorno 29 settembre 2026
MARTEDÌ 29 SETTEMBRE. Nel calendario romano liturgico (sia Novus che Vetus Ordo) ricorre la festa della DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI S. MICHELE ARCANGELO (festa dei SS. ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE). Fin dai primi secoli la Chiesa commemora la consacrazione dell’antico santuario intitolato al Principe delle milizie celesti sulla via Salaria a Roma, venerando la custodia invisibile e la fedeltà invitta degli spiriti beati che contemplano il volto dell’Altissimo e ne eseguono con prontezza sovrana i voleri. Tra di essi spicca Michele, il cui stesso nome, «Chi è come Dio?», proclama il primato assoluto del Creatore su ogni superbia mondana e demoniaca.
PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore Gesù, che scruti l’intimo della coscienza ancor prima che le labbra proferiscano parola e al cui cospetto gli spiriti celesti prestano incessante adorazione, accogli la nostra preghiera al principio di questo nuovo giorno. Ti chiediamo di donarci la purezza e la limpidezza interiore di Natanaele, liberandoci dal veleno della doppiezza, dal calcolo opportunista e dall’ipocrisia che corrompe le nostre relazioni. Donaci la grazia di camminare sotto il tuo sguardo sovrano con animo retto, confortati dalla protezione del glorioso arcangelo Michele nelle lotte quotidiane contro le insidie del maligno e le lusinghe del mondo. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo attendere ai doveri professionali e ai legami familiari con silenziosa fortezza, camminando con linguaggio chiaro, animo pacificato e cuore puro lungo la via della tua verità eterna. Amen.
IL VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 47-51)
In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”. Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”. Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!”. Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.
UNA RIFLESSIONE PER TE
L’elogio che Cristo riserva a Natanaele va dritto al cuore della rettitudine morale: «un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele si era accostato non senza un’iniziale riserva verso la provenienza geografica del Nazareno, eppure la sua diffidenza non nasceva da malizia o calcolo pretestuoso; era la reazione di un uomo schietto, fedele alla Scrittura meditata sotto l’ombra del fico, privo di doppiezza e pronto ad arrendersi alla realtà non appena la verità gli si manifesta. Lo sguardo di Gesù lo raggiunge nel suo segreto più intimo, disarmando ogni difesa e suscitando una confessione di fede limpida e immediata.
La risposta del Salvatore squarcia l’orizzonte terreno della comprensione umana annunciando la visione del cielo aperto, dove il Figlio dell’uomo appare come la vera scala di Giacobbe su cui salgono e scendono gli angeli di Dio. Qui si smaschera la presunzione cieca dell’agnosticismo pratico, che riduce la vita quotidiana a un teatro orizzontale in cui l’uomo agisce come se la sfera invisibile non esistesse, affidando la propria sorte a manovre scaltre e compromessi opachi. Riconoscere la presenza degli angeli accanto a Cristo significa riscoprire che l’intera nostra esistenza, persino nei gesti più feriali e nascosti, è immersa nel mistero della sovranità divina e aperta alla comunione col cielo.
Questo severo richiamo illumina il modo in cui affrontiamo le nostre mansioni ordinarie e le responsabilità di questo martedì. Con quale animo trattiamo con colleghi, superiori o familiari? C’è la tentazione frequente di indossare maschere di circostanza, di blandire i potenti con lodi insincere o di mascherare i nostri veri scopi dietro mezze verità. Vivere la festa degli arcangeli esige il coraggio della limpidezza: compiere il proprio dovere con onestà intellettuale incorrotta, parlando con trasparenza assoluta e rifiutando l’artificio, certi che il Signore ci vede nel segreto del nostro operare e ci chiama a testimoniare che la vera grandezza riposa nella purezza di una coscienza priva di doppiezza.
UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!
La liturgia di san Michele ci sollecita a bandire ogni forma di ipocrisia e a combattere per la trasparenza del nostro operare quotidiano.
Oggi vigila rigorosamente sulle tue parole e sui tuoi silenzi, evitando frasi a doppio senso, lusinghe compiacenti o omissioni calcolate per ottenere un vantaggio personale sul lavoro o per evitare un confronto doveroso con un familiare. Nelle questioni professionali e amministrative affidate alla tua responsabilità, verifica che ogni documento, conteggio o parere sia formulato con la massima veridicità e accuratezza, rifuggendo ogni minimo inganno. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa trasparenza su come hai custodito la verità nelle ore trascorse, domandandoti se il tuo cuore ha mostrato la purezza di Natanaele sotto lo sguardo di Dio o se ha cercato rifugio nelle nebbie della doppiezza terrena.
BUONA GIORNATA, IL SIGNORE TI BENEDICA.
