Pensiero del giorno 30 marzo 2025

 

Domenica IV^ di Quares. C – 2025

Ritorno al reale

( Luca 15, 11-32 )

     Quando volgo le spalle a Dio e mi allontano da Lui, dalla sua parola e dalla sua volontà, in un certo senso esco da me stesso, fuggo dalla realtà in cui sono le mie radici più profonde, per seguire un’illusione, una “realtà” virtuale che mi sono confezionato io con i miei pensieri e nei miei sogni, o che altri mi hanno ritagliato addosso, facendomi credere che sia il mio radioso futuro. Mi convinco che solo quando sarò libero dalla “prigione” dei Comandamenti, dei Riti, della preghiera, potrò essere davvero felice; solo allora avrò trovato il senso vero della vita, e nessuno potrà togliermi quei talenti e quelle cose che (mi son convinto) appartengano per sempre a me !

Ma arriva il giorno della “grande carestia”, che mi sveglia dai miei sogni ad occhi aperti … e mi trovo solo, senza più niente, con la dignità in pasto ai porci. Ho lasciato Dio per cercare la libertà … e mi trovo sotto un padrone serpente schiavista.

Tutti i guai sopraggiunti, conseguenza del mio esser fuggito dalla realtà per seguire le mie illusioni, possono però – nel piano di Dio che mi vuole salvo – trasformarsi in aiuto: mi richiamano alla realtà abbandonata, alla casa di mio Padre, dove avevo il suo nutrimento e la dignità di suo figlio. Insomma: le stesse disgrazie mi offrono – se le so vedere – la possibilità di rientrare in me stesso.

Per di più, dopo l’abbraccio del Padre e la confessione del mio peccato, scopro quanto la realtà da cui volli fuggire fosse immensamente più bella di quanto riuscissi a vedere prima.

Ecco, la conversione è un ritorno a Dio e – quindi – il ritorno alla mia realtà di creatura e di figlio suo; figlio di un Padre misericordioso e provvidente, che risponde al mio peccato con l’eccesso del suo amore.

Maria Santissima, Rifugio dei peccatori, ci raccolga tutti sotto il suo manto purissimo di Madre, ci eviti rovinose cadute e – qualora, Dio non voglia – cadessimo rovinosamente, ci ottenga la grazia di credere fermamente che c’è un Padre che, in Cristo suo Figlio, ci sta venendo incontro per abbracciarci e offrirci il suo perdono.

Pace e bene

Don Marco