Pensiero del giorno 6 marzo 2025

 

Don Mario

Giovedì dopo le Ceneri

“Scegliere la vita e seguire Cristo”

Letture del giorno: Dt 30,15-20 – Sal 1 – Lc 9,22-25

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

 

Dopo aver ricevuto ieri le ceneri, proseguiamo oggi il nostro cammino introduttivo alla Quaresima, un percorso che ci porterà a incontrare la misericordia di Dio e ad aprire il cuore alla conversione. La Liturgia della Parola di questo giovedì ci invita a una scelta fondamentale: la scelta della vita, che si manifesta nell’ascolto sincero del Signore e nel seguire Gesù sulla via della Croce.

1. “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male” (Dt 30,15-20)

Nella prima lettura, Mosè, parlando al popolo, ricorda che Dio ci mette sempre davanti l’alternativa tra il bene e il male, tra la vita e la morte. Siamo chiamati a “scegliere la vita” in modo radicale, e ciò avviene quando ascoltiamo la Parola del Signore e mettiamo in pratica i suoi comandamenti. Questa dimensione di “scelta” non è un atto occasionale, ma un orientamento quotidiano che coinvolge ogni aspetto della nostra esistenza.

2. “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,22-25)

Nel Vangelo, Gesù ci prospetta la strada della sequela: chi desidera essere suo discepolo, è chiamato a prendere la propria croce ogni giorno. La croce non indica solo sofferenza, ma soprattutto amore, fedeltà e dono di sé. Seguire Cristo significa accettare di rinunciare a un “io” egoista, e aprirsi a una vita spesa per Dio e per i fratelli. È questo, in fondo, il cuore della Quaresima: lasciarsi trasformare da un amore che sa fare spazio all’altro e che, proprio nel dono di sé, trova la pienezza.

Attualizzazione della Parola

Che cosa possiamo fare concretamente?

1. Rinnovare la nostra “scelta della vita”: Ogni giorno, coltiviamo la fedeltà alla Parola di Dio, magari iniziando la giornata con una breve invocazione: “Signore, aiutami a scegliere ciò che porta vita e non morte.” Nelle piccole decisioni quotidiane (come gestire il tempo, le relazioni, il lavoro, il riposo) possiamo chiederci: “Sto scegliendo la via del bene e della vita?”

2. Imparare a “prendere la nostra croce”: Anche noi viviamo situazioni di disagio, di sofferenza o di impegno gravoso. Riconosciamo in esse un’occasione per amare di più e per abbandonarci con fiducia a Dio. Non si tratta di subire la croce passivamente, ma di viverla in unione con Cristo, sapendo che la Resurrezione è la meta ultima.

3. Fermarci e valutare le priorità: La Quaresima è un tempo favorevole per esaminare la scala di valori che guida le nostre azioni. Che posto ha Dio nella nostra agenda quotidiana? Dedichiamo spazio al dialogo con Lui nella preghiera, o lo releghiamo ai ritagli di tempo?

4. Un gesto di solidarietà: Come segno concreto di questa scelta per la vita, possiamo compiere un gesto di solidarietà verso qualcuno che conosciamo in difficoltà. Può essere un aiuto economico, un supporto pratico, un ascolto paziente e disinteressato. Diamo un contenuto tangibile al nostro “sì” quotidiano al bene.

In questa giornata, la Liturgia ci consegna un appello chiaro: scegliere la vita significa voltare le spalle a tutto ciò che ci allontana dall’amore di Dio e dai fratelli, per camminare con decisione sulle orme di Cristo. Proseguiamo, dunque, in questi primi giorni di Quaresima, preparandoci a entrare nel tema settimanale che svilupperemo dalla I domenica. Che il Signore ci doni la forza di fare scelte coraggiose e coerenti con il Vangelo, per giungere alla Pasqua con un cuore rinnovato e colmo di speranza.

Omelia

Fratelli e sorelle amati nel Sangue di Cristo, il cammino quaresimale che abbiamo iniziato ieri con il segno delle ceneri continua oggi con un invito chiaro e forte: scegliere la vita e seguire Cristo. La Quaresima non è solo un tempo di rinunce, ma un tempo di decisioni profonde, una chiamata a rivedere il nostro cammino e a rinnovare ogni giorno la nostra scelta per il bene, per l’amore, per Dio. Mosè, nel libro del Deuteronomio, pone davanti al popolo due alternative: la vita e il bene, la morte e il male. Scegliere la vita significa aderire alla volontà di Dio, significa ascoltare la sua voce e camminare nelle sue vie. Non si tratta di una scelta momentanea o emotiva, ma di un orientamento continuo, una fedeltà che si costruisce giorno dopo giorno, nei piccoli gesti, nelle scelte quotidiane, nelle relazioni, nel lavoro, nella preghiera. Ogni istante della nostra esistenza è un’occasione per scegliere Dio, per vivere secondo il suo amore, per lasciare che il suo Spirito ci guidi. Questo cammino non è sempre semplice, perché implica rinunce, discernimento e il coraggio di andare controcorrente rispetto alle logiche del mondo. Ma chi sceglie Dio non cammina mai solo, perché il Signore sostiene chi si affida a Lui con sincerità.

Nel Vangelo, Gesù ci chiede qualcosa di ancora più radicale: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. Non basta scegliere la vita, occorre accoglierla nella forma che Dio ci dona, accettando anche le prove, le difficoltà, le croci quotidiane. La croce non è un segno di fallimento, ma di vittoria, perché solo attraverso di essa possiamo entrare nella gloria della risurrezione. Prendere la propria croce non significa rassegnarsi alla sofferenza, ma viverla con amore, con speranza, con la certezza che nel dono di sé si trova la pienezza della vita. Gesù stesso ci ha mostrato la strada: ha abbracciato la croce per amore nostro, ha offerto la sua vita per donarci la salvezza. La croce di Cristo non è solo il segno del suo sacrificio, ma anche la via che ci insegna a donare noi stessi, a morire alle nostre resistenze, ai nostri egoismi, per rinascere alla pienezza dell’amore.

Seguire Cristo significa imparare da Lui, significa perdere qualcosa di noi stessi per guadagnare tutto in Lui, significa fidarsi, consegnarsi, lasciare che la sua volontà diventi la nostra via. Ma questa sequela non è una camminata solitaria, è un percorso condiviso con tutta la Chiesa, un cammino di comunione in cui ci sosteniamo a vicenda. Accogliere la croce è accogliere la missione che Dio ci affida, è scegliere ogni giorno di amare senza condizioni, di perdonare senza limiti, di servire senza aspettarsi nulla in cambio. È nella croce che scopriamo il vero senso della nostra vita, perché solo nel dare si riceve, solo nel perdersi si trova la vera gioia, solo nella fedeltà alla volontà del Padre si sperimenta la pace più profonda.

Cristo ci invita non a una rinuncia sterile, ma a un amore che trasforma, a un cammino che ci conduce alla pienezza della vita eterna. La croce che ci viene affidata non è più pesante di quanto possiamo portare, perché Lui cammina con noi e ci dona la sua grazia per sostenerci. Abbracciamo allora la nostra croce con fiducia, certi che ogni sacrificio fatto per amore porterà frutto e ci condurrà alla gioia della Pasqua.

Fratelli e sorelle, come possiamo vivere concretamente questa Parola? Innanzitutto, possiamo rinnovare ogni giorno la nostra scelta per la vita. Un gesto semplice, ma potente, è iniziare la giornata con una preghiera: “Signore, aiutami a scegliere la via del bene”. Possiamo fermarci nei momenti di difficoltà e chiederci: “Questa decisione porta vita o morte? Costruisce o distrugge? Mi avvicina a Dio o me ne allontana?”. In secondo luogo, siamo chiamati a prendere la nostra croce con fiducia. Ogni fatica, ogni dolore, ogni prova può diventare un luogo di incontro con Dio se vissuta con fede. Offriamo le nostre difficoltà, non lasciamoci scoraggiare, ma guardiamo a Cristo, che ci sostiene con la sua

 

grazia. Infine, la Quaresima è un tempo per rivedere le nostre priorità: Dio ha spazio nella nostra giornata? Lo mettiamo al primo posto o lo releghiamo ai margini? La preghiera, l’ascolto della sua Parola, i gesti di carità sono segni concreti della nostra scelta per la vita.

Oggi il Signore ci pone di fronte una scelta chiara: camminare con Lui o allontanarci, seguire la sua luce o restare nelle nostre tenebre. Questa scelta non è astratta, ma concreta e quotidiana, un’opzione che si riflette in ogni nostro pensiero, parola e azione. Ogni istante della nostra vita ci chiede di decidere se volgere lo sguardo a Cristo e affidargli il nostro cammino oppure se rimanere ancorati alle nostre fragilità, ai nostri dubbi, alle nostre paure.

La sua misericordia ci accompagna, il suo Sangue versato per noi ci purifica e ci dona la forza di andare avanti. Non siamo soli in questo percorso, il Signore ci guida con la sua grazia e ci offre il suo amore come fonte inesauribile di speranza. Egli non ci chiede di essere perfetti, ma di fidarci di Lui, di consegnargli il nostro cuore anche nelle difficoltà, perché ogni nostra debolezza può essere trasformata dalla sua forza redentrice.

In questi primi giorni di Quaresima, lasciamoci guidare dalla sua voce, apriamo il cuore alla sua presenza e accogliamo il dono della vita nuova che Lui ci offre. La Quaresima non è solo un tempo di sacrificio, ma è un’opportunità preziosa per riscoprire la nostra identità di figli amati, per rafforzare la nostra relazione con Dio e con i fratelli. Preghiamo con fiducia, rinunciamo a ciò che ci allontana da Lui, doniamo tempo e amore a chi ne ha bisogno. Ogni piccolo gesto fatto con amore diventa un mattone nel cammino verso la Pasqua, segno della nostra volontà di rinascere in Cristo.

Che questa giornata sia un passo deciso verso la Pasqua, un passo fatto con coraggio, con fiducia, con amore. Il Signore ci accompagna, ci sostiene e ci illumina, affinché possiamo vivere pienamente questo tempo di grazia e convertirci sempre più alla luce della sua verità. Amen.