Pensiero del giorno 8 agosto 2023

 

SK 1331 – Atto di consacrazione all’Immacolata

Niepokalanów, 5-20 VIII 1940

“Per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù”.

Il Sacratissimo Cuore di Gesù è l’amore di Dio verso gli uomini.
Il Suo Regno è il dominio di questo amore nelle anime degli uomini, amore che Gesù manifestò nel presepio, lungo tutta la vita, sulla croce, nell’Eucaristia e nel darci per madre la sua stessa Madre; ed Egli desidera accendere questo amore nei cuori degli uomini.
Innestare e incrementare la gloria dell’Immacolata, conquistare anime a Lei, vuol dire conquistare anime alla Madre di Gesù, la quale introduce in esse il Regno di Gesù.
“Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi”.
L’Immacolata è la “onnipotenza supplice”.
Ogni conversione ed ogni santificazione è opera della grazia, ed Ella è Mediatrice di tutte le grazie.
Perciò Ella sola basta per implorare e distribuire tutte le grazie, qualunque grazia.
Durante la manifestazione della medaglia miracolosa, la beata Caterina Labouré vide dei raggi che si sprigionavano dagli anelli preziosi che l’Immacolata portava alle dita delle mani.
Tali raggi simboleggiano le grazie che l’Immacolata elargisce generosamente a tutti coloro che le desiderano.
Pure il Ratisbonne, nella visione da lui avuta, parla dei raggi di grazie.

“Concedimi di lodarTi, o Vergine santissima; dammi forza contro i Tuoi nemici”.
Narra una tradizione che il francescano Duns Scoto, mentre si stava recando alla disputa durante la quale doveva difendere, nell’università della Sorbona, a Parigi, il privilegio dell’Immacolata Concezione, passò accanto ad una statua della Madre Santissima e Le rivolse la predetta invocazione.
La Madre Santissima piegò il capo in segno di approvazione.
Nella prima parte di questa preghiera, Duns Scoto si rivolge con umiltà alla Madre di Dio e Le chiede la grazia di poterLa lodare, poiché riconosce di essere grandemente indegno di un’opera così sublime, qual è la glorificazione della Madre Santissima.
Riconosce, altresì, che tale grazia dipende da Lei e che è sufficiente che Ella gliela conceda, perché il successo possa coronare i suoi sforzi.
La seconda parte è forte, risoluta, coraggiosa.
Egli chiede la forza per sconfiggere il serpente, per essere uno strumento nella mano di Lei.
Ma chi è il nemico di Lei?
È tutto ciò che è macchiato di peccato, ciò che non conduce a Dio, ciò che non è amore; è tutto ciò che proviene dal serpente infernale, il quale è menzogna, e da lui solo: tutti i nostri difetti, quindi, tutte le nostre colpe.
La preghiamo di darci forza contro di essi.
Soltanto per questo, infatti, vi sono tutte le devozioni, per questo vi è la preghiera, per questo vi sono i santi sacramenti, vale a dire per ottenere la forza di superare tutti gli ostacoli che si frappongono nel nostro cammino verso Dio, in un amore sempre più ardente, nel divenire simili a Dio, nell’unirsi con Dio stesso.
Come siamo usciti da Dio per mezzo della creazione, così pure ritorniamo a Dio; tutta la natura ci parla di questo e dovunque volgiamo lo sguardo, noi vediamo che ad un’azione corrisponde una reazione uguale e contraria, quale eco dell’attività di Dio, anche della Sua attività nella creazione.
Su questa via di ritorno della reazione, una creatura dotata di libera volontà si imbatte in difficoltà e contrarietà, che Dio permette per accrescere ancor di più l’energia con la quale questa creatura tende verso di Lui.
Per ottenere la forza sufficiente per raggiungere tale scopo, tuttavia, questa creatura deve pregare, deve implorare tale forza da Colui che è la fonte di ogni energia e che guarda con amore gli sforzi della propria creatura e desidera che essa voglia sinceramente giungere a Lui e non le risparmia l’aiuto.
Ed anche se a questa creatura, a questo suo caro figlio, capitasse di inciampare lungo il cammino, di cadere, di insudiciarsi, di imbrattarsi, questo Padre amorevole non può starsene a guardare la sua sventura. Manda il proprio Figlio unigenito, il quale con la Sua vita e con la Sua dottrina gli indica una via chiara e sicura.
Con il Suo Sangue santissimo, che ha un valore infinito, lava il sudiciume e cura le ferite.
E affinché l’anima non perda la speranza a causa della paura, per aver violato la giustizia divina, Dio manda Colei che è la personificazione del proprio amore, la Sposa dello Spirito di amore materno, l’Immacolata, tutta bella, senza macchia (pur essendo figlia di una creatura umana), sorella degli esseri umani, e La incarica di distribuire con generosità tutta la propria misericordia nei confronti delle anime.
La costituisce Mediatrice della grazia meritata dal Figlio Suo, Madre della grazia, Madre delle anime rinate mediante la grazia, rigenerate e incessantemente rigenerantesi in una sempre più perfetta divinizzazione.

SANTA GIORNATA!