Pensiero delgiorno 15 giugno 2023

 

IL VANGELO DI OGGI

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!”

UNA RIFLESSIONE PER TE

“Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”. È Gesù che ci parla. La giustizia degli scribi e dei farisei si adorna di formalismi esteriori, di personali interpretazioni e di ipocrisia. Più volte il Signore si è scagliato contro di loro denunciando le loro falsità. Non è quella la giustizia che egli vuole e propone. La vera giustizia, che riguarda innanzi tutto il nostro rapporto con Dio, deve invece sgorgare dal cuore illuminato dallo Spirito, deve nascere dall’amore che favorisce una adesione libera e gioiosa ai comandi del Signore. La stessa interpretazione della scrittura sacra, prima manipolata ad uso e consumo degli stessi interpreti, ora deve essere letta e praticata alla luce di Dio e con la forza della sua grazia. Dal modo diverso di leggere la Parola scaturisce poi un modo diverso di viverla. Nasce così la coerenza, la fedeltà, le delicatezza di coscienza, che rende consapevoli del bene vero e ci avverte degli eventuali errori. Il superamento della legge avviene in Cristo e in noi cristiani con una vera e propria illuminazione dello Spirito.

UNA PROPOSTA PER …”VIVERE”… LA PAROLA!

Carissima amica ed amico, buongiorno. I veri discepoli del Signore si distinguono dal fatto che, immersi nello Spirito di Dio, non si lasciano portare dall’ira, dal disprezzo, dall’aggressività. Lasciamo che risuoni dentro di noi l’appello del Signore Gesù: “se la vostra giustizia non sarà superiore a quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”. Abbiamo bisogno continuamente di scrollarci di dosso la nostra “giustizia” per non lasciare affiorare nei nostri rapporti cristiani l’invidia, la gelosia, la critica, le maldicenze, il giudizio, l’aggressione. Noi abbiamo bisogno di ricuperare l’amore e la pace come il Signore Gesù li ha vissuti in concreto. Con il nostro Battesimo portiamo a maturazione, a compimento quei semi che la divina Provvidenza ha infuso nei nostri cuori. Questa mattina ti invito a fare un esame sereno, ma sincero, del tuo atteggiamento nei riguardi della morale. Chiediti: sento la Legge di Dio come una serie di norme da osservare scrupolosamente per sentirmi a posto? Le vivo come un fine a se stesso o come un mezzo per incarnare l’amore? Nella preghiera, supplica il Signore acclamando: “Donami, Signore, un cuore filiale che aderisca a te nell’amore e per amore. E in questo sentirsi figlio riscopra con gioia i tratti del fratello in chi mi vive accanto. Amen”.

Don Mario

BUONA GIORNATA E IL SIGNORE TI BENEDICA.