XIII Incontro

13 LA VITA DEL CONSACRATO

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Siamo arrivati al penultimo appuntamento di questa preparazione alla consacrazione, un appuntamento importante perché occorre fare il punto della situazione. Riallacciandoci a quanto abbiamo detto, soprattutto a livello della TEORIA DELLA CONSACRAZIONE adesso veniamo in maniera più concreta ad indicare quali sono le ESIGENZE E GLI IMPEGNI CHE QUALI CONSACRATI AVRETE DA ASSUMERVI. La prima cosa che vorrei dirvi è proprio questa l’importanza di questo aspetto, Gesù dice nel Vangelo “non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre Mio, questi è il mio vero discepolo!” Su questa linea si pone il discorso delle ESIGENZE ALLE QUALI LA CONSACRAZIONE CHIAMA. La consacrazione in sostanza piano piano ci deve cambiare dentro. Questo avverrà attraverso la fedeltà a piccoli impegni quotidiani che in un certo senso aiuteranno anche a misurare il proprio vivere o non vivere la propria consacrazione. Questo è qualcosa di molto importante perché se ci siamo detti delle cose interessanti sulla consacrazione ma poi non le mettiamo in pratica, è servito a poco. Invece questo corso vuole condurre quante più persone possibili ad una vita di consacrazione. Come primo step vorrei ricordarvi QUALI SONO LE CONDIZIONI PER CONSACRARSI IL 31 MAGGIO. Le condizioni sono poche ma sono importanti E CI DEVONO ESSERE TUTTE:

1) innanzi tutto è necessario AVERE SEGUITO IL CORSO avere ascoltato le quattordici puntate. Le puntate sono solo quattordici, se si perde qualcosa poi, è chiaro che ci saranno delle lacune nella vostra preparazione che non renderanno possibile un percorso adeguato per una buona consacrazione. Tuttavia preciso che se siete arrivati a questo punto e vi manca una puntata o al massimo due direi che è possibile recuperarla prima del 31 maggio. Se invece le puntate da recuperare sono più di due allora io vi dico è meglio di no, nel senso che è meglio fare il corso in maniera più tranquilla. Magari non è stata colpa vostra, io non so, i casi possono essere vari. Il fatto di scandire in 14 giorni non è semplicemente questione di ascoltare le meditazioni ma è LA PREPARAZIONE TEMPORALE CHE E’ IMPORTANTE, nel senso che poi vi è il fioretto ogni giorno e la possibilità di assorbire piano piano quelle cose. Se invece il tempo di preparazione è troppo stretto e concentrato non si riesce a maturare ed interiorizzare il senso profondo della consacrazione e quindi mancheranno gli strumenti per vivere pienamente la consacrazione.

2) OCCORRE DISPORSI CON LA BUONA VOLONTA’ METTERE IN ATTO QUEGLI IMPEGNI PRATICI che ora indicheremo perché QUELLO E’ IL MODO CONCRETO ATTRAVERSO CUI MANIFESTIAMO LA NOSTRA VOLONTA’ DI DARCI A MARIA. attraverso questo vincolo più stretto che è quello della consacrazione. Ci possono essere sempre inconvenienti, impossibilità esterne od interne, ma una cosa è l’impossibilità esterna od interna che capita qualche volta, diversamente, se ci sono delle impossibilità stabili, perpetue oppure perché si è pigri, entrambi questi ostacoli dovrebbero farci fermare. Bisogna pensarci bene prima di iniziare perché quello che facciamo non è un semplice affidamento. Di solito con l’affidamento uno si mette nelle mani della Madonna e magari si impegna a volerLe un po’ più di bene, questo invece è già una prima forma di consacrazione, basilare dicevamo ma è pur sempre una consacrazione, che comporta delle cose che cominciano a far cambiare la nostra vita di tutti i giorni.

3)  VITA DI CONSACRAZIONE E VITA DI PECCATO NON POSSONO ACCORDARSI- QUESTO PUNTO E’ IMPORTANTISSIMO, LA CONSACRAZIONE E’ INCOMPATIBILE CON IL TROVARSI O IL PERMANERE  IN UNO STATO DI PECCATO GRAVE, IN UNO STATO DI PECCATO MORTALE. Se ci si trova in tale stato è necessario confessarsi prima dell’atto di consacrazione del 31 maggio. NEL MOMENTO DELLA CONSACRAZIONE DOBBIAMO OFFRIRE ALLA MADONNA UNA COSCIENZA PULITA, UN’ANIMA PULITA. Poi chiaramente quello stato in cui ci si trova al momento della consacrazione dobbiamo fare di tutto per portarlo avanti nella vita di tutti i giorni. Le cadute ci saranno e questo lo si sa, non è questo che impedisce di fare la consacrazione in grazia di Dio, però noi dobbiamo fare di tutto per rimanere sempre in grazia di Dio. Chi si trovasse semplicemente ad avere commesso uno o due peccati mortali si può confessare con il proposito di non ricaderci più. Se invece ci fosse qualcuno che si trovasse in uno stato di peccato mortale che non è possibile interrompere, ad esempio, persone conviventi, persone divorziate e civilmente risposate, bisogna che sappi che questi sono gli stati che di per sé non si accordano con la legge di Dio. Questi stati pongono le persone in una posizione di grave irregolarità nei confronti della legge di Dio. LA VITA MARIANA DI CONSACRAZIONE NON SCORRE PARALLELA ALLA VITA CRISTIANA. Se la vita cristiana è difettosa e rimane tale o addirittura peggiora non ha alcun senso consacrarsi alla Madonna proprio perché L’ATTO DI CONSACRAZIONE VUOLE PROPRIO TENDERE AD UNA PIU’ AUTENTICA VITA CRISTIANA. Ecco perché questi pilastri fondamentali della vita cristiana devono essere presenti al momento della consacrazione nella nostra vita. Il peccato veniale, le imperfezioni ci possono essere, queste sono le cose per le quali la Madonna mediante la consacrazione ci darà la grazia di superare per diventare persone migliori.  Però bisogna dare un taglio a tutte le situazioni di peccato mortale. A volte non si riesce a fare questo immediatamente perciò se ci sono delle condizioni degli stati di peccato mortale al momento della consacrazione non la si può fare, bisogna posticiparla. Per quanto riguarda IL DIRETTORE SPIRITUALE, per chi ha la fortuna di averlo, non è necessario chiedergli il permesso di fare la consacrazione, almeno a questo livello di consacrazione. È sempre consigliabile invece proseguire la direzione spirituale, anche se non è indispensabile ai fini della consacrazione. Una direzione spirituale è sicuramente utile per fare un vero e proprio cammino di vita cristiana, e progredire nella consacrazione, altrimenti ci si deve un po’ arrangiare da sé e non è il massimo.

IMPEGNI A CUI LA CONSACRAZIONE CHIAMA

Per meglio comprendere gli ambiti fondamentali della nostra vita di consacrazione per semplificare non trovo nulla di meglio che partire dalla formula di San Massimiliano Kolbe: idea fissa, amore folle e azione febbrile. Il fatto che gli attributi fissa, folle e febbrile non sono richiesti allo stadio a cui vi trovate rimangono comunque un ideale a cui tendere. Per quanto concerne questa consacrazione semplice dobbiamo prendere in considerazione il pensare alla Madonna, conoscere la Madonna, amare la Madonna e agire per Lei. Questo potrebbe essere un ottimo schema per capire come ci dobbiamo muovere per vivere la nostra consacrazione alla Madonna. Dunque IDEA FISSA: cioè LA CONOSCENZA DELLA MADONNA CHE SI HA CON LA FORMAZIONE MARIANA COSTANTE. A tal fine attingete dalle principali fonti mariane che abbiamo precedentemente indicato per conoscere sempre più e sempre meglio la Madonna. Quanto del nostro tempo dobbiamo dedicare alla formazione mariana? Per il consacrato non c’è un tempo predeterminato da dedicare alla formazione mariana, ciascuno però nell’ambito dei propri impegni di lavoro e familiari deve trovare sempre uno spazio di tempo compatibile con tali impegni. E’ IMPORTANTE CHE VI SIA UN LEGAME GIORNALIERO E NON PASSI GIORNATA IN CUI NON VI SIA STATA UNA LETTURA MARIANA, L’AVER ASCOLTATO UNA PICCOLA E BREVE RIFLESSIONE MARIANA, L’AVER VISTO UN VIDEO, UNA TRASMISSIONE MARIANA. In ogni caso non passi giornata, oggi magari potrà essere dieci minuti, domani magari mezz’ora, QUELLO CHE CONTA E’ CHE LA NOSTRA CONSACRAZIONE SIA ATTIVA OGNI GIORNO E PER ESSERE ATTIVA OGNI GIORNO LA NOSTRA CONSACRAZIONE LO DEVE ESSERE IN QUESTI TRE AMBITI OGNI GIORNO. Quindi l’indicazione di base è NON PASSI GIORNATA CHE NON CI SIA STATO QUALCOSA, quanto, come, cosa potrà variare e questo lo vedrete voi, ciascuno secondo le proprie condizioni particolari seppure a questo stadio di consacrazione non mi sembra opportuno esigere la MEDITAZIONE. Il mio consiglio è che possiate proporvi una mezz’ora di meditazione mariana una volta alla settimana e che sia di sabato che è il giorno mariano. Oppure, se in quella settimana ci sono feste mariane particolarmente importanti si potrebbe scegliere uno di questi giorni. Ad esempio, capita l’annunciazione o l’assunzione, si potrebbe scegliere questi momenti sostituendoli al sabato poiché non è un obbligo stretto. Se non riusciste a farla questa meditazione settimanale non è grave ma vi assicuro che se riusciste a inserire anche questo proposito veramente vedreste grandi frutti perché la meditazione mariana è un elemento veramente qualificante della vita spirituale del cristiano. Quando dico mariana dico che questa meditazione deve essere spiccatamente mariana non che debba essere esclusivamente mariana. Vi spiegherò poi come anche nell’apostolato questa meditazione mariana non è esclusiva proprio perché la nostra consacrazione si inserisce già all’interno della vita cristiana, la rende più robusta e la rafforza. e quindi Ci sono testi di spiritualità cristiana generale, come ci sono forme di apostolato cristiano non esclusivamente ne’ principalmente mariani, anche tutte queste cose vanno bene.

MEDITAZIONE  

La meditazione è l’applicazione ragionata della mente ad una verità soprannaturale per averne una convinzione sempre più profonda e quindi amarla e praticarla con l’aiuto della grazia ora passiamo ad analizzare più in dettaglio nelle singole proposizioni di questa frase:

– LA MEDITAZIONE E’ L’APPLICAZIONE RAGIONATA DELLA MENTE: questo è l’elemento che distingue la meditazione cioè applicare la mente ad una verità di fede che si medita, se manca questa applicazione ragionata non c’è meditazione, ci sarà qualche altra forma di preghiera oppure sarà una semplice lettura.

– Per VERITA’ SOPRANNATURALE va intesa in maniera abbastanza larga: un testo della sacra scrittura, un episodio della vita di Gesù o di qualche altro santo, un principio teologico o dottrinale, una formula liturgica, in questo senso tutto è racchiuso nell’oggetto della meditazione;

– PER AVERNE UNA CONVINZIONE SEMPRE PIU’ PROFONDA è la meditazione intesa come orazione cristiana che ha due finalità, quella più intellettiva e quella più affettiva.    

La MEDITAZIONE deve innanzi tutto condurre l’anima a convinzioni ferme, energiche sulla propria verità di fede. Proprio meditando io mi convinco di più ma poi attraverso questo meditare passo ad amare quella verità e proprio amando entro in Dio e nel Suo mistero a partire dalla e grazie alla meditazione. In ultimo, la meditazione conduce a dei propositi: questa verità meditata ed amata poi, con l’aiuto della grazia, bisogna metterla in pratica, bisogna viverla. Ogni meditazione ben fatta deve sempre terminare con il proposito di mettere in pratica le conseguenze che derivano da quella verità scaturita dalla nostra meditazione.

LO SCHEMA TRADIZIONALE DELLA MEDITAZIONE E’ COMPOSTO DA QUATTRO FASI CHE SI SUSSEGUONO CON IL SEGUENTE ORDINE:

1) LECTIO: è il momento della lettura;

2) MEDITATIO: è il momento della meditazione;

3) ORATIO: è il momento della orazione, dopo aver meditato nascono gli affetti del cuore e rivolgo a Dio una preghiera;

Ad esempio: ho meditato Gesù in croce, Gesù crocifisso e poi da quella meditazione del mistero di dolore di Gesù io comincio a fare delle preghiere: ” Signore fa che questo Tuo sangue mi salvi, fa che io non sprechi quello che Tu hai fatto per me per la mia salvezza, rendimi unito alla Tua croce, etc.. Dopo questa preghiera vi è la formulazione del proposito.

4) ACTIO: è il momento del proposito.

Questo in estrema sintesi che cosa è la meditazione e come la si fa.

Un’ altro impegno fondamentale per il consacrato è l’AMORE PER LA MADONNA: la Madonna la si ama attraverso la preghiera con la vita di preghiera, imitandola ed offrendo a Lei tutte le nostre azioni e le nostre sofferenze. Dunque NOI AMIANO LA MADONNA CON LA PREGHIERA, L’IMITAZIONE E L’OFFERTA. Per quanto riguarda l’IMITAZIONE e l’OFFERTA sono le cose che ci siamo detti parlando della PRATICA INTERIORE della consacrazione: fare tutto con Maria quindi chiedersi cosa farebbe la Madonna come lo farebbe, ovviamente secondo i gradi di perfezione a noi abbordabili. Una cosa è una persona progredita nella consacrazione che arriva a chiedersi proprio nello specifico se e come farebbe la Madonna una determinata cosa e con quanta perfezione. Altra cosa invece è una persona che inizia da poco, magari da poco consacrato: già il chiedersi cosa farebbe o cosa non farebbe la Madonna può essere una cosa molto utile ma come la Madonna farebbe quella determinata cosa è un po’ più difficile. In ogni caso bisogna impegnarsi ad imitare le virtù di Maria e piano piano si arriverà anche a livelli eroici perché noi da soli possiamo fare ben poco ma saremo toccati, avvolti, guidati dalla grazia di Dio. Fare tutto con Maria, cercare di imitarla e poi fare tutto per Maria, offrire a Lei ogni cosa e fare tutto per amore Suo indirizzando tutto alla Sua maggiore gloria, offrendo ogni cosa per le Sue intenzioni e perché si realizzino i Suoi piani. Queste due esigenze interiori devono diventare sempre più vive ed attuali nella vita del consacrato alla Madonna.

PREGHIERA come impegno standard per tutti la recita di una corona del rosario, ovviamente, se una persona non ha ritmi di lavoro molto pressanti ed ha più tempo a disposizione deve pregare di più di altri che sono molto impegnati con il lavoro. Comunque IL CONSACRATO DEVE RECITARE ALMENO UNA CORONA DEL ROSARIO QUOTIDIANA E DEVE RINNOVARE QUOTIDIANAMENTE ANCHE L’ATTO DI CONSACRAZIONE. Si può usare la formula della consacrazione che utilizzeremo il 31 maggio che è una formula che va molto bene sempre, oppure altre formule brevi di consacrazione, l’importante è che CI SIA QUESTO RINNOVO QUOTIDIANO DELL’ATTO DI CONSACRAZIONE DA PARTE DEL CONSACRAT. Ogni giorno ricordo a me stesso ed alla Madonna che sono consacrato e che vivo da consacrato, la Madonna non se lo dimentica, non preoccupatevi, ma io è bene che lo tenga presente e lo dica alla Madonna ogni giorno. Una pratica molto bella ma non è strettamente necessario è quella di recitare ogni giorno l’Angelus alle ore 12 oppure il Regina Coeli, in tempo pasquale. La pia pratica è quella di farlo tre volte al giorno secondo la tradizione. Sono pochi minuti, però è bello potersi fermare tre volte in una giornata anche per pochi istanti ricordando attraverso l’Angelus la propria consacrazione. Infatti, San Luigi diceva che il mistero mariano principale per un consacrato è l’ANNUNCIAZIONE perché proprio nell’Annunciazione è presente l’atto di offerta di Maria a Dio, il Suo Fiat ! Che è il Fiat di ogni consacrato che si dona alla Madonna come Sua proprietà, come Suo servo, come Suo schiavo.

Il terzo ed ultimo ambito d’impegno del consacrato è quello dell’AZIONE, ovvero dell’APOSTOLATO. Sono forme di apostolato anche il pregare per gli altri, pregare e soffrire per gli altri, vi è chi può fare solo questo perché si trova in situazione di malattia. Pregare e soffrire per gli altri è un apostolato potentissimo, il più potente di tutti. Chiaramente lo possono fare tutti, vi è chi lo fa in maniera specifica perché è un’anima immolata, un’anima vittima, un’anima che in qualche modo sta vivendo un calvario di malattia e di sofferenze. Questa persona non ha bisogno di altri impegni per svolgere il proprio apostolato anche perché è impossibilitata ad assumersi altri impegni se non quello di offrire preghiere e sacrifici per la salvezza degli uomini. Oltre al pregare vi è il far pregare altri quindi invitando a recitare il rosario. Oppure quando a seconda delle circostanze concrete diventa difficile far recitare il rosario perché ci troviamo davanti persone che non conoscono neanche l’ABC della vita di fede, almeno far pregare l’Ave Maria. Sarebbe bello instillare nelle persone la devozione della pia pratica delle tre Ave Maria. Questa è una pia pratica che è stata rivelata dalla Madonna stessa a santa Matilde di Hackeborne, monaca benedettina. Questa santa pregava la Madonna di assisterla nel momento della morte e la risposta della Madonna fu molto consolante: ” Si, farò quello che tu mi domandi, figlia mia, però ti chiedo di recitare ogni giorno tre Ave Maria, la prima per ringraziare l’Eterno Padre per avermi resa onnipotente in cielo ed in terra, la seconda per onorare il figlio di Dio per avermi dato tale scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i santi e di tutti gli angeli e per avermi circonfusa di tanto splendore da illuminare come sole splendente tutto il Paradiso, la terza per onorare lo Spirito Santo per avere acceso nel mio cuore la fiamma più ardente del Suo amore e di avermi fatta così buona e benigna da essere dopo Dio la più dolce e la più misericordiosa”. Molti santi tra cui sant’Alfonso de Liguori, San Giovanni Bosco, San Pio da Pietralcina furono propagatori della devozione delle tre Ave Maria. L’apostolato delle tre Ave Maria è stato approvato ed incoraggiato dai sommi Pontefici, veramente una preghiera semplice che può trovare un’ottima risposta dalle persone a cui viene proposta perché quando si accosta una persona con tanti problemi e sofferenze dirle: “Affidati alla Madonna, recita tre Ave Maria, conosci questa devozione? Recita tre Ave Maria al giorno esegui questa pia pratica con fedeltà, la Madonna ti aiuterà!” Questo è una cosa molto bella come anche il diffondere immagini sacramentali e stampa mariana. In particolare, abbiamo questi due sacramentali privilegiatissimi la medaglia miracolosa e lo scapolare. Chi può si faccia propagatore di questi due sacramentali, oggi purtroppo i sacramentali sono caduti completamente in disuso, dobbiamo far riscoprire il valore ed il potere dei sacramentali alle persone. Medaglia miracolosa e scapolare sono sacramentali che sono stati donati dalla Madonna stessa in tempi storici diversi, informatevi su di essi! La distribuzione dei sacramentali è un ottimo modo per fare apostolato mariano come pure l’utilizzo dei social media, anche da soli ci si può mettere su questa via senza troppe difficoltà soprattutto se qualcuno incontra difficoltà nell’aprire un sito internet. Cosa devo fare concretamente nell’ambito dell’apostolato per vivere questo impegno con la Madonna? Come per la formazione mariana si può dire la stessa cosa, non trascorra giorno che non si sia fatto una piccola cosa anche solo mandare una frase mariana tramite WhatsApp ad un po’ di persone che si conoscono. Il consacrato a Maria deve essere una persona che conosce bene il catechismo della Chiesa Cattolica. Questo per quanto concerne l’ambito della formazione, mentre per quanto riguarda l’apostolato, il consacrato a Maria come ogni cristiano e più di ogni altro cristiano deve essere impegnato in quell’apostolato basilare di tutti i battezzati che sono le opere di misericordia corporale e spirituale e che sono rispettivamente:

  • OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE: dare da mangiare agli affamati; dare da bere agli assetati; ospitare i pellegrini; vestire gli ignudi; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti.

 

  • OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE: insegnare agli ignoranti; consigliare i dubbiosi; correggere chi sbaglia; perdonare le offese; consolare gli afflitti; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare Dio per i vivi e per i morti.

Che davvero la consacrazione possa essere uno nuovo stimolo per impegnarsi nella pratica delle opere di misericordia corporale e spirituale.

Un aspetto veramente prezioso della vita di consacrazione è quello di frequentare i santuari mariani soprattutto quelli dove la Madonna si è manifestata ed è apparsa e ove possibile organizzare o partecipare a pellegrinaggi. Non si può dare una indicazione precisa relativamente alla frequenza di tali pellegrinaggi a santuari mariani, ciascuno si regoli a seconda dei propri impegni. Bramate di andare in pellegrinaggio nei santuari mariani che sono un dono preziosissimo per tutti ma soprattutto per i consacrati a Maria i quali comprendono il valore inestimabile di questi luoghi. Nel contesto di questa epocale crisi di fede che abbiamo oggi davanti ai nostri occhi e di cui tutti siamo bene a conoscenza bisogna veramente riflettere sul ruolo imprescindibile che svolgono i santuari mariani oggi. Un ruolo che si iscrive nell’opera salvifica che la nostra Madre Celeste sta portando avanti con le Sue apparizioni che costellano ormai l’intero globo terrestre. Se li si chiama “oasi di preghiera e luoghi di pace” si esprime qualcosa di vero però sempre parziale rispetto al valore più radicale che questi luoghi hanno in rapporto alla nostra fede. In funzione anche controrivoluzionaria ed in funzione di supplenza all’assenza delle cellule della Chiesa locale che sono le comunità parrocchiali. A volte le parrocchie sono deserte non c’è niente, mentre le persone hanno bisogno di luoghi di fede viva e spesso affollano i santuari. E qui vorrei condividere una esperienza personale che riscontro anche in tanti altri. Vado sempre molto volentieri in santuari mariani tra i quali ve ne sono alcuni per i quali nutro una devozione specialissima Fatima e Le Tre Fontane. L’esperienza che si può fare in questi luoghi di grazia è di una sorta di anticamera del Paradiso laddove fuori nel mondo si vive una sorta di anticamera dell’inferno. E proprio questa contrapposizione evidente tra santuari mariani e mondo esterno, potrebbe riassumere la lotta esistente tra Maria e satana in questi ultimi tempi. È vero, tutto il mondo è posto sotto la potestà del maligno, come ci avverte Gesù nel Vangelo. satana è purtroppo il principe di questo mondo ma la Vergine Maria si è costruita delle oasi, o meglio, possiamo dire dei fortini di guerra in questo mondo, che non appartengono al Suo nemico bensì appartengono esclusivamente a Lei. E Lei, in questi luoghi, elargisce ogni grazia e benedizione ma pure forgia, plasma i suoi guerrieri, i suoi apostoli, i suoi consacrati quelli che dopo aver da Lei ricevuto sono anche chiamati ad aiutarla alla realizzazione dei Suoi piani. Proprio per un fruttuoso apostolato esterno fa bene stare in questi santuari, andarci spesso od almeno quanto più possibile, si tratta non di una pia riflessione ma di una esperienza vera e realissima, io auguro a tutti voi di fare questa esperienza.

FIORETTO:

-Trascorrere un certo tempo di preghiera davanti ad una immagine, una statua. Possono essere anche cinque minuti, e va bene! Un tempo in cui affidare alla Madonna questa santa intenzione, questo santo proposito di consacrarsi a Lei chiedendoLe la grazia di poter vivere da vero consacrato e di supplire Lei a tutto ciò che non saremo capaci di fare e che non ci sentiamo capaci di fare. Vedremo veramente la grazia di Dio in azione nella nostra vita molto più di prima, ve lo posso garantire.