Pensiero del giorno 18 ottobre 2026

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. Nel calendario romano antico (Vetus Ordo) ricorre la festa di S. LUCA, EVANGELISTA. Medico d’origine siriaca, discepolo fedele e compagno inseparabile dell’apostolo Paolo fino alla fine, narrò con stile limpido e ammirevole delicatezza storica il mistero dell’Incarnazione, la mansuetudine del Redentore e gli inizi della Chiesa negli Atti degli Apostoli, suggellando la sua fatica apostolica con una vita spesa per il Vangelo. 

 

PREGHIERA DEL MATTINO

O Signore Gesù, che conosci la malizia degli uomini e smascheri con sapienza sovrana i tranelli di chi usa l’adulazione per tendere insidie alla verità, accogli la nostra preghiera al principio di questa domenica consacrata al riposo e alla lode. Ti chiediamo di purificare il nostro animo dalla seduzione delle doppiezze terrene, dall’idolatria del potere temporale e da quell’ipocrisia che vorrebbe contrapporre la fedeltà alla giustizia civile all’obbedienza assoluta dovuta al Padre. Donaci la carità limpida e lo sguardo fedele di san Luca evangelista, affinché sappiamo riconoscere impressa nella nostra anima l’immagine viva del Creatore, offrendo a Lui l’integrità della nostra vita. Il tuo Santo Spirito formi in noi intenzioni rette e parole sincere, affinché sappiamo compiere i doveri civili, professionali e familiari con discreta fermezza, camminando con linguaggio chiaro, animo riconciliato e totale timore filiale incontro alla gloria del tuo Regno. Amen.

 

IL VANGELO DI OGGI

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 15-21) 

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». 

 

UNA RIFLESSIONE PER TE

 

L’alleanza subdola tra farisei ed erodiani nasce dall’odio comune verso la verità: due fazioni politiche e religiose aspramente divise sull’occupazione romana si uniscono per fabbricare una trappola mortale. L’approccio comincia con un elogio mellifluo («sappiamo che sei veritiero… non hai soggezione di alcuno»), adoperando la lode come un veleno per abbassare la guardia del Maestro; il dilemma è congegnato affinché qualunque risposta conduca alla rovina: dichiarare illecito il tributo comporterebbe l’accusa di sedizione dinanzi al governatore romano; approvarlo susciterebbe lo sdegno del popolo verso un potere pagano usurpatore.

La replica del Salvatore scardina il ricatto smascherando all’istante l’ipocrisia degli interlocutori: chiedendo di mostrare la moneta del tributo, Gesù costringe i suoi avversari a estrarre una moneta che essi stessi già maneggiano per i loro commerci ordinari, dimostrando che partecipano già all’economia dell’impero pur fingendo scrupoli di coscienza. La sentenza finale traccia una distinzione limpida e non negoziabile: riconoscere l’ordine civile e l’autorità legittima per i compiti temporali non equivale a divinizzare lo Stato. Se sulla moneta è impressa l’effigie di Cesare, sull’essere umano, creato a immagine e somiglianza del Padre, è impresso il sigillo inalienabile di Dio.

Qui cade l’inganno fondamentale dell’agnosticismo pratico, in cui l’uomo contemporaneo consegna a Cesare non solo le imposte o i doveri sociali, ma la totalità della propria coscienza, riducendo l’etica alle sole convenienze politiche, alle norme positive del momento o al rispetto delle gerarchie terrene. Rendere a Dio ciò che è di Dio esige un primato morale che non ammette servilismi: svolgere i propri compiti nel consesso civile con serietà scrupolosa senza mai sacrificare la verità interiore, la dignità dell’anima e la fedeltà al Creatore sull’altare del conformismo o dell’ambizione personale.

 

UNA PROPOSTA PER …“VIVERE”… LA PAROLA!

 

La liturgia domenicale e la memoria di san Luca ci richiamano a un discernimento severo tra l’onesto dovere verso il mondo e la totale appartenenza a Dio.

Oggi verifica la rettitudine con cui gestisci i tuoi obblighi verso la collettività, la vita domestica e le regole comuni, assicurandoti che ogni adempimento materiale o amministrativo sia portato avanti con giustizia irreprensibile, senza mai ricorrere a scappatoie opache per un tornaconto privato. Nelle conversazioni e nelle scelte di questa giornata, rifiuta l’adulazione e il calcolo diplomatico, parlando con trasparenza discreta e custodendo la libertà interiore di fronte a qualunque pressione di gruppo o aspettativa mondana. Durante l’esame di coscienza di questa sera, rifletti con severa limpidezza su chi detiene realmente la signoria sul tuo cuore, domandandoti se stai offrendo a Cesare ciò che appartiene unicamente a Dio o se hai saputo rendere al Signore la fedeltà integra della tua anima creata a sua immagine.

 

BUONA DOMENICA, IL SIGNORE TI BENEDICA.