Pensiero del giorno 15 luglio 2023

Ave Maria!

Oggi vigilia di preparazione alla festa della Madonna del Carmelo vi propongo un omelia di P. Giorgio M Farè.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Come abbiamo detto in questi giorni di preparazione a questa grande, bellissima, meravigliosa Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, oggi diciamo qualche parola per comprendere il significato dello Scapolare, cosa vuol dire vestire lo Scapolare, perché è importante avere questo sacro Abito, questa livrea.

Ebbene, fu proprio il grande e glorioso Papa Pio XII, che, dinanzi ai Religiosi e ai laici riuniti a Roma per celebrare il settecentesimo anniversario dell’apparizione della Vergine Santa a San Simone Stock, ribadì queste parole: “Chi veste l’Abito del Carmine (lo Scapolare) fa professione di appartenere a Nostra Signora, come i cavalieri del secolo XIII, ai quali rimonta l’origine dello Scapolare, i quali, sotto lo sguardo della loro donna, si sentivano valorosi e sicuri, e portando i suoi colori, avrebbero preferito mille volte morire, piuttosto che lasciarli umiliare”.

Lo Scapolare in che cosa consiste?

Consiste in due pezzettini di stoffa, sui quali, da una parte, c’è l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, e dall’altra, c’è l’immagine della Madonna, Madre e Regina del Carmelo.

Perché si chiama Scapolare?

Perché appoggia sulle scapole. Sarebbe, in piccolo, quello che i Frati portano in grande, cioè questo grande pezzo di stoffa che sta davanti e dietro e in mezzo c’è il buco, dove si mette la testa, tanto per intenderci.

Per i laici, è una cosa più piccola, ci sono due fettuccine che legano due stoffette, sulle quali sono dipinte le immagini del Sacro Cuore di Gesù e della Madonna del Carmelo.

Si portano una sul petto e l’altra sulla schiena, come l’armatura di un cavaliere, perché il cavaliere non è protetto solamente sul petto, è protetto anche sulla schiena, perché puoi essere colpito davanti, ma anche di dietro dai tiratori franchi, dai Giuda (ce ne sono tantissimi anche oggi), perché Giuda colpisce di schiena.

Allora, questa livrea, questa armatura da cavaliere, serve per proteggere il soldato della Vergine Maria, davanti e di dietro.

Papa Pio XII richiama al fatto che noi viaggiamo, combattiamo sotto lo sguardo e per lo sguardo di questa Alta Dama del Cielo, e quindi, come dice il Papa, preferiremmo mille volte morire piuttosto che vedere umiliare i Suoi colori, il Suo stendardo, mille volte morire piuttosto che vedere infangata la Croce di Cristo, l’appartenenza a Cristo per Maria, attraverso la Vergine.

Non scordiamo che, nei tornei medioevali, i cavalieri scendevano sul campo a dar prova del loro valore, indossando i colori della dama del cuore. Non si combatteva per niente, si combatteva per onore, si combatteva per amore, si combatteva avendo nel cuore uno sguardo.

Chi non combatte con nel cuore uno sguardo, è un legionario, non è un soldato, non è un cavaliere. Un cavaliere combatte perché porta dentro il fascino di essere stato guardato, e quello sguardo diventa il motore che lo spinge a continuare la sua lotta.

Nell’infuriare della lotta, tra il lampeggiare delle spade e delle lance, il pensiero del cavaliere correva alla signora per la quale si batteva, e nel suo sguardo, se era presente, o nel suo ricordo richiamato continuamente dal blasone indossato (per questo portiamo lo Scapolare, perché ci richiama continuamente lo sguardo e la presenza della Vergine Maria), trovava il vigore e il coraggio per vincere o per morire da eroe. Tutte cose che oggi sembrano morte, morte…

Morire per Dio…

Non far morire gli altri, morire noi per Dio, cioè essere disposti, come diceva San Domenico Savio, a morire piuttosto che peccare, morire noi per la gloria di Dio.

Oggi è sorta una cavalleria più sacra e più pura di quella del XIII secolo, una cavalleria consacrata ad una Signora, la cui bellezza non svanisce mai, la cui potenza non conosce limiti di tempo e di spazio, la milizia sacra alla Regina del Cielo, alla Regina del Carmelo. Ecco il senso di portare lo Scapolare!

Sapete, a portare addosso lo Scapolare siamo capaci tutti, tutti siamo capaci di portare queste stoffettine addosso, tutti, tutti siamo capaci di portare lo Scapolare, ma, siccome lo Scapolare non è un talismano, siccome lo Scapolare non è un oggetto magico, o lo si porta con coscienza o è inutile portarlo.

Portarlo con coscienza vuol dire sapere di appartenere a questa milizia della Vergine Maria. Le Sue schiere, numerose come l’arena del mare, hanno avuto da Lei il vessillo di tutte le vittorie.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II cita tre strumenti di devozione, che sono: lo Scapolare, il Rosario e il Crocifisso.

Tre strumenti sono citati, tre strumenti in particolare sono raccomandati.

Sotto questa bandiera dello Scapolare, le Sue milizie si impegnano a servirLa con amore e dedizione assoluta, per la vita e per la morte.

Ci vuole dignità, ci vuole coraggio.

Santa Teresa di Gesù diceva: «Deve finire il tempo dei cristiani pavidi, ignavi, paurosi, pusillanimi, dei cristiani che hanno paura della loro ombra! Deve sorgere il tempo dei cristiani che difendano l’onore del Signore».

E allora noi sentiamo l’importanza di portare questo Scapolare, di essere rivestiti della livrea della Vergine Maria, di lottare e di impegnarci a vincere in onore della battaglia per la verità e per la virtù.

Verità e virtù esistono ancora, sono importantissime e, se la nostra vita non è fondata sulla verità e sulla virtù, non è fondata su niente, perché non è fondata né su Cristo né sull’essere discepolo di Cristo.

E quando la tentazione infuria, quando la stanchezza ci assale, quando la monotonia della vita ci coglie, quando la sofferenza bussa alla nostra porta, noi sappiamo di poter trovare nello Scapolare, nella Veste della Vergine Maria, un richiamo ed un incitamento a perseverare con la certezza della protezione celeste e della vittoria finale.

Si vince.

Quando il cavaliere ha un po’ di paura, guardando la sua armatura, trova coraggio.

Voi sapete dai vostri studi che i cavalieri, prima di essere vestiti dell’armatura, la notte prima la passavano in preghiera, in veglia davanti all’armatura, perché era un atto sacro diventare cavaliere.

Quindi stavano lì a meditare, guardavano l’armatura.

A noi, da novizi, avevano dato l’abito da vestire il giorno dopo in camera, per averlo lì sulla scrivania, per meditare sulla veste che avremmo portato da lì in avanti, per sempre.

Chiunque, quindi, indossa lo Scapolare, diventa un cavaliere della nobile Regina del Cielo, un umile servitore della Madonna del Carmelo.

Da quel momento, la vita non è più sua, ormai l’ha consacrata alla Vergine Maria e deve impiegarla in Suo onore.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

Fonte:

Solennità della Madonna del Carmine 2016

 

Carissimi noi crociati dell’Immacolata vogliamo essere dei veri cavalieri che combattono ogni giorno con l’arma del SANTO ROSARIO, vi prego non desistiamo….ma perseveriamo. La vittoria è assicurata.

SANTA GIORNATA!