Pensiero del giorno 9 marzo 2024

 

Sant’ Alfonso Maria De’ Liguori QUINDICI MEDITAZIONI SULLA PASSIONE DI GESU CRISTO DA FARSI PER 15 GIORNI COMINCIANDO DAL SABATO DI PASSIONE SINO AL SABATO SANTO

MED. IX. Nella domenica delle Palme

GESÙ PORTA LA CROCE AL CALVARIO

I – Pubblicata la sentenza contra il nostro Salvatore, subito l’afferrano con furia, gli tolgono di nuovo quello straccio di porpora e gli rimettono le sue vesti per condurlo ad esser crocifisso nel Calvario, luogo destinato alla morte de’ malfattori: “Exuerunt clamyde, et induerunt eum vestimentis eius, et duxerunt eum, ut crucifigerent” (Mat. 27). Quindi prendono due rozzi travi, ne compongono presto la croce e gli comandano a portarla sulle spalle sino al luogo del suo supplicio. Qual barbarie, imporre su del reo il patibolo, ove ha da morire!
Ma così vi tocca, o Gesù mio, giacché vi siete addossati i miei peccati.
II – Gesù non ricusa la croce, l’abbraccia con amore, essendo quella l’altare destinato a consumarvi il sacrificio della sua vita per la salute degli uomini: “Et baiulans sibi crucem, exivit in eum, qui dicitur Calvariae locum” (Io. 19). Escono già i condannati dalla casa di Pilato, e tra questi va ancora il nostro condannato Signore. O spettacolo, che fece stupire il cielo e la natura! vedere il Figlio di Dio che va a morire per quegli stessi uomini, che gli danno la morte! Ecco avverata la profezia: “Et ego quasi agnus mansuetus, qui portatur ad victiman” (Ier. 11. 19). Gesù faceva una vista così compassionevole in questo viaggio, che le donne ebree in mirarlo gli andavano appresso piangendo: “Plangebant et lamentabantur eum” (Luc. 23).
Caro mio Redentore, per li meriti di questo doloroso viaggio datemi forza di portar con pazienza la mia croce. Io accetto tutti i dolori e disprezzi, che mi destinate a soffrire; voi l’avete renduti amabili e dolci con abbracciarli per nostro amore; datemi forza di soffrirli con pace.
III – Mira anima mia, or che passa il tuo condannato Salvatore, mira come va scorrendo sangue dalle piaghe già fresche, coronato di spine e carico della croce. Oimè che a ogni moto rinnovasi il dolore di tutte le sue ferite. La croce prima già del tempo comincia a tormentarlo, premendo le sue lacerate spalle e crudelmente martellando le spine della corona. Oh Dio, ad ogni passo, quanti dolori! Consideriamo i sentimenti d’amore, con cui Gesù in questo viaggio si va accostando al Calvario, ove lo sta aspettando la morte.
Ah Gesù mio, voi andate a morire per me, voglio venire anch’io a morire per voi. Per lo passato io vi ho voltate le spalle, e vorrei morirne di dolore; ma per l’avvenire non ho cuore di lasciarvi più, o mio Redentore, mio Dio, mio amore, mio tutto.
O Maria, madre mia, impetratemi forza di portare la mia croce con pace.

SANTA GIORNATA!